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martedì 2 aprile 2019

Recensione - Le cronache del mare - di Karin Bonazza


Titolo: Le cronache del mare
Autore: Karin Bonazza
Genere: Narrativa
Pagine: 120

Trama

Karin e Renan, i protagonisti della favola rappresentano due mondi diversi: lei, una ragazza piena di energie e speranze, che non intende piantare i piedi a terra, mai rinunciare alla sua innata creatività a fantasticare su tutto; lui, un tritone,un guardiano delle coste dell’isola. I due si innamorano, nasce una straordinaria storia d’amore, sospesa tra sogno e realtà. Un amore che sfida la logica e il tempo, ma un destino avverso, anche nei sogni è alle porte…

Recensione

Karin adora il mare e tutti i suoi abitanti, ogni volta che ne ha la possibilità ci va e ci si tuffa dentro, raggiunge le scogliere, dove poi si mette a contemplare il panorama e soprattutto i gabbiani. 
Con quest’ultimi Karin instaura un tipo di comunicazione non verbale e i gabbiani la guidano a trovare i doni che il mare le lascia. Per primo un pettinino di conchiglia e poi dei gioielli di perle. Karin è sempre più attratta dal mare e si reca spesso negli scogli e parla con i gabbiani ormai diventati suoi amici e loro ascoltano quello che lei racconta, a volte le indicano un punto preciso in cui il mare le ha lasciato un dono, a volte la proteggono dalle chele dei granchi, finché un giorno Karin trova una conchiglia, una Rafana Venosa , quelle in cui si sente il mare  e se ci soffi dentro si sente uno strano suono.  Sirene !!!! 
Il suono che emette la Rafana Venosa è il suono delle Sirene.         
In uno dei suoi incontri con i gabbiani e con il mare, Karin soffia dentro alla sua conchiglia e dietro agli scogli qualcosa si muove…      Un   gran guizzo muove le acque, si vedono strani riflessi verde rame muoversi sinuosi tra le onde, due occhi spuntano dalla flora marina e fissano karin.  Di chi saranno questi splendidi occhi ??

Una bellissima fiaba, in cui l’autrice stessa è il personaggio principale. Mi è piaciuto molto come son state strutturate le vicende che portano Karin verso Renan. Una fiaba moderna, piena di dolcezza e di amore, per la natura, per il mare, per gli animali.                                                                             
 Ho riso tanto ogni volta che i gabbiani cercavano di comunicare qualcosa a Karin, l’autrice ha reso questi momenti molto buffi. Durante la lettura mi son sentita lì, vicino a karin, vedevo ciò che vedeva lei e sentivo ciò che lei sentiva, l’autrice è riuscita a farmi entrare dentro al suo libro, a farmi sentire parte della sua storia. La descrizione accurata fin nei dettagli, dei luoghi e dei personaggi da la possibilità al lettore di immaginare senza fatica ciò che l’autrice ha creato scrivendo.                                                                                                                                              
Anche il popolo marino e il regno di Renan son stati descritti molto bene, li ho subito immaginati e mi sembrava di conoscerli anch’io come Karin.                                                                                           
La parte che mi è piaciuta di più è stata quella in cui Karin scopre l’esistenza di Sirene e Tritoni e Renan è così dolce…                                   
                                                             
Karin: "Quindi, non solo le sirene esistono, anche tutto ciò che le leggende narrano sul loro conto è reale. E … Quindi? "
Renan: "Quindi mia piccola perla di mare , ti va di fare due passi sulla spiaggia al chiaro di luna ? "

 Anche se è una fiaba per ragazzi, trovo che questo libro sia adatto anche a lettori adulti, che cercano una lettura leggera e fantastica. Una fiaba che fa sognare e che si focalizza principalmente sull’amore, non solo per un’altra persona ma anche per ciò che ci circonda.                                                                                                       
Consiglio questo libro soprattutto ai ragazzi, ma anche a tutti i sognatori che sentono la necessità di rifugiarsi per un po’  in un luogo fantastico.

 A presto Pia


1 commento:

Karin Bonazza ha detto...

Oddio Pia, come ringraziarti? Ho le lacrime agli occhi per la recensione. Mi hai fatto rivivere quei giorni, di quell'estate ormai
lonta. Che bei ricordi e che bei momenti, quando tornavo a riva e scrivevo un pezzo nuovo del libro è il mio brutto vizio di rileggere ad alta voce. La gente intorno che ascoltava e il giorno dopo mi chiedeva "Oggi come andrà a finire?". Grazie di avermi ricordato la memorabile estate 2017.