Per prima
cosa inizio con la nostra domanda di rito, chi è Stefania P. Nosnan nella vita
quotidiana?
Una domanda di rito che pare semplice, ma non lo è. Chi sono nella vita
quotidiana? Per prima cosa sono: moglie, madre e nonna, ma anche amica e confidente.
Ho poche amicizie, ma ottime; alcune sono sfortunatamente lontane, ma ci
sentiamo spesso e devo dire che la tecnologia aiuta molto.
Ero un webdesigner fino a qualche
anno fa, ma ora lo faccio per diletto e collaboro con alcuni blog e siti. Attualmente
sono socia di una stimata azienda di consulenze enologiche che opera nel centro
Italia.
- Come hai
scoperto la passione per la scrittura?
Dalla lettura. Ho sempre letto molto,
spazio tra: gialli, thriller e romance; quest’ultimi sono i miei preferiti da
quando ero ragazzina. Mi ricordo che li nascondevo sotto il materasso, perché
mia madre non li trovasse, ma era una speranza vana. Ho iniziato scrivendo
poesie, ma ero grandicella. Questo genere letterario l'ho trovato catartico in
un periodo abbastanza doloroso. Mi sono avvicinata al mondo dei romanzi quando
ho voluto mettere su “carta” l’amore di Davide e Francesca, la cui storia è
davvero emozionante.
- Qual è la
tua principale fonte d’ispirazione? La realtà ti aiuta in questo senso o ti
appoggi esclusivamente alla tua immaginazione?
Effettivamente una spinta
all’immaginazione me la fornisce proprio la realtà. Ci sono storie che toccano nel
profondo o che emozionano, così mi faccio i miei film mentali e creo la storia
che vorrei vedere o leggere.
- Che tipo di
lettrice sei? Hai autori/autrici che ami particolarmente e da cui magari hai
potuto trarre insegnamento?
Fondamentalmente sono del pensiero che
da tutti si può trarre insegnamento. Ognuno di noi ha qualcosa da donare,
l’importante è essere umili e accettare i suggerimenti. Non si arriva mai alla
vetta, anche se si pensa di sì; la strada è un lungo sentiero, per di più
impervio, ricolmo di lezioni e consigli. Comunque ho alcuni autori preferiti e
anche lì spazio. Amo molto James Patterson, Lilli Gruber, Diana Palmer e negli
ultimi tempi mi sono appassionata ai romanzi di Cinzia Giorgio, ritengo che la
sua Maria Maddalena sia stupendo.
- C’è un
libro a cui tieni particolarmente e che consigli assolutamente? Ci spieghi
anche il perché
A parte i miei? Scherzo!
La notte di Elie Wiezel, è un colpo al
cuore pagina dopo pagina. Poi come detto pocanzi Maria Maddalena di Cinzia
Giorgio per la sua delicatezza nello scrivere un argomento, sicuramente controverso
e noto, in modo sublime. È una lettura veloce, ma che rimane nel cuore. Infine
ho adorato Tempesta di Lilli Gruber che tratta della storia della sua famiglia
durante l’occupazione nazista. Certamente sono tre letture diverse tra loro per
generi trattati, ma ugualmente ricchi di impatto emotivo.
- Parlaci ora
dei tuoi libri, e dei tuoi personaggi.
Certamente. Il primo romanzo pubblicato
è La verità nascosta; è un romance della collana Live&Love de Le Mezzelane
Casa Editrice. A breve uscirà La bicicletta nera con Bertoni Editore tratto da
una storia vera. Infine seguirà Prometto che tornerò,
sempre con Le Mezzelane Casa Editrice
ed è un totale romance. Nel cassetto sono già pronti altri tre romanzi di cui
uno porta la prefazione della Manuela Di Centa, ed è basato su una storia
realmente accaduta.
Il romanzo La verità nascosta è un
classico romanzo sentimentale, ma con un ritmo musicale tipicamente americano.
La storia è nata, perché amo la musica country e l'ho sempre a random sul mio
cellulare. Così ascoltando una canzone è nata la trama e ovviamente mi sono
messa subito al computer per scriverla. Faith e Seth sono marito e moglie e sono
due personaggi dal carattere forte, anche se tra i due quello più vulnerabile è
certamente Seth, a causa della sua dipendenza all’alcol. Certamente l’ambiente in
cui lavorano e vivono, non agevola la loro unione; ma non voglio spoilerare.
La bicicletta nera invece è una storia realmente
accaduta nel 1943. Emma e Umberto sono due giovani ragazzi che si incontrano in
un periodo storico molto importante e brutto per l’Italia come quello del
Trattato di Cassibile. Lei è scappata da un paesino del centro Italia e dalle
atrocità della guerra, lui è un capitano del Regio Esercito che sta per partire
verso est. L’amore e la separazione sono al centro del romanzo, come l’adesione
di Emma alla Resistenza e le difficoltà di Umberto quando si ritrova nei luoghi
occupati dai tedeschi.
- C’è un filo
conduttore che lega le tue storie?
In tutti i miei romanzi il comune
denominatore è il romanticismo. L’amore scoperto, provato, a volte sofferto. La
base è una storia vera in cui il lettore si immerge, la fa sua e la vive nel
bene e nel male.
- Cosa
non troveremo mai invece in una tua storia e perché?
Sesso frenato. Non perché sono contraria
a scene di sesso, ma ritengo che ci sia più sensualità nel posare un velo sull’intimità
dei miei personaggi che fargli fare le contorsioni.
- Tra tutte
le tue storie quale trasformeresti in film/ telefilm? E perché?
Oddio domanda difficile, anzi
difficilissima. A primo acchito dire C’erano tre rose rosse, per l’intensa
storia e per l’amore che possiamo trovare all’interno del romanzo, ma è
un’utopia quindi non ci voglio nemmeno pensare.
- Se potessi
viaggiare nel tempo in che epoca andresti? Ti fermeresti mai a viverci per
sempre?
Onestamente amando troppo la tecnologia
non potrei pensare un’epoca diversa da quella in cui sono, ma se proprio
dovessi scegliere credo che opterai per la Belle Époque. Come detto ci rimarrei
il tempo di una visita.
- Infine ti
chiedo hai una frase, motto o citazione che ti rappresenta o che senti
particolarmente tua?
La frase è quella che cappeggia
nei social:
La bellezza di scrivere risiede nel pensiero di riuscire a
coinvolgere il lettore, tanto quanto io mi sono emozionata a creare la storia.
Grazie mille per esserti prestata, sicuramente ci sentiremo presto dato che sono rimasta piacevolmente colpita dalle trame dei tuoi libri.



1 commento:
Grazie per questo spazio. Un saluto
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