COLPA
D’AMORE
Elisabeth Von Arnim
Copertina flessibile: 313
pagine
Editore: Bollati Boringhieri; 2
edizione (6 luglio 2017)
Collana: Varianti
#prodottofornitoda: info dati ed ebook forniti gratuitamente da Il libraio
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Uno scandalo incombe
sulla famiglia Bott: il povero Ernest, appena deceduto in un incidente
stradale, ha diseredato la moglie Milly. Possibile che quegli occhi di colomba,
quella figuretta tanto dolce e amabile meritino un castigo tanto duro? La
costernazione e l'indignazione iniziale dei Bott si trasformano presto in
dubbio e sospetto: e se quei venticinque anni di vita matrimoniale
nascondessero un inconfessabile segreto? La soave Milly si è forse macchiata di
qualche oscuro peccato? Milly sa che l'esclusione dal testamento del marito non
è che l'espiazione per un'esistenza di doppiezza: per tutto quel tempo ha amato
uno studioso di Oxford, Arthur. Ora, finalmente, potrà chiarire la sua
situazione con lui, raccontargli che Ernest era al corrente della loro
relazione e accettare la sua proposta di matrimonio. Non vede l'ora di
andarsene lontano dai Bott, lasciando tutti li a bisbigliare su di lei.
D'impulso Milly esce di casa con un piccolo bagaglio e si dirige alla stazione.
Ma nulla andrà secondo le sue aspettive. Autrice brillante e di raro anticonformismo,
Elizabeth von Arnim conferma qui la sua straordinaria abilità nel tratteggiare
precisi e caustici ritratti di un mondo dominato dall'ipocrisia e dalle
convenzioni sociali. Nella sua profonda, incisiva e divertentissima messa a
nudo dell'animo di ciascuno dei suoi protagonisti, l'accento cade sui punti
scoperti della cosiddetta morale comune: davvero si può parlare di colpa quando
si tratta di amore?
RECENSIONE
Che bel libro! Elisabeth Arnim ci costringe a riflettere sul
giudicare le altre persone, sul condannarle senza neppure conoscere le loro
ragioni, o sull’emettere una sentenza senza prima aver provato a mettersi nei
loro panni. E per farlo utilizza uno dei peccati peggiori.
Qui si parla di tradimento, e leggendo la storia di Milly finalmente
ci si libera da ogni pregiudizio.
Non è giusto.
E non è sbagliato.
Per la persona coinvolta il “giusto” o “sbagliato” dipenderà dalla
situazione. Per gli altri, tutti quegli osservatori esterni che guardano,
ipotizzano, deducono, confabulano, non deve esserci né un motivo giusto né uno
sbagliato.
Al di là dell’argomento la lettura è interessante, l’autrice indaga
gli animi dei tanti personaggi secondari svelandone al meglio e con ironia
sagace ogni sfaccettatura. Ci si è prodigata talmente tanto, che non nascondo
di aver desiderato, a volte, che la lettura potesse procedere con più velocità.
La penna ironica della Arnim, pronta a porre tutti sullo stesso
piano e a sbiancare le macchie di ognuno, senza che ci sia nessuno migliore e
più virtuoso di altri, ci fa riflettere su come la vera virtù sia convivere con
le persone senza insinuazioni, imparando ad ascoltare di più ciò che avrebbero
da dire.
“Milly pensò una volta di più che non
erano i peccatori ad aver bisogno di comprensione, pazienza e indulgenza ma,
decisamente, i buoni.”
Alla prossima, Elena.

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