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giovedì 23 maggio 2019

Recensione - A piedi nudi, Occhi Lucidi - di Claudio Secci



Titolo: A piedi nudi, Occhi lucidi

Autore: Claudio Secci
Pubblicato da: Leucotea
Genere: Thriller

Trama

Gisèle continua a correre. Il suo respiro affannoso è la rappresentazione emblematica dell’ansia che ci portiamo dietro tutti i giorni. Chi ha già letto il primo episodio, all’inizio ha trovato in questa ragazza una figura atipica, per poi accorgersi che almeno una parte di questi dilemmi esistenziali appartengono a molti un po’ a tutti. Per giudicare lo stato d’animo di Gisèle bisogna aver vissuto gli stessi traumi, tragedie, dolori, che lei ha trattato con estrema asprezza e severità, restituendo muraglioni relazionali. La violenza, l’istinto di chi ha rifiutato il dialogo per difendersi e mostra gli artigli ogni qual volta la libertà viene anche solo sfiorata; proteggere una cruda e spontanea bellezza esteriore che ricopre un abisso di spine con un nucleo composto da un cuore di cemento, che non batte. Sì, il cuore di Gisèle non pulsa, se non per le minime funzioni vitali: solo pochissime persone riescono a dare vita a quell’organo che lei si è imposta di tenere al minimo, facendo scivolare ogni emozione. Cosa segna il passaggio di quest’orfana da bambina a donna? Gli occhi lucidi, che ho voluto utilizzare per sottolineare il passaggio di emozioni che trasformano questa ragazza in una persona capace di tornare a voler bene e amare qualcuno. Il sentimento che avvolgerà Gisèle le farà dosare le follie irrazionali, le fughe isteriche, le reazioni fisiche quando il nemico provoca o cerca di abusare di lei. Con questo libro cerco di far riflettere sulla metamorfosi psicofisica di chi permette alle emozioni ed in particolar modo all’amore di cullare la propria anima e di lasciarsi modellare, di qualsiasi entità siano le ansie che i meccanismi sociali ci impongono. La sicurezza e la determinazione di Gisèle, totalmente slegate dalla razionalità e dalle sue carenze culturali, ci portano invece a scoprire le nostre reali potenzialità fisiche e mentali, che sbrigliate ci portano oltre quei limiti che a volte con troppa prudenza ci poniamo. Per questo e altri motivi che scoprirete in questo secondo episodio, Gisèle siamo noi.
Questa seconda parte di “A piedi nudi” mi ha portato a scavare, ancora una volta, più in profondità. Nei miei limiti, nella mia creatività. Ho tanto da imparare, da ogni persona che incontro ogni giorno, e la vita mi regala splendide sorprese dietro agli occhi di persone a volte eccezionali che mi donano la loro positività. Trasformarsi dalla Gisèle del primo episodio a quella del secondo, è dovere morale di ognuno di noi. La reazione emotiva seguita ai traumi che ci mettono alla prova nel nostro percorso, è ciò che siamo obbligati a praticare per non trasmettere le nostre negatività agli altri, con una presa di responsabilità enorme per chi deve dividere questi prati con noi. Fino all’ultimo respiro, se siamo al mondo, dobbiamo rispettare anche la luce degli altri.


Recensione


Buongiorno lettori, oggi vi parlo del secondo capitolo di A piedi nudi, “Occhi Lucidi” di Claudio Secci. Qualche mese fa vi avevo parlato del primo capitolo, se volete rileggere l’articolo, lo potrete trovare a questo Link.
Come nel primo anche in questo secondo capitolo la lettura si presenta scorrevole e le pagine volano via veloci, una lettura di poche ore ma ricca di sorprese.

“…prova a strappare a questa vita ciò che possa darti delle soddisfazioni o delle emozioni, almeno come rivincita nei confronti di ogni cosa crudele che hai vissuto…”

Qui troviamo una Gisèle decisamente più cresciuta e più consapevole di se stessa e del mondo che la circonda. L’autore è stato bravo a far si che la sua protagonista restasse fedele a se stessa, rendendoci però partecipi della sua evoluzione sia sul lato psicologico che emotivo.

“Mi dice che ho gli occhi lucidi, ma lei non può sapere che non è solo per febbre. È ciò che sta dietro gli occhi, che sta cambiando dentro di me.”

Alcuni punti mi hanno fatto storcere il naso, ho trovato scene troppo enfatizzate e inverosimili che mi hanno un poco allontanata da Gisèle, l’autore l'ha resa un po’ troppo eroina sfortunata esaltando soprattutto questo aspetto rendendola quasi un personaggio d’azione alla Steven Segal. Naturalmente questo è soltanto un appunto personale che può essere o meno condiviso.
La scrittura dell’autore è molto visiva, attraverso le parole lui crea immagini, dando al lettore la possibilità di sentirsi coinvolto e di immaginare con facilità ogni cosa.
Se volete una storia ricca d’azione e sorpresa, e con un buon tocco psicologico, questa è sicuramente la vostra storia.
Alla prossima Emanuela.


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