Titolo: La
testimone della sposa
Autore:
Marzia
Accardo
Editore:
Self Publishing
Genere:
Romance
Pagine: 191
Data
di pubblicazione: il 26 Marzo 2019
Trama
Laura
è una ventinovenne immatura e allergica alle responsabilità e alle relazioni
serie. Dopo un’assenza di due anni durante la quale ha viaggiato per il mondo,
si ritrova costretta suo malgrado a tornare a casa per fare da testimone di
nozze alla migliore amica Giulia, affrontando così vecchi fantasmi e questioni
lasciate irrisolte. Dovrà scegliere se recuperare il rapporto col timido e
sensibile Federico, a cui in passato ha spezzato il cuore, o cedere
all’insistente corte di un’ex fiamma che già una volta si è rivelata essere
inaffidabile, l’affascinante e selvaggio Jonathan. Questa volta dovrà contare
solo sulle sue forze e fare a meno dei preziosi consigli di Giulia, diventata
improvvisamente distante e misteriosa, con la madre in disaccordo con le sue
scelte e costantemente col fiato sul collo. Tra incidenti di percorso, equivoci
e tragicomici tentativi di portare a termine la missione (quasi impossibile) di
seguire i suoi buoni propositi e mettersi sulla retta via, Laura cercherà di
crescere e di fare finalmente ciò che gli altri si aspettano da lei. Ma quale
sarà la strada giusta, seguire l’istinto o la ragione? Non tutto è poi così
scontato…
Recensione
Questa storia mi ci voleva proprio, leggera, ironica e
coinvolgente una lettura che vi terrà occupati solo qualche ora, ma che a me è
servita per dare uno stop alle letture intense e forti fatte in precedenza,
dandomi la spinta e la ricarica per continuare a leggere.
L’autrice mi ha saputo coinvolgere attraverso i suoi
personaggi, tutti parlano e ti fanno assaporare la storia attraverso le varie
prospettive, una storia reale e mai banale ma che anzi sa sorprenderti senza usare
colpi di scena ecclatanti.
In Laura in molti aspetti mi ci sono trovata, una ragazza
intelligente, che nonostante le tante insicurezze non cambia, va per la sua
strada, spesso sbagliando, ma sempre coerente con se stessa cerca di capirsi,
di accettarsi e di trovare il suo posto nel mondo.
“A quella prigione si era
abituata ormai, quasi affezionata, le faceva comodo restarsene isolata dal
mondo, stare chiusa nel suo piccolo spazio, affacciata alla finestra a guardare
dal di fuori la vita scorrere, osservare gli eventi svolgersi da semplice
spettatrice, senza mai prenderne parte.
Era prudente, e forse meno
pericoloso.”
L’autrice è brava nella caratterizzazione dei suoi
personaggi, è facile farli vivere attraverso l’immaginazione, così com’è facile
immedesimarsi e vivere con loro le loro vicende.
“Non si può sempre
ragionare, razionalizzare…
Ogni tanto bisogna seguire l’istinto.
Fare una cosa senza
pensarci, senza dover per forza prevederne le conseguenze!.”
Una scrittura molto fluida e scorrevole che rende la
lettura veloce sì, ma senza perdere il moto appassionante che ti trascina verso
il finale. Davvero una buona penna da tenere sott’occhio.
Alla prossima, Emanuela.

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