Ciao
Serena eccomi finalmente ad accoglierti nel mio piccolo mondo.
-Domanda di rito, chi è Serena
Brucculeri quando non scrive?
Ciao
e grazie per questo spazio. Quando non scrivo sono una moglie, una mamma di due
figli maschi, un’insegnante di scuola primaria; una donna incasinata che cerca
di fare il meglio che può in una giornata fatta solo di ventiquattro ore. Sono
quasi sempre con la testa tra le nuvole, distratta e maldestra. Adoro leggere
romanzi rosa e amo anche gli erotici quando ben scritti. Sono una persona molto
pigra: il massimo per me è stare sul divano con un buon libro e il gatto
sdraiato sulla mia pancia.
-La scrittura fa parte di te da sempre
o è una passione nata con il tempo?
La
scrittura è una passione che è maturata con il tempo, quando la mia mente ha
iniziato a partorire storie, situazioni, personaggi, scene romantiche e
piccanti, a cui ho sentito la necessità di dare vita su carta.
-Cosa ti ha spinta a pubblicare le tue
storie?
La
voglia di condividere le mie emozioni. Non volevo che rimanessero chiuse in un
cassetto, volevo provarci, darmi una possibilità.
- Vuoi parlarci delle tue storie? Come
sono nate? I personaggi? E cosa ognuna di queste storie ti ha lasciato?
Le
mie storie nascono da un profondo romanticismo e da una notevole dose di
fantasia che mi caratterizzano. Sono nate per caso, immaginando luoghi e
situazioni, così come i personaggi, completamente frutto della mia fantasia. Ho
sempre seguito la mia immaginazione, adoro sognare a occhi aperti: quando ho
cominciato a sognare storie intere allora ecco che ho cominciato a
scriverle. Ognuna di queste mi ha
lasciato una grande soddisfazione poiché, anche se pochi, i lettori che hanno avuto
modo di leggerne le pagine, le hanno apprezzate.
-In quale percentuale realtà e fantasia
si raccontano nei tuoi libri?
Le
mie storie potrebbero sembrare tutte fiabe in chiave moderna; in ognuna di esse
però tratto di temi forti, reali, come per esempio nel mio primo romanzo Alla
ricerca di te, in cui la protagonista Sarah, dopo aver perso tutti i suoi
affetti e il bambino che portava in grembo, decide di lasciare tutto e
ricominciare da zero. In sotto un cielo pieno
di stelle, la mia seconda pubblicazione, parlo di un amore che viene ostacolato
dalla famiglia di Phil, il protagonista, in nome dei pregiudizi e di un forte
attaccamento al prestigio sociale e alla ricchezza; Phil infatti si innamora
della sua governante e i genitori faranno di tutto per ostacolarlo, anche a
discapito della felicità del figlio. Nel mio nuovo romanzo, A… come amore parlo
di una ragazza, una donna, madre single, alle prese con la difficoltà
quotidiana di gestire un figlio di sei anni e la propria carriera. Melody, la
protagonista, è un’anima forte e determinata, ricoperta da uno strato di
cioccolato al latte. Ha sempre messo se stessa in secondo piano per amore del
figlio, rinunciando all’amore e alle seconde possibilità.
-Che tipo di lettrice sei? C’è un libro
che da sempre hai nel cuore ed ogni tanto rileggi?
Sono
una lettrice che adora le storie d’amore e il lieto fine. Adoro Susan Elisabeth
Phillips, ritengo sia la migliore autrice di romance. Devo ammettere però che
c’è un libro che mi p rimasto nel cuore: L’incastro imperfetto della Hoover. E
lo rileggerei volentieri, sul serio, ma ho poco tempo e a stento riesco a
leggere i romanzi che puntualmente acquisto o si trovano nella mia lista del
kindle. Adoro i cartacei ma leggo anche i digitali. E ne ho tanti da leggere ancora,
e serio di riuscire a farlo con il tempo.
-Tu ti sei auto pubblicata o hai avuto
esperienze con Ce? Se si com’è andata, raccontaci cosa ne pensi dei due mondi e
com’è stata la tua esperienza.
I
miei primi due romanzi sono stati pubblicati da FD books, ma al lato pratico
risultavano come auto pubblicazioni; Con la Darcy Edizioni la mia vita di
autrice ha subito una bellissima svolta. Sono stata così fortunata a essere
pubblicata da questa nuova CE, creata da ragazze meravigliose, autrici
professioniste e capaci. Una bellissima esperienza, che mi sta dando tanto sia
a livello umano che professionale. Ne approfitto per mandare un abbraccio a
Fabiana Andreozzi e Sara Pratesi.
-Quale tra i tuoi libri ti ha dato più
filo da torcere e perché? E tra tutti i tuoi protagonisti quali ti sono rimasti
più attaccati?
Sicuramente
A… come amore perché è stata una storia tutt’altro che semplice da raccontare.
Delineare il profilo del protagonista maschile, Jensen Harper è stata per me
un’ardua impresa. È per questo che adoro questo personaggio: inizialmente
stronzo e cinico e poi adorabile.
-Progetti futuri? Ci puoi svelare
qualche piccolo segreto sulle prossime storie?
Sto
già lavorando al seguito di A… come amore, poiché è uno stand alone che fa
parte della serie Never Forget, composta da quattro romanzi. Sono motivatissima
nel portare avanti questo progetto.
-Il prossimo anno sarai ospite al primo
Festival Romance italiano, cosa ti aspetti e quali saranno le prime cose in assoluto
che vuoi fare arrivata lì?
Mi verrebbe
da dire che la prima cosa che farei una volta arrivata lì sarebbe di
nascondermi sotto al tavolo! Ebbene sì, sono una persona introversa, che non
ama stare al centro dell’attenzione, per me sarà una bella sfida. Ma devo
vincere le mie paure e buttarmi. È la prima volta per me, non ho mai
partecipato a un evento del genere e sono molto emozionata.
- Se potessi intervistare i tuoi
lettori cosa vorresti sapere da loro che non ti hanno mai detto?
Chiederei
loro: vi sono piaciute davvero le mie storie? Vi hanno emozionato? Cosa mi
suggerireste di fare per migliorare?
-Cosa troveremo al tuo tavolo, come ti
presenterai?
Sinceramente
non ci ho ancora pensato. Posso dirvi che mi troverete nervosa e impacciata,
felice di essere lì in mezzo a tante autrici che ammiro.
Infine ti chiedo una frase che hai
scritto che ti è particolarmente cara e perché?
Tratto
da A… come amore: “La verità è che mi manca un uomo e le attenzioni che
potrebbe darmi. Ho dato anima e corpo per finire gli studi e poi ho dedicato
tutto il mio tempo libero al bambino, cercando di non fargli mai sentire la
mancanza di un padre.
Ho
dovuto raddoppiarmi per lui in tutti i sensi, per far fronte alle necessità che
la quotidianità di una famiglia ci ha sempre richiesto, ma ora, ironia della
sorte, spesso mi sento a metà”.
Grazie
infinite per questa bella chiacchierata, a presto Emanuela.






1 commento:
Sto finendo il suo ultimo libro, ormai poche pagine... è una scrittrice molto brava!
Bella intervista ;)
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