Titolo: Siamo solo buoni amanti
Autrice: Sandy Ballestra
Genere: Narrativa contemporanea
Selfpublishing
#prodottofornitoda: ebook fornito gratuitamente dall’autrice
al fine della recensione.
Trama
Questa
è la storia di Beatrice, Marco e Giacomo. Complicata e beffarda, la loro è una
vita affidata a un destino che si diverte a intrecciare sentimenti e decisioni.
Beatrice, una giovane donna dall'animo irrazionale, è fidanzata con Giacomo, un
uomo quadrato e lineare che sa cosa vuole dalla vita e come prenderselo quando,
alla locanda dove lavora come receptionist, conosce Marco, uno chef talentuoso
e romantico, le cui uniche certezze sono l'amore per la sua professione ma,
soprattutto, per Beatrice. Marco e Beatrice instaurano ben presto un'amicizia
speciale: complici una condizione lavorativa fatta di orari strambi e la
ricerca di un appagamento affettivo profondo, entrambi vengono trasportati
inesorabilmente verso un coinvolgimento amoroso che porterà la protagonista
davanti a un bivio. Trascorsi dieci anni di rimpianti e cose non dette, gli
amanti di un tempo saranno spinti a rivedersi, riportando a galla nodi ancora
irrisolti. Beatrice dovrà finalmente fare i conti con le proprie scelte e le
verità un tempo celate, che metteranno in discussione le esistenze dei tre
protagonisti e le rispettive convinzioni.
Recensione
Questo romanzo rappresenta uno scorcio della vita
travagliata e confusionaria di una donna, Beatrice.
Fin dai primi capitoli si assiste a un andare avanti e indietro nel tempo, con un decorso temporale di circa dieci anni, in cui la protagonista femminile racconta una parte, la più importante, della sua esistenza.
Beatrice è una donna che ha degli atteggiamenti e dei comportamenti che non credo tutte le donne possano accettare o condividere. È una persona fuori dagli schemi che, mentre è in procinto di sposarsi con l’uomo che crede di amare, Giacomo, comincia una relazione con un collega di lavoro, Marco.
Quest’ultimo è il cuoco del ristorante all’interno dell’hotel dove Bea lavorava come receptionist. È così che si incontrano e cominciano la loro frequentazione.
Fin dai primi capitoli si assiste a un andare avanti e indietro nel tempo, con un decorso temporale di circa dieci anni, in cui la protagonista femminile racconta una parte, la più importante, della sua esistenza.
Beatrice è una donna che ha degli atteggiamenti e dei comportamenti che non credo tutte le donne possano accettare o condividere. È una persona fuori dagli schemi che, mentre è in procinto di sposarsi con l’uomo che crede di amare, Giacomo, comincia una relazione con un collega di lavoro, Marco.
Quest’ultimo è il cuoco del ristorante all’interno dell’hotel dove Bea lavorava come receptionist. È così che si incontrano e cominciano la loro frequentazione.
<<Ti
amo Marco, ti amo con tutta me stessa.>> <<Anch'io ti amo, Bea, sei
sempre stata l'unica donna che abbia veramente amato nella mia vita. Noi siamo
spiriti affini.>>
Durante i preparativi per il matrimonio, Beatrice continua a vedere Marco, sceglie addirittura l’abito da sposa con lui che le chiede di cambiare idea e sposarlo, giacché innamoratissimo di lei, ma, come ho già anticipato, Bea è una donna particolare che attuerà delle scelte di vita che la porteranno spesso a pentirsi per sempre del suo operato. Sposa Giacomo e da alla luce una bambina, Agnese.
I suoi rapporti con Marco si interrompono bruscamente per ben dieci anni, finchè il marito non la lascia per una vent’enne e lei riprende i contatti con il suo ex amante. Da qui in poi, la storia scivola in un turbine di situazioni che mi hanno fatto tifare per un ricongiungimento dei due. D’altronde è risaputo che, pur sbagliando, a ognuno di noi è giusto che venga data una seconda possibilità.
Ma Bea e Marco riusciranno ad avere la loro e a coronare la loro voglia di stare insieme alla luce del sole, dopo ben dieci anni?
Lascio a voi scoprirlo nel finale.
Adesso passiamo alla parte tecnica del romanzo.
Questo è un esordio per l’autrice. Il linguaggio che ha utilizzato per la stesura è semplice, intuitivo e molto ironico, soprattutto nei dialoghi. Ha scelto di creare un personaggio femminile particolare, allontanandosi dai soliti stereotipi di donna sottomessa in cerca del principe azzurro. Beatrice, infatti, è una donna comune che, come delle volte accade anche nella vita reale, compie delle scelte sbagliate che si ritorceranno contro, facendola soffrire molto. A parte un po’ di confusione nell’andare avanti e indietro nel tempo, per far sì che la trama si snoccioli, ho trovato fatti, narrazione e situazioni abbastanza consone e adeguate.
Questa è una di quelle storie che potrebbero capitare a chiunque, poiché non racconta di situazioni al limite della realtà, bensì di come il destino e la vita delle volte s’intreccino senza lasciare scelta o spazio di manovra.

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