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giovedì 29 novembre 2018

Intervista - Lucy K.T. ospite al Festival Romance Italiano 2019


Ciao Lucy eccomi ad accoglierti nuovamente nel mio piccolo mondo.
Grazie a te per la tua calorosa accoglienza come sempre.
-Per chi ancora non ti conosce, chi è Lucy K.T. quando non scrive?
Nella vita sono una persona dinamica. Diciamo che non mi fermo mai, cerco sempre di inventarmi. Ho creato una linea di cuscini artigianali, che porta il mio nome e un sito e-commerce per la vendita. Amministro il gruppo insieme alle mie valide colleghe. Lavoro con i bambini di ogni età presso un asilo, mi alleno in palestra e leggo. Leggo tantissimo, un libro ogni due/tre giorni. La lettura mi accompagna dall'età di 12 anni e non l'ho più lasciata. Sono anche una blogger. Quando mi resta del tempo libero mi dedico alle serie tv.
-La scrittura fa parte di te da sempre o è una passione nata con il tempo?
Allora, torniamo un po' indietro negli anni, esattamente alle scuole medie quando il mio professore d'italiano, ogni anno mi sceglieva per comporre poesie. La prosa è stato il mio approccio alla scrittura, poi nel corso degli anni ho abbandonato del tutto la scrittura, perché è mancato il sostegno soprattutto. A febbraio (anno 2017) invece ho avvertito di nuovo questa forte emozione di scrivere, un impulso che non sono riuscita a controllare e ho deciso di mettere nero su bianco tutti i miei pensieri. Così parola dopo parola ho scritto il mio primo romance, ma devo ancora studiare tanto per migliorare sempre di più. Scrivere richiede pazienza, sacrificio e costanza, assolutamente non è un gioco.
-Cosa ti ha spinta a pubblicare le tue storie?
La necessità di liberare gran parte delle mie emozioni intrappolate nel mio cuore.

-Io ho avuto il piacere di leggere i tuoi libri e li ho amati. Vuoi parlarci di queste tue storie? Come sono nate? I personaggi? E cosa ognuna di queste storie ti ha lasciato?
Il primo romanzo che ho scritto è nato praticamente da un sogno. Di lì ho voluto intrecciare una vera trama con i suoi personaggi. Non nascondo che in Non avere paura di amare c’è molto di me, dei miei sogni, delle mie amicizie. Se qualcuno di voi ha letto di Mark e Emily posso dirvi con certezza che entrambi sono nati dal mio carattere. Loro mi hanno insegnato a non temere uno dei più sentimenti che è appunto l’amore.
Per quanto riguarda il secondo romanzo la trama è nata per caso perdendomi nelle foto del Wyoming che ammiravo su Google. Anche qui ho iniziato subito a tessere la trama che ha legato il destino di Megan e Liam in quelle praterie. A questa storia sono particolarmente legata perché tutti loro mi hanno insegnato a tirar fuori il coraggio e affrontare ogni paura, ma soprattutto mi hanno dimostrato come sia possibile volare semplicemente mettendo le ali al cuore.
-In quale percentuale realtà e fantasia si raccontano nei tuoi libri?
Nel primo romanzo c’è una buona dose di realtà, il resto è nato dalla mia creatività di intreccio.


Estratto tratto da Non avere paura di amare:

«Non sembri convinta delle tue scelte, Emily.» La sua voce mi fece sobbalzare. «Credevo fossi andato via.» «Sarebbe più facile accettare quello che sta nascendo tra di noi.» «Cosa stai dicendo? Non c’è proprio nulla tra di noi!»«Ma non la percepisci anche tu, questa pura elettricità che scorre tra di noi? Certo che sì, non mentire a te stessa, Emily.» «Mark, torna alla tua scalata di potere nel mondo degli affari e va avanti con la tua vita.» «Hai una relazione con quel tipo?» «Cosa? La mia vita privata non ti riguarda.» «Rispondimi» «Non sono affari tuoi!» «Dimmi, ti bacia come lo faccio io? Ti fa percepire le stesse sensazioni che solo io sono grado di farti provare?» «A quanto pare il tuo ego è più grande di quel che immaginassi, sta raggiungendo nuovi livelli da record. Non provo niente con te, Mark, perché tra noi non c’è nulla e mai ci sarà. Questa mattina mi hai preso alla sprovvista, non accadrà mai più niente di simile» gli assicurai. «Nei sei così sicura, Emily? Perché tra qualche istante le mie labbra saranno di nuovo sulle tue. Te sto lo dicendo, nel caso in cui tu voglia ripensarci, ma sappiamo entrambi che questo non accadrà.»



-Che tipo di lettrice sei? C’è un libro che da sempre hai nel cuore ed ogni tanto rileggi?

Mi considero una lettrice compulsiva, leggo moltissimi generi dal romance contemporaneo allo storico che adoro forse anche di più. Dal fantasy al distopico e qualche volta non mi dispiace neanche un buon thriller. Il libro che ho nel cuore è uno che ho letto da ragazzina, ma anche più di una volta da adulta, ovvero il Canto di Natale di Charles Dickens, uno degli autori di narrativa che ho apprezzato tantissimo all’età di tredici anni.

-Tu ti sei autopubblicata, hai mai pensato di provare con una CE? Se si com’è andata, raccontaci cosa ne pensi dei due mondi e com’è stata la tua esperienza.

Sì, confermo di essere un’autrice che si autopubblica grazie al self-publishing. Al momento seguo questo percorso di crescita personale nella scrittura, ma non mi sono mai preclusa l’idea di crescere ulteriormente con una CE. Qualcuna a cui far riferimento è già in lista e chissà cosa mi potrà riservare il futuro editoriale.

-Quale tra i tuoi libri ti ha dato più filo da torcere e perché? E tra tutti i tuoi protagonisti quali ti sono rimasti più attaccati?

Sicuramente nel secondo romanzo ho affrontato uno studio più accurato dei personaggi. Liam è stato il mio tormento perché volevo fosse reale e credibile nel suo tormento. Il personaggio a cui sono legata maggiormente è James il fratello di Megan, personaggio principale di Insieme possiamo volare.

-Progetti futuri? Ci puoi svelare qualche piccolo segreto sulle prossime storie?

La prossima storia, attualmente in stesura, parlerà di dolore e di riscatto nei confronti della vita. Tratterà dei temi delicati, ma farò di tutto per trasportarvi in un mondo ricco di fascino: quello del ballo. Una coppia che si amata nel passato, può ancora amarsi nel presente? Un amore che viaggia nel tempo, questo e oltre parlerà il mio prossimo romanzo.
Estratto tratto da Insieme possiamo volare:


Ancora una volta lego il suo corpo al mio. La sua anima e il suo cuore mi appartengono. Lei è in grado di vedermi. Per la prima volta faccio l’amore con una donna, non si tratta semplicemente di piacere, è molto di più. Possibile che mi sia sbagliato su tutto, sul mio essere, sulla mia essenza, sulla mia stessa natura. Dovrei odiarla, invece sono felice tra le sue braccia, appagato, libero. Dovrei odiare tutto ciò che la sua famiglia rappresenta e invece… non posso crederci. Invece mi sono davvero perdutamente e completamente innamorato di lei, questo mi dice il cuore. La amo, ma non ho il coraggio di ammetterlo. Non posso farlo, perché annullerebbe tutto quello che ho costruito fino a ora e non sono pronto, non ancora. Non posso farlo perché distruggerebbe quello che sono diventato oggi e temo che non resterebbe più nulla di me.


- L’anno prossimo sarai ospite al primo Festival Romance italiano, cosa pensi di questa iniziativa e cosa ti aspetti?

Credo sia davvero un’iniziativa bellissima, come poche. Un modo per ritrovarsi e conoscersi, per confrontarsi e aiutarsi. Siamo colleghe, siamo autrici, siamo lettrici, ma non dimentichiamo che siamo persone dello stesso valore.  Ho grandi aspettative per questo evento. Chi lo sta organizzando ce la sta mettendo tutta, e l’impresa è davvero ardua. Non vedo l’ora che arrivi giugno.

- Come ti presenterai ai lettori, cosa troveremo al tuo tavolo?

Vi accoglierò con baci e abbracci. Ho progettato un allestimento colorato. Oltre i miei libri scontati per la fiera, ci saranno gadget e omaggi a tema e non. E per chi acquista ho pensato anche a dei regali davvero carini.

-Se potessi intervistare i tuoi lettori cosa vorresti chiedere loro?

Quale storia o genere vorreste leggere dalla mia penna? Con i miei romanzi riesco a emozionarvi?
Estratto inedito tratto dal nuovo romanzo:


 
“Ricordi felici, qualcosa di bello.” Le parole del paramedico si fanno eco dentro di me. Vagano nella mia memoria. Vi siete mai chiesti cosa sia la felicità? Io l’ho fatto ogni giorno della mia vita per quattro anni e la risposta è stata sempre la stessa, la mia famiglia.
Sembra quasi di sentirle ancora strette a me, nelle mie braccia. Se qualcuno mi avesse detto che di lì a breve avrei perso tutto, che ogni attimo di quella felicità mi sarebbe stato strappato via per sempre non ci avrei creduto. Era impossibile.


Infine ti chiedo una frase che hai scritto che ti è particolarmente cara e perché?

Ti scrivo una frase che mi ha suggerito il protagonista maschile della storia che sto scrivendo. Poche semplici parole per esprimere una grande verità. “Sei vuoi il sole, devi affrontare la tempesta” Steven è un uomo che dimostrerà di avere una grande forza di volontà, oltre al coraggio.
Grazie infinite per questa bella chiacchierata, a presto Emanuela.
Sono io che ringrazio te per la tua ospitalità e gentilezza.



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