TITOLO: ANASTASYA
BATHORY
AUTORE: ALESSANDRA USCÈ
GENERE: FANTASY-HORROR
PAGINE: 340
EDITORE: INDEPENDENTLY
PUBLISHED
TRAMA
Erzsèbeth, la contessa vampira che tutti temono, si
risveglia dal sonno eterno, ritornando dal mondo dei morti. Inizia a mietere altre
vittime e a mettere in atto la sua vendetta contro il cugino Thurzò,
responsabile della sua condanna a morte. Ma qualcosa di più importante richiama
tutta la sua attenzione: Anastasya, la figlia illegittima che aveva dovuto
abbandonare alla nascita, è ancora viva e la contessa ha tutte le intenzioni di
ritrovarla. Erzsèbeth è circondata da nemici: Dracula, dapprima suo amante;
Thurzò, insieme al sovrano Mattìa II, e Darvulja, la potente strega che ha
cresciuto sua figlia facendole da madre. Anastasya cerca Darvulja, che era
stata imprigionata dalla contessa, in un vecchio monastero abbandonato. Qui
però scopre tutta la verità sul suo passato e sulle sue vere origini,
imbattendosi poi in Erzsèbeth e Vlad. Quest’ultimo sconvolgerà la sua
esistenza. In un’antica abbazia, Anastasya ritroverà Darvulja e anche l’amore,
un uomo di nome Màtyàs, che custodisce un segreto e un’oscuro passato simile al
suo, che legherà le loro vite. Erzsèbeth cercherà il perdono di sua figlia e
insieme a Darvulja cercheranno di proteggerla dall’antico vampiro che ha
cambiato la vita di tutti. Ognuno di loro ha una verità che verrà svelata,
tante vite ma un unico destino. Più di un sacrificio sarà necessario per
ottenere il perdono, e forse, la salvezza dalla dannazione eterna.
RECENSIONE
Eccoci qui, di nuovo. È il secondo libro di Alessandra Uscè
che ho il piacere di leggere e per descriverlo userei solo una parola: bestiale.
Bestiale perchè i temi principali di questo racconto a
parere mio sono ovviamente l’amore, sia dal punto di vista di una madre, la
sanguinaria contessa Erszèbeth, che cerca il disperato perdono della figlia
Anastasya, cresciuta invece dalla strega Darvulja, sia dal punto di vista del
sentimento delicato e intimo che legherà la giovane Anastasya all’impavido e misterioso
Màtyàs; oltre a questo c’è anche il primordiale istinto naturale del vampiro di
cercare il sangue umano per vivere e la questione delle vendette irrisolte che
persistono anche dopo la morte e che coinvolge principalmente la contessa
sanguinaria e il principe Vlad, il vampiro più famoso ed antico della storia.
Ma cos’è che costringe queste persone a perseguire una
vendetta crudele?
Sembra paradossale, ma è proprio quel sentimento bizzarro
com’è l’amore che scatena questo tripudio di odio e sete di sangue, l’amore
perduto in una vita mortale che vuole essere riconquistato dopo che il velo
della morte si è posato sui nostri sfortunati protagonisti.
In questo libro le emozioni e le sensazioni che provano i
personaggi sono descritti con tale struggente maestria che è quasi inevitabile immedesimarsi
in loro. D’altro canto, noi comuni esseri umani non proviamo forse alcune volte
le stesse, precise sensazioni? Possiamo definirci così candidi da non aver mai
sperimentato l’ardente soddisfazione di portare a termine una vendetta
premeditata? O il bruciante desiderio di essere amati?
“Anastasya, hai bisogno di me. Ed io di te. Tu sei l’essenza
di ciò che ero prima che la vita mi togliesse tutto, quando il mio cuore era
ancora puro, quando l’amore vero, quello di tuo padre, era dentro me. Sei lo
scrigno del vero amore, sei ciò che avrei voluto essere, il riflesso del mio
lato buono.”
Qui Alessandra Uscè mescola il tutto in una trama oscura e
seducente, dai tocchi dark e a tratti carichi dell’inquietudine che caratterizza
questi romanzi fantasy oscuri, un vortice di storie diverse ma legate dalla
stessa rabbia di dover portare a termine delle questioni irrisolte e di
sciogliere il nodo di mistero che aleggia sulle teste dei protagonisti.
Sicuramente ha contribuito a renderlo un romanzo così
completo e ben fatto anche la magnifica ambientazione nelle lande dure e
selvagge dell’Ungheria medievale e i dialoghi di notevole spessore e
sensibilità. Con questo libro, l’autrice ha fatto tombola.
Straconsigliato! Alla prossima, Chiara!

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