Una
ragazza ad Auschwitz
HEATHER MORRIS
Traduzione di Stefano Beretta
Nel dramma dell’Olocausto, la potente storia della giovane
Cilka
È il 1942. Cilka ha solo sedici anni quando il suo mondo
cambia per sempre. Ha appena varcato la soglia di Auschwitz e, in un istante,
si vede portare via l’innocenza e i sogni di ragazzina. Eppure, scopre di avere
dentro di sé un coraggio straordinario. Un coraggio che la aiuta a indovinare i
punti deboli dei suoi aguzzini e a servirsene per salvare se stessa e tutti
quelli come lei, condannati senza motivo. Da allora sono passati tre anni. Il
campo è stato liberato, ma la possibilità di una nuova vita, di cui Cilka sente
di avere bisogno come l’aria per respirare, le viene negata quando è costretta
ai lavori forzati in Siberia. Di nuovo, si ritrova ingiustamente prigioniera, a
eseguire alla lettera tutti gli ordini senza fiatare. Ma, benché tema di non
avere via d’uscita, ancora una volta rifiuta di arrendersi. Con una forza
interiore che credeva di avere perso per sempre, Cilka torna a lottare per
tenere a distanza il male che sembra permeare ogni cosa. Per dimostrare, con
quell’audacia che l’ha sempre contraddistinta, che non c’è malvagità in grado
di resistere di fronte a una mano che si tende per aiutare l’altro a rialzarsi.
Perché, malgrado le barbarie di cui è stata e continua a essere testimone,
Cilka è convinta che il suo cuore, e forse anche quello di tutti gli altri, non
sia ancora pronto a dire addio all’amore.
HEATHER
MORRIS
Heather Morris, nata in Nuova Zelanda, vive e lavora a Melbourne
in Australia. Autrice di sceneggiature, ha deciso di volgersi alla narrativa
per raccontare la commovente storia di Lale Sokolov. Il tatuatore di Auschwitz
è il suo romanzo d’esordio.
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Dormi
stanotte sul mio cuore
ENRICO GALIANO
Bisogna lottare per quello in cui si crede, fidarsi del
proprio istinto e credere al proprio cuore
Mia sa che qualunque cosa succeda può sempre contare su
Margherita, la sua maestra che, ormai, è la sua migliore amica. Nello strambo
taccuino che ha con sé c’è sempre la risposta giusta. È lei a spiegarle che il
cuore di una tartaruga batte sei volte al minuto, quello di un colibrì
seicento. E che quindi ogni cuore ha i suoi tempi e non ci si deve preoccupare
se va troppo piano, o troppo veloce, ma solo se non batte più. Fino al giorno
in cui Mia non le fa una domanda a cui Margherita non sa rispondere: vuole
sapere perché Fede è andato via. Fede è il ragazzo che la sua famiglia ha preso
in affido. Fede che non voleva parlare con nessuno, ma ha scelto proprio lei
come sua unica confidente. Fede che le ha dato il primo abbraccio in cui si è
sentita al sicuro e felice. Fede che l’ha ascoltata e capita. Da quando se ne è
andato, Mia non riesce più ad avvicinarsi alle persone, non riesce nemmeno a
sfiorarle. Si è rinchiusa in un guscio più duro dell’acciaio. Eppure, se non si
affronta il nemico, questo diventa ancora più forte. Se non si cerca
ostinatamente la risposta a quell’unica domanda che è rimasta insoluta, non si
riesce a fare un passo in avanti. Anche se costa fatica. Anche se ci vuole
molto tempo. Perché, come le dice Margherita, ogni cuore ha la sua velocità.
ENRICO
GALIANO
È nato a Pordenone nel 1977. Insegnante in una scuola di
periferia, ha creato la webserie Cose da prof, che ha superato i venti milioni
di visualizzazioni su Facebook. Ha dato il via al movimento dei #poeteppisti,
flashmob di studenti che imbrattano le città di poesie. Nel 2015 è stato
inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito
Masterprof.it. Il segreto di un buon insegnante per lui è: «Non ti ascoltano,
se tu per primo non li ascolti». Ogni tanto prende la sua bicicletta e se ne va
in giro per il mondo con uno zaino, una penna e tanta voglia di stupore. Il suo
romanzo d’esordio, Eppure cadiamo felici, in corso di traduzione in tutta
Europa, è stato il libro rivelazione del 2017 e ha vinto il Premio
internazionale Città di Como come migliore opera prima e il Premio cultura
mediterranea. Con Garzanti ha pubblicato anche Tutta la vita che vuoi (2018) e
Più forte di ogni addio (2019).
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L’ultima
testimone
CRISTINA GREGORIN
Una storia sul senso di responsabilità, sul potere dei
segreti, sulla forza dell’amicizia e sull’importanza del passato per capire chi
si è veramente
Un uomo anziano sta morendo quando pronuncia queste ultime
parole: «Cercate Francesca perché solo lei sa la verità». Una semplice frase
che stravolge la routine che la donna si è costruita con difficoltà negli anni.
Una routine dove non c’è spazio per il suo passato. Ma ora ci sono mille
domande che chiedono una risposta e la costringono a tornare a Trieste. Lì,
quando era solo una ragazzina, ha assistito a qualcosa che ha preteso di
dimenticare. Qualcosa che ha a che fare con sua nonna e i suoi amici, che le
hanno voluto bene come a una figlia. Sono stati loro a insegnarle a non fidarsi
mai di nessuno, perché sono cresciuti in un tempo buio. Un tempo in cui la
guerra aveva spento ogni sogno. Eppure hanno combattuto nella resistenza,
cercando di fermare il nemico con qualunque nome o divisa si presentasse. Ma,
quando si vivono totalmente i propri ideali, si fanno scelte che cambiano il
futuro. Scelte che hanno un prezzo. Scelte che portano ad avere dei segreti,
per cui non dovrebbero esserci testimoni. Francesca non ha mai capito qual sia
il suo ruolo nelle loro vite, nella loro amicizia, nelle loro promesse senza
riscatto. Eppure ora deve scoprirlo. Perché qualcuno l’ha chiamata a ricordare.
Perché la storia più sembra lontana più è a un passo.
CRISTINA
GREGORIN
Cristina Gregorin è nata a Trieste ma vive a Venezia, dove per
molti anni si è impegnata nella salvaguardia del patrimonio culturale insieme a
un’associazione di cittadinanza. Per lei la sua casa si estende sulle due
sponde dell’Adriatico, ma qualche volta oltrepassa le Alpi fino alla Germania
dove ha conseguito un dottorato in letteratura tedesca e ha vissuto per lunghi periodi.
Di tanto in tanto le piace scappare in Carso a potare le rose del suo giardino.
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La
lettrice testarda
AMY WITTING
Traduzione di Katia Bagnoli
Un elogio alla letteratura e alla sua capacità di illuminare
la realtà
Isobel ha nove anni e il suo compleanno si avvicina. Ma, come
ogni anno, sua madre non le fa nessun regalo. C’è solo una cosa che fa volare
Isobel lontano dalle sue rigide regole: leggere. Le avventure di Sherlock
Holmes o le fiabe sono il suo rifugio. Deve però leggerli di nascosto, perché
sua madre crede che non sia un’attività adatta a una donna. Lei è sempre molto
severa, smorzando la sua fantasia. Eppure Isobel cresce alimentando questa sua
passione di notte alla luce di una candela. Fino a quando la sua vita non
cambia radicalmente a sedici anni, perché è costretta cercarsi un lavoro e una
nuova casa. È la prima volta che Isobel si scontra con il mondo fuori dal suo
quartiere. È convinta di non avere gli strumenti giusti per relazionarsi con gli
altri. Le sembra di dire la cosa sbagliata, di essere fuori luogo. Sua madre
l’ha fatta sempre sentire così. Tanto che, quando incontra un gruppo di ragazzi
che amano i libri come lei, Isobel all’inizio rimane in silenzio. Ora che
finalmente è in un contesto in cui può essere se stessa e può parlare
liberamente di letteratura pur essendo donna, ha paura.
Eppure le parole di Byron, Auden e Dostoevskij fanno breccia
nelle sue insicurezze e le insegnano il coraggio di dire quello che pensa. Di
non nascondere la sua cultura. Di aprire quel cassetto in cui risiede il suo
sogno. Il sogno di prendere una penna in mano e lasciare andare quel flusso di
parole che tratteneva da troppo tempo. Perché anche per una donna, tutto è
possibile.
AMY
WITTING
Amy Witting (1918-2001) è il nom de plume della scrittrice e
poetessa Joan Austral Fraser. Ha lavorato a Sydney come insegnante di francese
e inglese, scrivendo per lo più nel tempo libero. È considerata una delle più
importanti scrittrici australiane, tanto da essere nominata Member of The Order
of Australia.
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La mia
casa è il mondo
THICH NHAT HANH
Traduzione di
Sara Caraffini
«La mia vita è il mio insegnamento. La mia vita è il mio
messaggio.»
Mia sa che qualunque cosa succeda può sempre contare su
Margherita, la sua maestra che, ormai, è la sua migliore amica. Nello strambo
taccuino che ha con sé c’è sempre la risposta giusta. È lei a spiegarle che il
cuore di una tartaruga batte sei volte al minuto, quello di un colibrì
seicento. E che quindi ogni cuore ha i suoi tempi e non ci si deve preoccupare
se va troppo piano, o troppo veloce, ma solo se non batte più. Fino al giorno
in cui Mia non le fa una domanda a cui Margherita non sa rispondere: vuole
sapere perché Fede è andato via. Fede è il ragazzo che la sua famiglia ha preso
in affido. Fede che non voleva parlare con nessuno, ma ha scelto proprio lei
come sua unica confidente. Fede che le ha dato il primo abbraccio in cui si è
sentita al sicuro e felice. Fede che l’ha ascoltata e capita. Da quando se ne è
andato, Mia non riesce più ad avvicinarsi alle persone, non riesce nemmeno a sfiorarle.
Si è rinchiusa in un guscio più duro dell’acciaio. Eppure, se non si affronta
il nemico, questo diventa ancora più forte. Se non si cerca ostinatamente la
risposta a quell’unica domanda che è rimasta insoluta, non si riesce a fare un
passo in avanti. Anche se costa fatica. Anche se ci vuole molto tempo. Perché,
come le dice Margherita, ogni cuore ha la sua velocità.
THICH
NHAT HANH
Thich Nhat Hanh è una delle figure più importanti della
spiritualità mondiale. Monaco buddhista, poeta, studioso e attivista per la
pace, è stato candidato al premio Nobel da Martin Luther King nel 1967. È
autore di decine di libri. Vive a Plum Village, in Francia, e guida ritiri
spirituali in tutto il mondo sull’arte della meditazione. Con Garzanti ha
pubblicato Il dono del silenzio, Ogni istante è un dono, Lettera d’amore alla
madre terra, Le quattro verità dell’esistenza e Buddha vivente Cristo vivente.
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Questa
lotta è la nostra lotta
ELIZABETH WARREN
Traduzione di Paolo Lucca
Una sintesi del pensiero anticonformista della nuova
protagonista della politica statunitense
Quella di Elizabeth Warren è una delle voci progressiste più
coraggiose tra quelle che si sono levate in questi anni in difesa dei diritti
civili e delle famiglie, di una società più giusta e meno conflittuale. In
questo libro – ai primi posti delle classifiche americane dei bestseller –
Elizabeth Warren racconta la propria storia, le battaglie combattute con
tenacia in anni di attivismo, e l’idea di America che propone al mondo,
un’America che deve rinascere dai problemi e dall’isolamento di questi ultimi
anni. Criticando ferocemente le scelte delle big corporations e il potere
enorme delle grandi istituzioni finanziarie, si schiera al fianco dei lavoratori,
degli studenti, di chi non ha accesso a cure mediche; e con grande carisma
invita chiunque abbia a cuore il futuro della democrazia a prendere per mano il
destino del proprio paese, per non arrendersi e continuare a guardare con
fiducia e speranza al futuro. Perché «se mai c’è stato un momento per
combattere, quel momento è arrivato».
ELIZABETH
WARREN
Elizabeth Warren (1949) ha insegnato diritto commerciale
presso l’Università di Harvard prima di essere eletta senatrice del
Massachusetts. Madre di due figlie, oggi è candidata alle primarie del partito
democratico per le elezioni presidenziali degli Stati Uniti.







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