AUTRICE: Julia B. Williams
GENERE: Contemporary Romance
PAGINE: 331
Gruppo autrice
Trama
«Fai la tua mossa, ma falla in fretta. Le regole sono cambiate, io le ho appena cambiate. Te lo chiederò un'ultima volta, non sprecare quest’occasione: che cosa vuoi da me, Daniel?»
La vita per Daniel Thompson, leader e batterista dei Cerebro, è il palcoscenico sul quale si esibisce. Suonare gli riesce naturale, le donne si gettano ai suoi piedi e vive seguendo un'unica regola: il domani non esiste. Il presente, ecco che cosa conta davvero. Quando Leda Seaworth posa il suo sguardo glaciale sulla rockstar, il predatore che è in lui si risveglia e decide di darle la caccia. Nessuna donna l'ha mai messo da parte. Nessuna donna è mai riuscita a tenergli testa. Nessuna donna l'ha mai sfidato al suo stesso gioco. Leda cambierà tutto. Come in una partita a scacchi, mossa dopo mossa, Daniel inizierà a capire qualcosa che sconvolgerà per sempre il suo mondo e le sue convinzioni. La vita di entrambi diventerà il terreno di gioco perfetto per un'ultima partita, quella più importante. Leda e Daniel dovranno decidere cosa sacrificare, la scelta spetterà solo a loro e non sarà affatto semplice. Cambiare strategia sarà la mossa vincente?
Julia
B. Williams è un'autrice talentuosa. Scrive in modo limpido e pulito, trasmette
romanticismo ed erotismo con eleganza, senza essere volgare. SOGNI DI MARZAPANE
L’autrice
possiede un grande dono: riesce a far vivere le emozioni, le sofferenze e le
gioie dei protagonisti. BOOKISH GIRL
Lo
stile di Julia B. Williams è sempre raffinato, le sue storie sono complesse, le
consiglio a chi ama i percorsi tortuosi e le rinascite. BOOK'S ANGELS
Estratti
Mossi un passo, decisa ad andarmene, ma quando la
vista registrò la scena che avevo davanti mi immobilizzai: ero appena stata
catapultata sul set cinematografico di un film porno.
Smisi di respirare, troppo sconvolta per muovere un
muscolo, persino quelli necessari alla sopravvivenza. Sgranai gli occhi,
sebbene una parte di me intimasse di serrarli ed evitare di assistere: un
ragazzo e due ragazze, o almeno così sembrava, erano ammucchiati scompostamente
sull’unico divano presente nella stanza.
Lui, muscoloso e totalmente ricoperto da
tatuaggi, era seduto con le braccia molli poggiate allo schienale e
l’espressione di chi se la stava spassando. Una bionda, inginocchiata in mezzo
alle sue gambe aperte gustava il suo membro eretto, chiaramente fuori misura date
le palesi difficoltà. Una rossa completamente nuda, accovacciata al suo fianco,
palpava eccitata ogni lembo di pelle riuscisse a raggiungere. La osservai
piegarsi sulla bocca dell’uomo e invaderla con la lingua, mentre si metteva a
cavalcioni e iniziava a succhiargli le labbra. L’altra, del tutto indifferente
al cambio di posizione, continuava a tentare l'impossibile.
«Ma che diavolo…» la mia voce uscì
distorta, un suono strozzato e sibilante, accompagnato da un groppo grosso
quanto una mela che rischiò di soffocarmi.
Mi
portai la mano al viso, maledicendomi per non essere stata zitta. Due iridi
azzurre, chiare come quelle dei cani Husky, si fissarono su di me e fui colpita
dalla loro intensità. Il suo viso era nascosto per metà, ma ciò non gli impedì
di schiacciarmi con la sola forza dello sguardo. Non sapevo che cosa fare: le
ginocchia rifiutavano di flettersi, il cuore viaggiava così veloce da farmi
temere che sarei stata colta da un infarto di lì a breve, e l’attenzione era
concentrata sul loro rituale di accoppiamento.
«Leda, giusto? Mi
fa piacere incontrarti qui, quasi non ti riconoscevo vestita in questo modo…»
Mi accarezzò la
pelle sotto il gomito, chiudendo la mano per attrarmi più vicina. Sgranai gli
occhi, ritirandomi come una lumaca. Rimase con il braccio sollevato e
l’espressione vacua, cercando una spiegazione al mio strano modo di fare.
«Ti piace fare la
difficile?»
È assurdo!
Era la seconda
volta che avevo a che fare con quei tizi e mi sembrava di essere stata
catapultata in un universo parallelo nel quale le regole del vivere civile si
erano ribaltate ed era perfettamente normale trattare uno sconosciuto con la
stessa confidenza che si sarebbe potuta riservare a un amante.
«Non voglio fare
la difficile, ma l’articolo non mi interessa.»
Socchiusi le
palpebre e lui boccheggiò offeso.
Ma in che razza di
mondo vive?
Feci per
andarmene, ma mi si parò davanti impedendomi di superarlo. Lo ricordavo più
alto, forse perché la prima volta che ci eravamo incontrati indossavo scarpe
basse.
«Ah, sì?
L’articolo non ti interessa? Dovevi evitare di dirlo, Leda, perché adesso si
tratta di orgoglio personale…»
Sorrise e, sebbene
lo trovassi bello, nulla cambiò nel mio atteggiamento.
«Mi dispiace per
il tuo orgoglio ferito, ma ti conviene andare altrove. Non amo essere l’oggetto
di una sfida, “questione di orgoglio”.»
Lo scimmiottai e
lui, invece di risentirsi, assottigliò gli occhi continuando a tenere le labbra
piegate verso l’alto. Maledissi Amanda e la sua mancanza di rispetto nei miei
confronti, e inveii mentalmente contro me stessa: dovevo smettere di essere
tanto ingenua e mandarla a farsi fottere una volta per tutte.
La sensazione di
essere schiacciata da una presenza fin troppo ingombrante mi fece tendere
ancora di più, sapevo chi era dietro di me, anche se non potevo vederlo.
«Steven, ti sta
cercando Percy.»
Il vibrato di
Daniel mi scivolò lungo la spina dorsale e il mio corpo fremette in risposta.
Merda!
C’era una ragione
per la quale mi ero tenuta alla larga quella mattina e non era soltanto perché
lo trovavo sicuro di sé in maniera imbarazzante.
«Di' a Steven che
arrivo tra un po’, io e Leda stavamo facendo amicizia.»
Si squadrarono in
silenzio e nessuno dei due cedette terreno all’altro.
Oddio, sono
piombata nel Far West e i miei contendenti sono il mezzosangue Percy e il
tatuato Daniel! Quale destino migliore può augurarsi una donzella indifesa?
«Scusatemi, ma
l’aria comincia a diventare irrespirabile: il testosterone in eccesso nuoce
gravemente alla salute.»
Mi voltai,
trovandomi ad affrontare un uomo che, mio malgrado, incarnava una perfezione
artistica difficile da affrontare.
Doppiamente merda!
Daniel si era
tirato indietro il ciuffo, fermandolo con del gel; la rasatura ai lati era così
corta da mostrare chiaramente il tatuaggio a forma di fiore che gli ornava la
testa. Doveva essere stato parecchio doloroso farselo. Sebbene quella sera
sfiorassi il metro e novanta, continuava a essere più alto di me; il suo corpo
era nascosto sotto a una bianca camicia attillata, aperta quel tanto che
bastava a scoprire un lembo di pelle tesa e dipinta. Quando me ne accorsi, la
gola divenne secca e faticai a deglutire. Aveva occhi meravigliosi, ornati da
folte ciglia scure, lunghe e ricurve che facevano da cornice a iridi di un
intenso azzurro invernale. La profondità della sua occhiata mi mise a disagio,
fui costretta a distogliere l’attenzione e ad abbassarmi per sfuggire al
circoletto che avevano creato per intrappolarmi.
L’atmosfera
intorno, sebbene fossi circondata da tantissima gente, divenne tollerabile
quando li abbandonai. Raggiunsi un tavolo sul quale erano stati sistemati un
centinaio di calici colmi di vino e ne presi uno: avevo una sete terribile. Mi
accostai al parapetto, appoggiando i gomiti sul davanzale e piegando il busto
per stare comoda; la luna brillava alta anche se i lampioni di Londra rendevano
difficile distinguere il cielo.
Biografia
Giulia
Battocchio, in arte Julia B. Williams, trentenne originaria di Roma, vive a
Nettuno, un piccolo comune vicino al mare. Ama la pittura, il disegno
artistico, la fotografia, il cucito, lo spirito di avventura e la lettura. La
scrittura è per lei l’unica forma artistica capace di farle vivere, anche se
per pochi momenti, una realtà parallela. Giulia è pronta a scrivere in ogni
momento utile della giornata; le sue idee scorrono veloci, ispirate da una
creatività impulsiva. Il silenzio è il suo inseparabile compagno.
“Frammento
di noi” è il romanzo con cui Giulia si incammina verso quella che spera sarà la
sua strada. Come diceva Francis de Croisset: “La lettura è il viaggio di chi
non può prendere un treno.”

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