Ciao! Sono Katy e con lo pseudonimo di Catherine BC scrivo romance
contemporanei. Nella vita di tutti i giorni insegno alla scuola primaria e
gestisco una famiglia impegnativa. Conciliare il tutto è davvero difficile,
soprattutto in determinati periodi dell’anno. In effetti, divento molto più
produttiva nei giorni di vacanza o nel fine settimana. Io poi amo scrivere
circondata dal silenzio, una cosa rarissima a casa mia dove scorazzano due
figli adolescenti e un gruppo di gatti viziati.
La scrittura com’è entrata nella tua vita? Qualcosa
o qualcuno ti ha spinta verso questa tua passione?
Credo che la passione per la scrittura sia nata con me. Ho sempre
scritto, fin dall’adolescenza. Ho incontrato nel mio percorso molte figure che
hanno caldeggiato questa mia passione e altrettante che l’hanno sottovalutata o
ignorata. Ho imparato a essere più selettiva anche in base a questo.
L’approccio con un pubblico vasto è iniziato postando i miei scritti sulla
piattaforma di Efp (ero Capriccio Biondo, da cui BC) fino a arrivare al 2013
con la pubblicazione in self del mio primo romanzo, Sapore proibito.
Che tipo di lettrice sei? Secondo te qual è il
luogo e il momento ideale per dedicarsi a lettura e scrittura?
Io sono una lettrice particolare che non si fa molto condizionare dal
“passaparola”. Leggo le trame, guardo le cover e poi decido se prendere un
ebook o un cartaceo. La lettura, dopo anni di studio, per me ora è sinonimo di
relax, quindi amo leggere in giardino, accoccolata sul divano o in spiaggia.
Non c’è quindi un momento ideale…oppure lo si fa coincidere con ogni momento
libero.
E ora parliamo dei tuoi libri, prova a
presentarli e a raccontarli a chi leggerà l’intervista ed ancora non ti
conosce.
Io scrivo prevalentemente romance contemporanei, anche se ho
sconfinato sia nel fantasy romance che nel romance storico, anche se solo con
qualche racconto. Sono romanzi passionali e romantici, introspettivi e ricchi
di sfaccettature e colpi di scena. Le lettrici dicono che fanno sognare. Io
vorrei tanto che le emozioni che provo e che faccio vivere ai miei personaggi
passassero tra le righe e giungessero al lettore.
Per quanto riguarda il tuo lato da scrittrice,
come nasce una tua storia, da cosa parti e come prosegui?
Io parto sempre da una scaletta di massima che poi si articolerà e
diramerà durante la stesura. Faccio le ricerche necessarie ai particolari di
ogni capitolo e all’ambientazione generale, poi parto. Succede spesso che
qualche personaggio esca fuori dagli schemi e prenda in mano le redini del suo
destino, ma non è mai stata una cosa negativa, anzi.
Realtà e immaginazione in che percentuale si mischiano nei tuoi libri?
Realtà e immaginazione sono lati dello stesso romance che non potrebbe
esserci senza l’una o l’altra di queste componenti. Io faccio riferimento
sempre a qualcosa di reale, che sia un evento, una circostanza o la
caratteristica di un personaggio. Per il resto lavoro di fantasia.
Self o Ce raccontaci cosa pensi dei due mondi e
com’è stata la tua esperienza.
Io ho pubblicato sia da self che con CE (Butterfly, Rizzoli, Delos,
Galaxy). Ci sono pro e contro per entrambe queste realtà: il self dà molta più
libertà, ma anche carica di responsabilità per ogni aspetto della promozione e
distribuzione del romanzo, le CE offrono grandi opportunità di conoscere figure
professionali molto competenti che arricchiscono di esperienza. Ogni caso è poi
a parte, con determinate caratteristiche non generalizzabili. Ognuno valuta
soggettivamente le proprie scelte.
Il prossimo anno sarai ospite del Festival
Romance a Milano, cosa pensi dell’evento cosa ti aspetti?
Per me è un evento unico,
organizzato in ogni particolare, una macchina grandiosa. Lidia Ottelli e il suo
staff hanno fatto un gran lavoro! Non vedo l’ora di incontrare qualche lettrice
e tanti nomi importanti che ci saranno tra le mie colleghe.
Cosa farai e in che modo ti presenterai ai tuoi
lettori?
Non ho ancora una strategia ben precisa, ma divido il tavolo con Emma
Altieri e stiamo pianificando più cose, dal numero di copie per titolo da
portare ai vari gadget da offrire a chiunque vorrà passare a salutarci. Molto
probabilmente arriverò anche con un paio di nuovi titoli.
Hai sogni particolari sul festival o incontri che
vorresti avere?
Ogni incontro con una lettrice che cerca proprio me mi riempie di
emozione. Ne vorrei fare molti di questo genere e poi vorrei calarmi nei panni
della fangirl e fare altrettanto con le mie colleghe.
Infine ti chiedo, hai una frase a cui sei
particolarmente legata che hai scritto nei tuoi libri? Ci spieghi anche il
perché?
Sì, mi piace da morire una frase tratta da Scars, il mio primo romanzo
scritto a quattro mani con Emma Altieri: “Non deve essere facile, deve valerne
la pena.” Credo si adatti a molte situazioni, nella vita reale e nella
scrittura.



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