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lunedì 18 marzo 2019

Recensione - ANASTASYA BATHORY - di ALESSANDRA USCÈ


TITOLO: ANASTASYA BATHORY
AUTORE: ALESSANDRA USCÈ
GENERE: FANTASY-HORROR
PAGINE: 340
EDITORE: INDEPENDENTLY PUBLISHED

TRAMA

Erzsèbeth, la contessa vampira che tutti temono, si risveglia dal sonno eterno, ritornando dal mondo dei morti. Inizia a mietere altre vittime e a mettere in atto la sua vendetta contro il cugino Thurzò, responsabile della sua condanna a morte. Ma qualcosa di più importante richiama tutta la sua attenzione: Anastasya, la figlia illegittima che aveva dovuto abbandonare alla nascita, è ancora viva e la contessa ha tutte le intenzioni di ritrovarla. Erzsèbeth è circondata da nemici: Dracula, dapprima suo amante; Thurzò, insieme al sovrano Mattìa II, e Darvulja, la potente strega che ha cresciuto sua figlia facendole da madre. Anastasya cerca Darvulja, che era stata imprigionata dalla contessa, in un vecchio monastero abbandonato. Qui però scopre tutta la verità sul suo passato e sulle sue vere origini, imbattendosi poi in Erzsèbeth e Vlad. Quest’ultimo sconvolgerà la sua esistenza. In un’antica abbazia, Anastasya ritroverà Darvulja e anche l’amore, un uomo di nome Màtyàs, che custodisce un segreto e un’oscuro passato simile al suo, che legherà le loro vite. Erzsèbeth cercherà il perdono di sua figlia e insieme a Darvulja cercheranno di proteggerla dall’antico vampiro che ha cambiato la vita di tutti. Ognuno di loro ha una verità che verrà svelata, tante vite ma un unico destino. Più di un sacrificio sarà necessario per ottenere il perdono, e forse, la salvezza dalla dannazione eterna.

RECENSIONE

Eccoci qui, di nuovo. È il secondo libro di Alessandra Uscè che ho il piacere di leggere e per descriverlo userei solo una parola: bestiale.
Bestiale perchè i temi principali di questo racconto a parere mio sono ovviamente l’amore, sia dal punto di vista di una madre, la sanguinaria contessa Erszèbeth, che cerca il disperato perdono della figlia Anastasya, cresciuta invece dalla strega Darvulja, sia dal punto di vista del sentimento delicato e intimo che legherà la giovane Anastasya all’impavido e misterioso Màtyàs; oltre a questo c’è anche il primordiale istinto naturale del vampiro di cercare il sangue umano per vivere e la questione delle vendette irrisolte che persistono anche dopo la morte e che coinvolge principalmente la contessa sanguinaria e il principe Vlad, il vampiro più famoso ed antico della storia.
Ma cos’è che costringe queste persone a perseguire una vendetta crudele?
Sembra paradossale, ma è proprio quel sentimento bizzarro com’è l’amore che scatena questo tripudio di odio e sete di sangue, l’amore perduto in una vita mortale che vuole essere riconquistato dopo che il velo della morte si è posato sui nostri sfortunati protagonisti.
In questo libro le emozioni e le sensazioni che provano i personaggi sono descritti con tale struggente maestria che è quasi inevitabile immedesimarsi in loro. D’altro canto, noi comuni esseri umani non proviamo forse alcune volte le stesse, precise sensazioni? Possiamo definirci così candidi da non aver mai sperimentato l’ardente soddisfazione di portare a termine una vendetta premeditata? O il bruciante desiderio di essere amati?

“Anastasya, hai bisogno di me. Ed io di te. Tu sei l’essenza di ciò che ero prima che la vita mi togliesse tutto, quando il mio cuore era ancora puro, quando l’amore vero, quello di tuo padre, era dentro me. Sei lo scrigno del vero amore, sei ciò che avrei voluto essere, il riflesso del mio lato buono.”

Qui Alessandra Uscè mescola il tutto in una trama oscura e seducente, dai tocchi dark e a tratti carichi dell’inquietudine che caratterizza questi romanzi fantasy oscuri, un vortice di storie diverse ma legate dalla stessa rabbia di dover portare a termine delle questioni irrisolte e di sciogliere il nodo di mistero che aleggia sulle teste dei protagonisti.
Sicuramente ha contribuito a renderlo un romanzo così completo e ben fatto anche la magnifica ambientazione nelle lande dure e selvagge dell’Ungheria medievale e i dialoghi di notevole spessore e sensibilità. Con questo libro, l’autrice ha fatto tombola.
Straconsigliato! Alla prossima, Chiara!



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