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mercoledì 31 ottobre 2018

Intervista a Serena Brucculeri ospite al Festival Romance Italiano2019





Ciao Serena eccomi finalmente ad accoglierti nel mio piccolo mondo.
-Domanda di rito, chi è Serena Brucculeri quando non scrive?
Ciao e grazie per questo spazio. Quando non scrivo sono una moglie, una mamma di due figli maschi, un’insegnante di scuola primaria; una donna incasinata che cerca di fare il meglio che può in una giornata fatta solo di ventiquattro ore. Sono quasi sempre con la testa tra le nuvole, distratta e maldestra. Adoro leggere romanzi rosa e amo anche gli erotici quando ben scritti. Sono una persona molto pigra: il massimo per me è stare sul divano con un buon libro e il gatto sdraiato sulla mia pancia.
-La scrittura fa parte di te da sempre o è una passione nata con il tempo?
La scrittura è una passione che è maturata con il tempo, quando la mia mente ha iniziato a partorire storie, situazioni, personaggi, scene romantiche e piccanti, a cui ho sentito la necessità di dare vita su carta.
-Cosa ti ha spinta a pubblicare le tue storie?
La voglia di condividere le mie emozioni. Non volevo che rimanessero chiuse in un cassetto, volevo provarci, darmi una possibilità.
- Vuoi parlarci delle tue storie? Come sono nate? I personaggi? E cosa ognuna di queste storie ti ha lasciato?
Le mie storie nascono da un profondo romanticismo e da una notevole dose di fantasia che mi caratterizzano. Sono nate per caso, immaginando luoghi e situazioni, così come i personaggi, completamente frutto della mia fantasia. Ho sempre seguito la mia immaginazione, adoro sognare a occhi aperti: quando ho cominciato a sognare storie intere allora ecco che ho cominciato a scriverle.  Ognuna di queste mi ha lasciato una grande soddisfazione poiché, anche se pochi, i lettori che hanno avuto modo di leggerne le pagine, le hanno apprezzate.

-In quale percentuale realtà e fantasia si raccontano nei tuoi libri?
Le mie storie potrebbero sembrare tutte fiabe in chiave moderna; in ognuna di esse però tratto di temi forti, reali, come per esempio nel mio primo romanzo Alla ricerca di te, in cui la protagonista Sarah, dopo aver perso tutti i suoi affetti e il bambino che portava in grembo, decide di lasciare tutto e ricominciare da zero.  In sotto un cielo pieno di stelle, la mia seconda pubblicazione, parlo di un amore che viene ostacolato dalla famiglia di Phil, il protagonista, in nome dei pregiudizi e di un forte attaccamento al prestigio sociale e alla ricchezza; Phil infatti si innamora della sua governante e i genitori faranno di tutto per ostacolarlo, anche a discapito della felicità del figlio. Nel mio nuovo romanzo, A… come amore parlo di una ragazza, una donna, madre single, alle prese con la difficoltà quotidiana di gestire un figlio di sei anni e la propria carriera. Melody, la protagonista, è un’anima forte e determinata, ricoperta da uno strato di cioccolato al latte. Ha sempre messo se stessa in secondo piano per amore del figlio, rinunciando all’amore e alle seconde possibilità.
-Che tipo di lettrice sei? C’è un libro che da sempre hai nel cuore ed ogni tanto rileggi?
Sono una lettrice che adora le storie d’amore e il lieto fine. Adoro Susan Elisabeth Phillips, ritengo sia la migliore autrice di romance. Devo ammettere però che c’è un libro che mi p rimasto nel cuore: L’incastro imperfetto della Hoover. E lo rileggerei volentieri, sul serio, ma ho poco tempo e a stento riesco a leggere i romanzi che puntualmente acquisto o si trovano nella mia lista del kindle. Adoro i cartacei ma leggo anche i digitali. E ne ho tanti da leggere ancora, e serio di riuscire a farlo con il tempo.



-Tu ti sei auto pubblicata o hai avuto esperienze con Ce? Se si com’è andata, raccontaci cosa ne pensi dei due mondi e com’è stata la tua esperienza.
I miei primi due romanzi sono stati pubblicati da FD books, ma al lato pratico risultavano come auto pubblicazioni; Con la Darcy Edizioni la mia vita di autrice ha subito una bellissima svolta. Sono stata così fortunata a essere pubblicata da questa nuova CE, creata da ragazze meravigliose, autrici professioniste e capaci. Una bellissima esperienza, che mi sta dando tanto sia a livello umano che professionale. Ne approfitto per mandare un abbraccio a Fabiana Andreozzi e Sara Pratesi.

-Quale tra i tuoi libri ti ha dato più filo da torcere e perché? E tra tutti i tuoi protagonisti quali ti sono rimasti più attaccati?
Sicuramente A… come amore perché è stata una storia tutt’altro che semplice da raccontare. Delineare il profilo del protagonista maschile, Jensen Harper è stata per me un’ardua impresa. È per questo che adoro questo personaggio: inizialmente stronzo e cinico e poi adorabile.
-Progetti futuri? Ci puoi svelare qualche piccolo segreto sulle prossime storie?
Sto già lavorando al seguito di A… come amore, poiché è uno stand alone che fa parte della serie Never Forget, composta da quattro romanzi. Sono motivatissima nel portare avanti questo progetto.
-Il prossimo anno sarai ospite al primo Festival Romance italiano, cosa ti aspetti e quali saranno le prime cose in assoluto che vuoi fare arrivata lì?
Mi verrebbe da dire che la prima cosa che farei una volta arrivata lì sarebbe di nascondermi sotto al tavolo! Ebbene sì, sono una persona introversa, che non ama stare al centro dell’attenzione, per me sarà una bella sfida. Ma devo vincere le mie paure e buttarmi. È la prima volta per me, non ho mai partecipato a un evento del genere e sono molto emozionata.
- Se potessi intervistare i tuoi lettori cosa vorresti sapere da loro che non ti hanno mai detto?
Chiederei loro: vi sono piaciute davvero le mie storie? Vi hanno emozionato? Cosa mi suggerireste di fare per migliorare?
-Cosa troveremo al tuo tavolo, come ti presenterai?
Sinceramente non ci ho ancora pensato. Posso dirvi che mi troverete nervosa e impacciata, felice di essere lì in mezzo a tante autrici che ammiro.
Infine ti chiedo una frase che hai scritto che ti è particolarmente cara e perché?
Tratto da A… come amore: “La verità è che mi manca un uomo e le attenzioni che potrebbe darmi. Ho dato anima e corpo per finire gli studi e poi ho dedicato tutto il mio tempo libero al bambino, cercando di non fargli mai sentire la mancanza di un padre. 
Ho dovuto raddoppiarmi per lui in tutti i sensi, per far fronte alle necessità che la quotidianità di una famiglia ci ha sempre richiesto, ma ora, ironia della sorte, spesso mi sento a metà”.
Grazie infinite per questa bella chiacchierata, a presto Emanuela.

1 commento:

Il Mondo di SimiS ha detto...

Sto finendo il suo ultimo libro, ormai poche pagine... è una scrittrice molto brava!
Bella intervista ;)