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mercoledì 24 ottobre 2018

Inetrvista a - Andretta Baldanza - ospite al Festival Romance 2019




Ciao Andretta eccomi finalmente ad accoglierti nel mio piccolo mondo.

Ciao è un piacere essere qui con voi :-)

-Domanda di rito, chi è Andretta quando non scrive?

Sono nata a Milano in un anno che non specificherò di quell'altro millennio, sono laureata in Scienze Politiche e lavoro part time in una grande azienda online. Ho un marito pignolo, due figli scatenati, una casa disordinata e due gatti pigri. Il mio più grande talento è il gioco del Tetris, che mi consente di incastrare alla perfezione tutti gli impegni e di ritagliarmi anche qualche momento per la scrittura. Moglie devota, madre perplessa e massaia francamente imbarazzante, scrivo con la passione agitata e disorganizzata di una nerd che ha sempre "16 anni dentro". Pubblicare un romanzo è sempre stato il mio sogno, fin da giovanissima. Ora il sogno è diventato vedere il mio romanzo in libreria :-)

-La scrittura fa parte di te da sempre o è una passione nata con il tempo?

Ho sempre amato scrivere, e ho sempre scritto, a cominciare dai diari che mi hanno salvato la vita (e la salute mentale) quando ero adolescente :-) Poi ho cominciato a scrivere piccoli racconti o fan fiction, oppure a riscrivere le favole classiche secondo punti di vista diversi. Ad esempio Cappuccetto Rosso vista dalla parte del lupo, o una versione di Cenerentola col principe gay, cose del genere. Sempre tutto per il mio personale divertimento, comunque, quasi nessuno leggeva. Poi, grazie ad una amica conosciuta nel posto giusto al momento giusto, sono approdata al mondo delle autrici self, di cui non sospettavo minimamente l'esistenza. Bum. Mi si è aperto un universo intero!

-Cosa o chi ti ha spinta a pubblicare le tue storie?

E' stata questa amica di cui dicevo nella risposta precedente. Ci siamo conosciute in quanto entrambe fan di una serie televisiva ambientata in Scozia. Io avevo scritto due paginette di fan fiction su questa serie e le avevo postate nel relativo gruppo di FB. Lei stava per pubblicare il suo primo lavoro, le ha lette e ha iniziato a "istigarmi" :-) E ma non scrivi più, e ma dai, e ma cosa stai scrivendo adesso... il caso volle che avessi iniziato un raccontino breve, 5-6 paginette, su come un guerriero vichingo si innamorava di una schiava catturata durante una razzia. E fammi leggere, e come prosegue e ma poi cosa succede....  e niente.  E' diventato un romanzo di 700 pagine che ho dovuto dividere perché pubblicarlo tutto insieme mi pareva troppo.

-Io ho avuto il piacere di leggere il tuo primo libro Vicking Chronicles e il secondo è in lista, vuoi parlarcene? Come sono nate queste storie? I personaggi? E cosa ognuna di queste storie ti ha lasciato?

Le storie sono nate dalla mia passione per i vichinghi. Sono un popolo poco conosciuto, teoricamente rozzo e barbaro (non conoscevano la scrittura, non costruivano grandi palazzi di pietra, ecc...) che saltava sulle sue drakkar grandi quanto un guscio di noce e partiva alla conquista dell'Europa, sottomettendo popoli sulla carta assai più evoluti. Li trovo estremamente affascinanti. Poi avevano, a quanto pare, un sistema di valori molto diverso dal nostro, più crudo, più violento se vuoi, probabilmente riflesso dell'asprezza della vita e delle difficoltà del clima nordico, ma non per questo meno valido o giusto. Così ho pensato di creare un personaggio adatto a quel tipo di valori, quindi un uomo tutto d'un pezzo, non estraneo alla violenza, ma contemporaneamente leale e giusto... ed è nato Eric. Il personaggio femminile è venuto di conseguenza, una specie di controparte speculare che smussasse un po' gli spigoli di Eric pur mantenendo anche lei la fierezza del popolo vichingo. 



-In quale percentuale realtà e fantasia si raccontano nei tuoi libri?

Nei due libri delle Viking Chronicles è praticamente tutta fantasia. O meglio. Le vicende sono tutta fantasia ma ho fatto un po' di ricerca per evitare di scrivere stupidaggini di proporzioni bibliche riguardo al periodo storico. Quindi tutto quello che riguarda le tradizioni, la religione, la vita quotidiana, anche la cucina è storicamente attendibile. Poi ho inserito alcuni riferimenti a un re mitico e leggendario, il famoso Ragnarr Lothbrock e alla sua discendenza. Parlare di vichinghi senza nominare Ragnarr è un po' come ambientare un romanzo nell'Inghilterra medievale senza parlare di Artù. La sua attendibilità storica è molto dubbia, e pare persino che la sua storia sia fatta di una specie di collage delle imprese di due o tre personaggi distinti poi riuniti in uno nelle leggende, però è comunque una "realtà" con cui confrontarsi. Nel lavoro che ho in corso invece ho utilizzato qualche elemento della mia vita personale, ad esempio la protagonista è una appassionata di cinema che parla per citazioni, come me :-)

-Che tipo di lettrice sei? C’è un libro che da sempre hai nel cuore ed ogni tanto rileggi?

Sono una lettrice vorace! Da quando ho cominciato, non prestissimo direi attorno alla seconda superiore, non sono più riuscita a smettere ah ah ah. Quando mi hanno regalato un lettore ebook poi, addio. La comodità di avere un libro nuovo a disposizione con un click appena finito quello precedente è stata devastante!!!! Libri nel cuore ne ho diversi e per ragioni diverse. Attualmente per esempio sto rileggendo, inframmezzata con altri, la saga di Harry Potter che adoro al di là di ogni ragionevole dubbio (nerd, 16 anni dentro, ricordate?)

-Tu ti sei autopubblicata, hai mai pensato di provare con una CE? Se si com’è andata, raccontaci cosa ne pensi dei due mondi e com’è stata la tua esperienza.

Ho troppa poca esperienza in entrambi i settori per poter esprimere un parere ponderato. All'inizio mi sono trovata catapultata nel mondo del self che come dicevo, non sapevo nemmeno esistesse, e mi pareva di essere approdata al paese delle meraviglie. La possibilità di pubblicare come e quando volevo, che sogno! L'ho fatto, mi sono pubblicizzata, mi sono auto promossa (anche se devo ammettere che all'inizio mi vergognavo un sacco!) ed è andata bene. Poi una C. E. ha espresso interesse per i miei romanzi, e l'avventura è diventata un po' diversa. Essere apprezzata da professionisti del settore è una botta di autostima notevolissima e penso che come minimo, una C.E. ti garantisca maggiore visibilità - anche se continuo ad auto promuovermi, ormai ci ho preso gusto! Alcuni autori dicono che lascia minore libertà, ma finora a me non è successo: i romanzi sono stati pubblicati senza modifiche, a parte l'aspetto tipografico e l'editing dei refusi.

-Quale tra i tuoi libri ti ha dato più filo da torcere e perché? E tra tutti i tuoi protagonisti quali ti sono rimasti più attaccati?

I due volumi vichinghi sono stati facilissimi da scrivere, da un punto di vista creativo. È stato incredibile e meraviglioso! Mi sedevo e la storia veniva fuori da sé, in particolare Eric si è praticamente scritto da solo. Non era raro che mi sedessi con un'idea e mi alzassi avendo scritto tutt'altro, senza nemmeno sapere come fosse successo. Al contrario, il lavoro che sto scrivendo ora è un po' più ostico. Ho un'idea di massima di quello che voglio scrivere ma ci sto mettendo più tempo e più fatica. Vedremo se ne varrà la pena!! I personaggi sono tutti quanti attaccatissimi a ogni parte di me! Non lo avrei mai detto ma ho fatto una fatica incredibile a lasciarli andare quando ho scritto la parola fine.

-Progetti futuri? Ci puoi svelare qualche piccolo segreto sulle prossime storie?

Progetti un mare, fattibili vediamo.... Al momento sto scrivendo un romanzo molto diverso dal precedente, ambientato a Edimburgo, città che amo moltissimo. Si tratta di un romanzo con qualche tocco di fantascienza, un poco di giallo e quel tanto che basta di eros. Poi vorrei tornare tra i vichinghi e scrivere qualcosa su Björn, che è uno dei comprimari di Viking Chronicles. Inoltre mi gira in testa una trama che farà riscrivere il significato della parola "eresia" su tutti i vocabolari!

- L’anno prossimo parteciperai al primo Festival Romance italiano cosa pensi di questo evento e cosa ti aspetti?

È assolutamente meraviglioso che sia stato organizzato un evento di questo genere, e in così poco tempo. Credo che mancasse, no? Facciamo vedere che non sono solo le autrici americane che sono capaci di riunirsi, organizzarsi, sopportarsi e promuoversi!!! Mi aspetto di conoscere personalmente le persone meravigliose che finora ho incontrato solo nel virtuale, e spero che qualche lettore venga a trovarmi!

- La prima cosa, quella che più ti elettrizza che assolutamente devi e vuoi fare al festival?

Non è una, è una serie... comunque di base voglio assolutamente abbracciare tutte e comprare una caterva di libri!!!!!! 
 Grazie infinite di essere stata con noi, a presto con la speranza di abbracciarti dal vivo.
Emanuela.



                                                                      

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