IL CASO
BARONOV
di Alessandro Zoppini
8 GIUGNO
Pagine: 297
Ebook: 1,99
Cartaceo: 16,50
Genere:
Giallo/Azione
INCIPIT
DEL LIBRO
New York City è il cuore pulsante del mondo. Il jazz avvolge
gli edifici di mattoni di Harlem fino alle due del mattino. Un sole caldo e
ristoratore pennella di oro le acque che bagnano le isole newyorchesi; Central
Park, innevato, si tinge di arancione. Little Italy si risveglia al profumo di
pizza, mentre nel resto di Manhattan la foschia si innalza oltre i giganti di
vetro e d’acciaio, per lasciare libero spazio agli instancabili tassisti
mattinieri.
Le sirene della polizia in pattuglia e i clacson imperterriti
accompagnano le sveglie altisonanti che da una finestra all'altra rompono quel
breve istante di silenzio creatosi con l'aurora, ma nulla poteva, quella fredda
mattina di Natale, distogliere la sua attenzione. Rinchiuso nel suo studio al
riparo dal trambusto cittadino, sotto l'accompagnamento di un vecchio album di
Frank Sinatra e avvolto dal fumo di una sigaretta, che non voleva spegnersi,
era impegnato in una difficile lettura di tre pagine incartapecorite e
lacerate.
QUARTA DI
COPERTINA
Una coppia è stata uccisa in un albergo di Chinatown, ma dei
cadaveri non vi è traccia. Qual è il movente? Sembra un caso perfetto per un
investigatore privato dall’oscuro passato e per la sua spigliata segretaria.
Giovane ed esuberante, pasticciona e follemente innamorata del principale, lei
non sa in che guaio si sia cacciata questa volta!
La malavita gestisce i bassifondi di New York City e pazzi
criminali pianificano delitti su scala globale. Nemmeno la CIA sembra venirne a
capo.
I testimoni non parlano, i complici svaniscono e gli amici?
Qualcosa di occulto si cela dietro una serie di omicidi. Il colpevole è vittima
e la vittima è il colpevole. Chi è l’artefice del misfatto? Il mistero si
infittisce…
“Il
mondo è falso, benvenuti nella realtà!”
BREVI
CITAZIONI DAL LIBRO
Jenny tornò a fissarlo e il principale, sentendosi osservato,
incrociò il suo sguardo. Sembrò che fosse sul punto di dirle qualcosa, quando
tutto il salone si riempì del fragoroso e rimbombante inizio di Sing, Sing,
Sing di Benny Goodman. Il batterista sembrava imbevuto di un'energia arcana e
gli strumenti a fiato lo seguirono in una melodica scia jazz mista allo swing.
La musica pompava i cuori degli invitati e Jenny si ritrovò involontariamente a
sbattere i tacchi sul pavimento seguendo quel ritmo frenetico, ruggente come lo
aveva descritto Logan.
“Cara
bambina… Esistono numerose definizioni di amore, filosofiche e letterarie. Una
forza cosmica che tende all’armonia? Il completamento di se stessi? La mancanza
di qualcosa di cui si ha bisogno per raggiungere la felicità? Chi ha ragione?
Potrei risponderle tutti e nessuno. Non credo esista una definizione unica
dell’amore, non è un assioma! Ha mai osservato come si guardano gli innamorati?
Quello è amore…”


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