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mercoledì 5 dicembre 2018

Intervista all'autrice Anita Sessa ospite al Festival Romance Italiano 2019


Ciao Anita eccomi finalmente ad accoglierti nel mio piccolo mondo.

-Domanda di rito, chi è Anita Sessa quando non scrive?
Salve a tutti! Quando non scrivo…scrivo JSono una giornalista pubblicista e responsabile di redazione presso una web tv e portale di informazione online. Praticamente vivo scrivendo. Quelle volte in cui decido di avere una vita sociale leggo, ascolto musica, adoro andare al cinema. Una ragazza semplice, insomma.

-La scrittura fa parte di te da sempre o è una passione nata con il tempo?
Da sempre. Leggo e scrivo da quando avevo 4 anni. A 10 ho vinto il mio primo concorso per la biblioteca scolastica, negli anni dell’adolescenza ho scritto racconti senza mai pubblicarli. Ora finalmente mi sono decisa.

-Cosa ti ha spinta a pubblicare le tue storie?
E’ da qualche anno che pubblico ciò che scrivo. Ho ricevuto consensi sin da subito e questo mi ha in parte fatto perdere la convinzione di scrivere stupidate. Ci ho creduto veramente, e ho pubblicato il mio primo libro, solo quando ho incrociato la mia editor. Anna Russo è favolosa, ma soprattutto è tosta e ti dice le cose senza mezzi termini. La adoro, non ti dà false speranze e se dice che un libro le piace non puoi non crederle. Fortunatamente il mio le è piaciuto e quindi eccomi qui. La ringrazierò sempre per questo.

-Ricordi la prima cosa che hai scritto, hai un aneddoto da raccontarci?
La primissima? Il mio racconto per la biblioteca, dunque! Era un contorto viaggio nel tempo di un ragazzino che all’improvviso si trovava catapultato nel Far West. Già all’epoca andavo avanti a suon di fantasia :D 










-In quale percentuale realtà e fantasia si raccontano nei tuoi libri?
50 e 50 forse. Cerco di creare qualcosa di nuovo, ma allo stesso tempo che sia verosimile. Personaggi in cui tutti possono riconoscersi, trovare qualcosa di se stessi. I sentimenti, sicuramente, sono reali. 

-Che tipo di lettrice sei? C’è un libro che da sempre hai nel cuore ed ogni tanto rileggi?
Leggo avidamente, compro libri in maniera compulsiva. Li accumulo fino a quando ho il tempo di leggerli finalmente. E a quel punto riesco a smaltirne anche sette a settimana JDopo un tot di libri nuovi devo però tornare al passato: “Orgoglio e Pregiudizio”, “I tre moschettieri” e tutti i libri di Christina Lauren se ho voglia di leggerezza. 

-Tu ti sei autopubblicata, hai mai pensato di provare con una CE? Se si com’è andata, raccontaci cosa ne pensi dei due mondi e com’è stata la tua esperienza.
In realtà la mia è un’esperienza un po’ particolare. Il mio primo libro è stato auto pubblicato, ma ho ricevuto immediatamente una proposta dalla Butterfly edizioni, pur non avendo inviato il manoscritto. Sono stata contattata dalla direttrice, Argeta Brozi, che si è interessata al romanzo grazie ad un’audiolettura. Ero scettica, perché da qualche anno le case editrici sostanzialmente si limitano a pescare su Wattpad nuove autrici emergenti, ma devo dire che mi sono dovuta ricredere. Argeta ha creduto in me, nelle mie capacità, nel mio lavoro e sono stata felice di siglare il mio primo contratto. “Jordan+April”, dopo un anno di stop, rivedrà la luce il prossimo 30 novembre finalmente e con la Butterfly ho già siglato un secondo contratto per il sequel del libro. “You are my Superhero” e “Ricordati di me” sono invece autoprodotti. Il che non vuol dire, che molti pensano, buttati a caso su Amazon. Sono editati (anche se qualche refuso scappa sempre probabilmente), mi sono rivolta a due grafici per le copertine. Diciamo che pur non avendo il marchio di una casa editrice sono dei libri che ho voluto portare a quei livelli anche da sola. Ci tengo a dare dei prodotti di qualità, in ogni caso. Da poco, infine, ho iniziato una collaborazione con Dri Editore: il mio primo breve racconto di genere Regency uscirà a breve.

-Quale tra i tuoi libri ti ha dato più filo da torcere e perché? E tra tutti i tuoi protagonisti quali ti sono rimasti più attaccati?
“Ricordati di me”, emotivamente e fisicamente. Ho iniziato il romanzo perché volevo dare qualcosa al lettore. Ho affrontato volutamente il tema della perdita e, in corso d’opera, mi sono trovata a vivere sulla mia pelle la perdita di una persona importante. Questo mi ha spinto a dare ancora di più, riversare tutte le mie emozioni in quelle pagine. Ho pianto tanto durante la stesura, ho pianto dopo quando ho trovato la forza di rileggerlo. Piango ancora oggi perché rivivo tutto. Mi fa piacere (da scrittrice, ovviamente) quando mi dicono che hanno pianto anche i lettori. E’ un libro che può suscitare forti emozioni e questo è quello che un libro dovrebbe fare.

-Progetti futuri? Ci puoi svelare qualche piccolo segreto sulle prossime storie?
Come dicevo prima, ho in programma il sequel di “Jordan+April” e un nuovo percorso con Dri Editore in stile Regency. Per il Festival del Romance anche “You are my Superhero” avrà una nuova veste e sarà ampliato. Probabilmente ci sarà anche una storia nuova, collegata a questo romanzo. 

- Il prossimo anno sarai ospite al Festival Romance di Milano, cosa ti aspetti da questa esperienza?
Sarà un’ottima opportunità per conoscere tante scrittrici, professionisti di settore e soprattutto i lettori. E’ sicuramente una vetrina che può portare ad ottimi sbocchi professionali, soprattutto per gli esordienti. Ci sono state tante polemiche rispetto a questo Festival, ma invece è da apprezzare l’impegno di chi ha organizzato il tutto e quotidianamente si spende per permetterci di poter avere questa opportunità.

- Se potessi intervistare i tuoi lettori cosa chiederesti loro?
Sarei curiosa di sapere quali emozioni provocano i miei libri e soprattutto cosa li ha spinti a scegliere di leggere uno dei miei libri per la prima volta J

- Come ti presenterai e cosa troveremo al tuo tavolo durante la manifestazione?
Mi farò qualche oretta di viaggio in treno dal Sud Italia (sono di Salerno) e porterò con me i miei libri, gadget, qualche oggettino particolare. Sarò in fibrillazione per tutta la giornata e spero di poter avere l’opportunità di conoscere tantissime persone.

Infine ti chiedo una frase che hai scritto che ti è particolarmente cara e perché?
Non è una frase tratta da un mio libro, ma dai ringraziamenti che ho aggiunto alla fine di “Jordan+April”.
“Qualcuno dice che la musica può salvarti. Bè, la scrittura non è da meno”.
E’ una frase che per me è vera. Quando ho scritto il mio primo libro ero emotivamente a pezzi. All’ultima pagina ci sono arrivata fortunatamente integra.

Grazie infinite per questa bella chiacchierata, a presto Emanuela.
Grazie per avermi ospitata e per la bellissima iniziativa! Alla prossima!


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