}

venerdì 22 settembre 2017

Rubrica - Tè e libri - by Nicoletta

Buongiorno amici appasionati
oggi vorrei parlarvi dell' Isola del Tè
Ceylon è l'isola misteriosa e romantica conosciuta per i suoi gioielli, le spezie ma per noi amanti del tè è l'isola del tè.
Lo Sri Lanka è un territorio fertile, rigoglioso, ricoperto da ricca vegetazione e irrorato da numerosi corsi d'acqua. 
Lungo la costa troviamo piantagioni di cocco e cannella, addentrandoci verso l'interno 
invece si trovano campi di riso alternati ad alberi da frutto con alcune piantagioni  superstiti di caffè affianco ad alberi di cacao.
Poi si arriva in quella che un tempo era una giungla ricca di animali con mille varietà di uccelli e che ora ospita le piantagioni di tè.
Questo spazio si estende fino alla cima di Adam's Peak il monte sacro sia ai buddisti che ai musulmani perchè alla sua sommità troviamo un impronta di piede che i primi attribuiscono a Buddha ed i secondi ad Adamo.
Milioni di pellegrini ogni anno scalano questa vetta dalla cui cima si può vedere la costa in mattine particolarmente limpide.
Fu grazie al pioniere James Taylor e ad una fortuita malattia delle piante di caffè, che prima ricoprivano l'isola, che questa pianta trovò il suo habitat ideale in questa piccola isola tropicale.
La Camellia Sinensis è una pianta forte e robusta ma ha bisogno di molta pioggia e di una temperatura costante nel corso dell'anno, e l'isola di Ceylon ha proprio questo da offrire. Però le temperature sulla costa e nelle diverse altitudini variano molto e anche le pioggie sono divise per territorio nel corso dell'anno.
Questo fa si che il terreno sia molto fertile e ricco, permettendo raccolti abbondanti e continui, donando un carattere distintivo organolettico unico in base alle varie regioni in cui si raccoglie.
Il tè è come il vino, in base alla stagione, al terreno, alle precipitazioni e all'esposizione varia nella sua resa finale anche se raccolto nella stessa zona, ma in periodi diversi.
Un degustatore attento potrebbe capire la differenza di raccolto delle foglie di questa pianta.

Nello specifico il tè prodotto sulle montagne è più delicato e leggero con un infuso chiaro e brillante, mentre scendendo di quota, l'infuso diventa più corposo e intenso fino ad arrivare alle note più scure e sapide dei tè cresciuti a livello del mare.
Per questo l'isola viene divisa in sette regioni da cui prendono il nome i diversi tipi di tè, ma di questo parleremo nella prossima puntata.
A presto, Nicoletta
Se vuoi scoprire di più su questa benefica bevanda, partecipa alle nostre serate di degustazioni, ecco il link per acquistare i biglietti bit.ly/biglietticorsi


Nicoletta
Caffè Tè Articoli da regalo
di Valentino Nicoletta
Coccaglio(BS)
sede legale Via caselle n.1
ubicazione negozio Via Martiri della Libertà n.4
mail: valentino.nicoletta1981@gmail.com

FB @solodanicoletta

Questa la lettura scelta per voi, fateci sapere cosa ne pensate, magari con un commento o una recensione!


Trama

Tredicesimo secolo, antica isola di Sri Lanka. La chiamano «lacrima d’India» per la sua vicinanza al continente indiano, ma il popolo dell’isola non sa che sta per piangere lacrime brucianti: l’invasione dell’esercito del re straniero Magha il Kalinga è fulminea e spietata e l’usurpatore, sanguinario e umorale, risparmia ben poche persone. Tra queste, Asanka, il poeta di corte, che ha salva la vita a una condizione: deve tradurre nella lingua locale lo Shishupala Vadha, il più grande poema epico sanscrito. Un testo amatissimo da Magha, che vuole farne lo strumento per assoggettare anche culturalmente il popolo. Il mondo di Asanka crolla d’un colpo: anche l’amore clandestino con una bellissima serva di palazzo, Sarasi, a cui lui insegnava i segreti della scrittura, ora è in pericolo. Ma accade qualcosa di sorprendente. In un gesto istintivo e non calcolato, Asanka azzarda modifiche significative all’opera e in ogni capitolo che traduce, subito distribuito al popolo, inserisce critiche sempre più feroci all’usurpatore. A poco a poco, l’orgoglio e il desiderio di ribellione del popolo si risvegliano, e i versi divengono un vento crescente che alimenta i focolai di insurrezione. È un gioco sottile e pericoloso, che rischia di mettere a repentaglio tutto ciò a cui Asanka tiene, ma è l’unico gioco che valga la pena giocare, perché Asanka adesso sa che il potere della spada è nullo a confronto con quello della parola. 
Romanzo d’esordio dal respiro epico e dal sapore esotico, Il fiume nero scorre intimo come una confessione e incalzante come un thriller storico. Un inno alla perseveranza dei sentimenti e al potere magico della parola, capace di resistere agli assalti della spada e del tempo.

Nessun commento: