}

lunedì 3 agosto 2020

Recensione - La biblioteca di Parigi - di Janet Skeslien Charles



Titolo: La biblioteca di Parigi

Autore: Janet Skeslien Charles

Editore: Garzanti

Genere: Romanzo storico

Pagine: 400

Anno di pubblicazione: 2020

 

Sinossi

Nessuno può far tacere i libri.

 

Parigi, 1940. I libri sono la luce. Odile non riesce a distogliere lo sguardo dalle parole che campeggiano sulla facciata della biblioteca e che racchiudono tutto quello in cui crede. Finalmente ha realizzato il suo sogno. Finalmente ha trovato lavoro in uno dei luoghi più antichi e prestigiosi del mondo. In quelle sale hanno camminato Edith Wharton ed Ernest Hemingway. Vi è custodita la letteratura mondiale. Quel motto, però, le suscita anche preoccupazione. Perché una nuova guerra è scoppiata. Perché l’invasione nazista non è più un timore, ma una certezza. Odile sa che nei momenti difficili i templi della cultura sono i primi a essere in pericolo: è lì che i nemici credono che si annidi la ribellione, la disobbedienza, la resistenza. Nei libri ci sono parole e concetti proibiti. E devono essere distrutti. Odile non può permettere che questo accada. Deve salvare quelle pagine, in modo che possano nutrire la mente di chi verrà dopo di lei, come già hanno fatto con la sua. E non solo. La biblioteca è il primo luogo in cui gli ebrei della città provano a nascondersi: cacciati dalle loro case, tra i libri si sentono al sicuro, e Odile vuole difenderli a ogni costo. Anche se questo significa macchiarsi di una colpa che le stritola il cuore. Una colpa che solo lei conosce. Un segreto che, dopo molto tempo, consegna nelle mani della giovane Lily, perché possa capire il peso delle sue scelte e non dimentichi mai il potere dei libri: luce nelle tenebre, spiraglio di speranza nelle avversità.

Recensione

Sono sempre stata attratta dalle storie ambientate nel periodo delle guerre, mi spingono a riflettere, a domandarmi come e se sarei stata in grado di affrontare certe situazioni. Ogni volta lo scrittore/scrittrice in questione è riuscito ad arrivarmi nel profondo, lasciandomi le sue parole a farmi compagnia per giorni.

"Amavo Parigi e i suoi misteri.

Come le copertine dei libri, alcune di pelle, altre di tessuto, 

ogni portone parigino dava accesso a un mondo inaspettato."

La biblioteca di Parigi non fa eccezione, anzi forse proprio per l'amore per i libri che ci accomuna mi sono sentita legata a doppio filo alla storia e ai suoi personaggi.

La ricerca che c'è dietro alla storia è evidente, incuriosisce e spinge il lettore pagina dopo pagina. Grazie alle vicende intrise di particolari, è facile trasformare ogni cosa in immagine, così com'è stato davvero naturale e incredibilmente automatico diventare una cosa sola con i personaggi e vivere le vicende narrate attraverso prospettive diverse e uniche, dando una visione a 360° della storia.

"Seriamente: perché i libri?

Perché nessun'altra cosa possiede quella facoltà mistica di riuscire a far guardare la gente con gli occhi degli altri.

L'American Library è un ponte di libri tra le culture."

La narrazione è fluida e scorrevole, passato e futuro si intrecciano di continuo raccontando vite diverse ma unite da un filo invisibile fatto di pagine e ricordi. Saltare da un tempo all'altro rende la lettura più vivace e intrigante e tiene il lettore attento e curioso.

I personaggi sono descritti in maniera molto profonda e intensa, è semplice farne una propria immagine e sentirsi parte della loro storia.

Le ambientazioni sono ben caratterizzate, se come me sognate da sempre Parigi e la Francia, questa storia arricchirà il vostro interesse e il vostro desiderio di scoperta.

Un libro ricco di storia, di emozioni e di grande amore verso la letteratura e tutto il mondo che la circonda.

"Mi piace pensare che possiamo tenere in vita i nostri cari grazie alla memoria e alla condivisione di un pezzo di ognuno di loro."


Alla prossima, Emanuela.

 


Nessun commento: