Stanotte
o mai
di Elena
Genero Santoro
Genere: Romance sui generis
Copertina flessibile: 192 pagine
Editore: Leucotea
(07 luglio 2020)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8894917509
ISBN-13: 978-8894917505
Sinossi
Dara,
trent'anni, ha rinunciato ai suoi sogni da ricercatrice per permettere al
marito Andrea, un musicista la cui carriera non decolla, di inseguire il
successo. Un giorno nella farmacia in cui Dara è commessa entra Giulia
Mezzanotte, violinista di fama ed ex ragazza di Andrea, che le confida di
essere malata di cancro in fase terminale e di voler incontrare suo marito
prima di morire. È l'inizio di un vortice di ansia per Dara, che prova pena per
la sorte di Giulia, ma vede il suo compagno ogni giorno più coinvolto dalla ex,
la quale ha richieste sempre più impegnative.
Biografia autrice
Elena Genero Santoro è
nata nel 1975 a Torino, dove attualmente risiede con il marito e i figli.
Lavora nel dipartimento di ingegneria dei materiali di una nota casa
automobilistica.
Il suo primo romanzo,
“Perché ne sono innamorata”, edito da Montag, è uscito nel 2013. Sono seguiti
“L’occasione di una vita” (Lettere Animate), “Immagina di aver sognato” e
“Diventa realtà” (PubGold), “Ovunque per te” e “L’ultima risata” (Policromia),
“Claire nella tempesta” (Leucotea). “Un errore di gioventù”, “Gli Angeli del
Bar di Fronte” e “Il tesoro dentro” sono usciti in prima edizione tra il 2014 e
il 2016 con 0111 Edizioni e ora sono stati ripubblicati con Gli Scrittori della
Porta Accanto.
Estratto
1:
Fu allora che accadde. Nella penombra
della sera, comparve al bancone una creatura di quelle che Dara riconosceva
immediatamente.
Era una donna senza età, gonfia, con la
pelle spenta. Teneva in testa un foulard. Camminava lenta, barcollando un poco.
Una malata di cancro. Dara le si rivolse con gentilezza, nel tentativo di non
sembrare troppo pietosa.
«Mi dica» accennò con un sorriso.
Quella le porse un paio di fogli.
Chiedeva del Contramal, un oppiaceo, un palliativo per il dolore. Appunto.
Dara andò nel retro e prese il flacone
indicato. Poi tornò al bancone. Fu lì che lesse il nome sulla ricetta.
C’era scritto Giulia Mezzanotte.
Giulia Mezzanotte. Quella Giulia
Mezzanotte? Dara non l’avrebbe riconosciuta, in tali condizioni.
Non l’aveva mai incontrata di persona.
Sua suocera Sabrina, in alcune occasioni aveva rispolverato vecchi album di
foto e spiegato, pur senza malizia, i pregressi familiari.
La scrutò mentre usciva. Gli occhi, in
effetti, sembravano i suoi. Di tutto il resto non rimaneva niente. Non i
capelli, non le gambe sottili, non il decolté attraente.
Dara sentì che le mancava il fiato.
Forse nemmeno Giulia l’aveva riconosciuta. Giulia Mezzanotte malata di cancro.
Dara si sedette. Cosa doveva fare ora? Dirlo ad Andrea? O fingere che
quell’incontro casuale non fosse mai avvenuto?
Estratto
2:
Quando Dara
rincasò, Andrea era già rientrato e stava giocando con Riccardo. Gli aveva
anche portato in regalo il suo robot preferito, per farsi perdonare l’assenza
di quella trasferta.
Dara
osservò il suo compagno. Aveva il viso bianco e sbarbato, un ciuffo di capelli
scuri che gli scendeva sugli occhi. Il sorriso stampato sulle labbra. Era
allegro e spensierato come non sarebbe stato più.
«Ciao!» Lui
le venne incontro, la abbracciò e le posò un bacio sulle labbra. «Com’è andata
oggi? Questi giorni per me sono stati pazzeschi! Ho inciso il pezzo più
importante di tutta la mia carriera. E ho anche duettato con Gianni Lupo. Mi
sembrava di sognare. Tu non hai idea dell’emozione!» Gli occhi gli brillavano. «Ma
la notizia bomba è che mi ha addirittura proposto di fare un album, tutto
intero! Capisci? Un album fatto e finito con la supervisione di Gianni Lupo! E
poi potremmo promuoverlo con un tour mirato…»
Dara si
sottrasse all’abbraccio e sgusciò via.
«Pensavo
che non ti interessassero i concerti e i tour…»
Lui la
prese per un braccio e la tirò nuovamente a sé.
«Ma questa
volta è diverso! È un’occasione da non perdere.»
Dara lo
osservò con struggimento per tutta la sera. Gli servì la cena, cotoletta
impanata e patate al forno, e lo contemplò a lungo, mentre rideva, mentre si
accovacciava di fianco al bambino, mentre narrava le sue gesta epiche in sala
di registrazione. Perché doveva essere lei a dargli quella orribile notizia? Non
era giusto.
Estratto 3:
Pranzarono
in silenzio, con Riccardo sempre catalizzato dal cartone animato e Andrea con
l’aria assente. Suo marito doveva essere ancora più sottosopra di quanto
volesse dare a intendere.
«Mi ha
chiesto se posso tornare» disse infine Andrea, tutto d’un fiato, e si pulì la
bocca col tovagliolo. «Vorrebbe incontrarmi ancora, prima che… Dice che vedermi
le ha fatto bene. Credi che se io…»
«Certo» tagliò
corto Dara, cercando di essere giusta, mentre levava i piatti dalla tavola per
disporli nella lavastoviglie. «Ne abbiamo già parlato. Non hai bisogno di
chiedermelo.» Tuttavia nel momento esatto in cui lo disse, percepì una fitta
alla bocca dello stomaco.

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