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martedì 11 agosto 2020

Recensione - Punto e a Capo - di Camilla Stenti

 

Titolo: Punto e a Capo

Autrice: Camilla Stenti

Casa Editrice: Dario Abate Editore

Data pubblicazione: 12 dicembre 2019

Prezzo in €: e-book 4,99 cartaceo 15,81

Lunghezza di stampa: 238

 

PUNTO E A CAPO è il secondo romanzo di Camilla Stenti, dopo il debutto rivelazione con RESTA VIVA, opera vincitrice del primo Premio Letterario Internazionale DAE.

Questo romanzo è dedicato a tutti gli Amori "spezzati", a tutte le persone che sono state lasciate e hanno visto infranti i propri sogni. A tutte le persone che improvvisamente si sono ritrovate sole, con se stesse, le proprie paure e le proprie lacrime.

Ma hanno trovato la forza di reagire...

Perché la Vita va avanti. Comunque. Anche oltre l'Amore.


Dalla Premessa dell'Autrice

 

“Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta”. Diego Cugia.

Quella che voglio presentarvi è la storia di Viola, una ragazza di trentuno anni che assiste alla vera “catastrofe” e alla successiva, quanto inevitabile, “caduta”. La catastrofe avviene là, là dove è costretta a mettere un punto, dove il compagno, che le è stato accanto per quindici anni, decide di abbandonarla senza saperle dare una motivazione.

Viola non ha idea di chi, o di cosa, sia. Il suo mondo è crollato e deve mettere in discussione tutto ciò che l’ha portata al declino, tutto ciò che l’ha annullata e che ha smesso, per tanto tempo, di farla sentire realizzata, di farla sentire viva. Deve fare i conti con le persone che sono rimaste, fino all’ultimo, a sorreggere delle fondamenta fragili, destinate a cedere.

Più di tutto, malgrado tutto, esiste lei. È sempre esistita anche lei. Ed è da lei che deve andare a capo, ricominciare a scrivere, reinventarsi come la vera protagonista della storia.

E se cadere è la “catastrofe”, rialzarsi dopo una brutta caduta è la vera magia. 

Recensione

Il viaggio introspettivo di Viola.

Attratta dalla sinossi, che ho trovato interessante, ho iniziato la lettura con curiosità e alte aspettative, per scoprire una trama carina anche se non proprio originale, ma che non riservava le grandi emozioni che prometteva. Un vero peccato perché i presupposti positivi c'erano tutti!

Nonostante lo stile corretto, una scrittura pulita e priva di sbavature, un testo curato anche se parecchio dispersivo, ho riscontrato una narrazione prolissa e fin troppo ripetitiva e non sono riuscita a entrare in sintonia con i personaggi. La storia, che inizia lenta per poi prendere un po’ di ritmo, tanto da permetterle di trascinarsi fino alla conclusione, non mi ha mai catturato del tutto, tant'è che ho interrotto la lettura più volte e senza nessun problema.

 

Malgrado le mie aspettative non siano state soddisfatte del tutto, sono però convinta che la storia meriti di essere letta.

Per quale motivo, vi chiederete?

 

Probabilmente perché, a forza di ripetere gli stessi concetti per pagine e pagine, al pari di una piccozza che cala incessante sul granito, questi sono rimasti ancorati nella mia mente generando un certo interesse anche una volta terminata la lettura. Più verosimilmente perché riesce a far riflettere sulle molteplici e attuali tematiche trattate, quali il rapporto madre-figlia, la consapevolezza di sé e come trovare la forza di reagire alle avversità.

 

Il mio parere finale risulta quindi essere positivo anche se con qualche perplessità, ma considerato che la lettura suscita emozioni diverse nei lettori poiché è squisitamente soggettiva, vi invito a leggere questo romanzo, tanto malinconico quanto riflessivo, per farvi una vostra personale opinione in merito.

 

Punti di forza: stile linguistico pulito e corretto, scelta lessicale buona.

Difetti: le mille ripetizioni, la scarsità di sinonimi.

Messaggio pervenuto: la forza di reagire alle avversità è sempre presente nel profondo di noi, basta solo farla emergere.

A presto, Sadie.


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