TITOLO: Kage
TITOLO ORIGINALE: Kage
AUTRICE: Maris Black
TRADUZIONE: Mirta Augusto
AMBIENTAZIONE: Las Vegas
COVER ARTIST: PF Graphic Design
SERIE: Kage #1
GENERE: QLGBT Sport Romance
FORMATO: E-book (Mobi,
Epub, Pdf) e cartaceo
PAGINE: 306
PREZZO: 4,49 € (e-book) su
Amazon, Kobo, iTunes, Google Play, Store QE
DATA DI USCITA: 28 gennaio 2019
#prodottorfornitoda: Info e dati
forniti gratuitamente dalla casa editrice
TRAMA
Mi
chiamo Jamie Atwood e ho un problema di dipendenza. Non ho mai pensato che
avrei detto una cosa del genere. Non ho mai avuto problemi di eccessivo
attaccamento a qualcosa nella mia vita. Provengo da una perfetta famiglia della
classe media, ho frequentato delle buone scuole e avevo una fidanzata molto
carina che faceva la cheerleader… ma la verità è che nulla mi ha mai colpito
davvero. Allora come ha fatto un ragazzo come me a diventare dipendente da
qualcosa?
Ho
conosciuto Michael Kage.
Kage
è un lottatore di Arti Marziali Miste, MMA. Uno di quelli famosi. Mi piace
pensare di averlo aiutato a intraprendere quella strada.
È
bello da morire, e il suo aspetto e il suo talento potrebbero competere con
qualunque star del cinema. Allora perché ha avuto bisogno di assumere me come
addetto stampa? Semplice. C’è un lato oscuro dentro di lui, una sorta di buco
nero così profondo che potrebbe ingoiare lui, me e chiunque conosciamo, che non
è l’ideale per gli affari.
La
prima volta che l’ho incontrato, mi sono sentito subito attratto da lui. Penso
che la dipendenza sia iniziata proprio in quel momento. E anche se avessi
saputo quello che so adesso, mi sarei comunque innamorato di lui. Come avrei
potuto fare diversamente?
Per
me, Kage è tutto.
A
proposito dell’autrice
Maris
Black vive nel sud degli Stati Uniti. Ha fatto l’università, si è laureata in
inglese e poi ha scoperto le gioie della scrittura creativa e
dell'interpretazione letteraria. Dopo aver affinato le proprie capacità di
scoprire i significati nascosti nelle parole, che gli autori probabilmente non
avevano mai voluto inserire, ha preso la sua laurea e l’ha usata per trovare un
impiego in un giornale. Ma ha capito presto che occuparsi della cronaca di una
cittadina non era sufficiente a pagare le bollette, perciò è passata a lavorare
nel settore medico. Una progressione logica, giusto? Ma non importava cosa
facesse; essendo un’inventrice compulsiva di trame (autodenunciata) non
riusciva a smettere di scrivere fiction. "Il genere M/M è stato come
tornare a casa", dice. "Non riesco a spiegarlo esattamente. Ho sempre
avuto amici e parenti apertamente gay e bisessuali, e per me che abbiano i loro
diritti e che siano accettati è molto importante, per cui celebrare questa cosa
con la scrittura è fantastico. Ma è anche perché nell'amore tra due uomini c’è
qualcosa di puro e sincero, che fa appello al mio cuore e mi ispira a
scrivere."


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