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venerdì 5 luglio 2019

Scrivere e leggere , quasi una necessità.


Per alcuni scrivere e leggere diventa necessario, per vivere o sopravvivere alla propria vita, per esprimere ciò che si ha dentro, per rivelare ciò che a parole a volte non si riesce, o più semplicemente a volte è un mezzo, uno strumento per evadere, per viaggiare, per estraniarsi o allontanarsi dalla realtà.
Voi perché scrivete o leggete?
Io quando penso alla lettura e alla scrittura, ho subito davanti agli occhi le immagini delle pagine, delle
lettere, delle frasi scritte d’impulso su di un post-it, dei pensieri su una cartolina, o quelle frasi scritte e rubate tra i banchi di scuola. Questo è quello che la mente richiama, e naturalmente accanto a queste immagini arrivano prepotenti i ricordi.
Io credo che scrittura e lettura siano legate a doppio filo e ora cercherò di spiegarvi il mio perché.
Non sono una scrittrice, ma fin da piccola scrivo, avevo sei anni quando mia mamma mi regalò il mio primo diario segreto e da lì in poi non ho più smesso.
Inizialmente era solo un raccontare ad “Un amico” le mie giornate, poi crescendo le pagine si sono
trasformate nel mio sacco da box personale, un modo per sfogare le emozioni, belle o brutte che fossero. Arrivata vicino alla quarantina, oltre ad essere tutto ciò che ho scritto sopra, le pagine sono diventate il mio segno, la mia traccia, un modo per far sì che la mia essenza venga ricordata o resti legata in qualche modo a questo mondo.
Non sono di certo una persona importante o di rilievo di cui bisogna ricordare le gesta o le parole, ma è bello pensare di non diventare il nulla e di poter restare nei ricordi o nelle parole di qualcuno.
Non è forse questo che facevano nell’antichità? La scrittura era un vettore, il mezzo per tramandare, far conoscere e raccontare, un modo per rendere indelebile la propria impronta.
I ricordi posso sbiadire, le parole cambiare, scomparire, ma quando li si imprime su carta, questi verranno letti, ricordati nel tempo, ritrovati e passati di mano.
Quando mi trovo in una biblioteca, o in una libreria mi viene naturale sfiorare i dorsi delle copertine, annusare l’aria, immaginare chi, come e quando quel libro che ho tra le mani è stato scritto.



Poi torno a casa, leggo quel libro e immagino che anche solo in piccola parte la mia essenza entri in contatto con quella di chi la scritto. Come se l’autore mi stringesse la mano, e lì in quel semplice tocco immaginario le nostre vite s’incontrano e si raccontano.


Quante storie ho letto e quante spero di leggerne che mi hanno fatto provare questa sensazione, magari un giorno sarà la mia storia a tendere la mano a chi la leggerà, chissà tutto può accadere. Intanto questa è la mia spiegazione al fatto che la scrittura sia per me legata a doppio filo con la lettura. Voi che dite, sono pazza da legare o condividete con me questa bellissima convinzione?

Aspetto i vostri commenti,

a presto Emy P.


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