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giovedì 4 giugno 2020

Recensione - La figlia del peccato - di EMILY GUNNIS



Titolo: La figlia del peccato
Autrice: EMILY GUNNIS
Traduzione di: Elisabetta Valdré
Editore: Garzanti
Genere: Narrativa contemporanea
Pubblicato il: 20 Febbraio 2020


Trama

Un convento antico pieno di misteri, due bambine separate alla nascita e un’unica possibilità di salvezza.
Sussex, 1956. È calata la notte. Al convento di Saint Margaret tutte le luci sono spente e regna il silenzio. Protetta dal buio, Ivy si aggira furtiva per i corridoi. Spera di trovare una via di fuga dalla prigione che le ha tolto il suo unico figlio senza darle nemmeno il tempo di abbracciarlo. Per lei non c’è più possibilità di salvezza, ma forse può ancora aiutare Elvira, l’unica bambina cresciuta tra quelle mura. La piccola ha appena scoperto di avere una sorella gemella e vuole raggiungerla a tutti i costi. Ma scappare da Saint Margaret sembra impossibile. Il convento si fregia di essere una casa di accoglienza per ragazze madri che qui si rifugiano per dare alla luce bambini destinati all’adozione. In realtà, è una fortezza che nasconde oscuri segreti. Un luogo in cui centinaia di giovani donne sono private degli affetti e della libertà, vittime di atrocità di cui nessuno ha mai saputo nulla. Da allora sono passati sessant’anni e tutta la verità su Saint Margaret è ora contenuta in una lettera di Ivy. Poche righe scritte con mano tremante che Samantha, madre single e giornalista in cerca di uno scoop, rinviene per caso in un vecchio armadio della nonna. Non appena le legge, si rende conto di avere per le mani quello che aspetta da tempo: una storia che ha bisogno di essere raccontata. Sa che quel compito spetta a lei. È come se quella lettera l’avesse trovata e le chiedesse di andare fino in fondo perché quell’indagine potrebbe rivelarle particolari sconosciuti del proprio passato. Ma Samantha deve fare in fretta. Il convento sta per essere abbattuto e la verità rischia di restare sepolta sotto le macerie. Emily Gunnis confeziona un esordio perfetto, ricco di colpi di scena e suspense, che ha conquistato pubblico e critica, balzando in cima alle classifiche e dando il via a un passaparola straordinario. Basato su fatti realmente accaduti in Irlanda tra il diciottesimo e il ventesimo secolo, La figlia del peccato è un romanzo intenso e coinvolgente che ci parla dei sacrifici che una madre è disposta a fare pur di proteggere il proprio figlio.

Recensione

Questa storia è una di quelle che avrei voluto leggere in cartaceo e che sicuramente farà parte presto della mia libreria, il perché è presto detto, l'avrei sottolineato come piace a me, a matita, per imprimere le cose che più mi hanno colpita, per scrivere i miei commenti accanto e per assaporarne ogni parola sfiorando le pagine. Voi direte che si può di certo fare anche sul Kindle, beh si avete ragione, ma per me la carta possiede un'incanto tutto suo, unico e inimitabile, e questo libro sono certa è uno di quelli che attraverso la carta è in grado di intrappolarti e lasciarti un'impronta indelebile, è successo anche leggendolo in digitale quindi penso che questa mia sensazione verrà solo amplificata e intensificata in una prossima lettura futura.

Detto questo ora veniamo alla storia, la trama è davvero molto coinvolgente, inizialmente è un pò difficile star dietro all'intreccio creato in modo magistrale dai continui sbalzi temporali, che, uniti alle vicende del presente creano un intricato puzzle. 

“Furono le comunità allargate in cui vivevano quelle ragazze a permettere il perpetrarsi di simili atrocità: i genitori, gli zii, i medici, gli avvocati delle amministrazioni comunali e le istituzioni per l’adozione, tutti chiusero un occhio”.

L'autrice tiene viva l'attenzione del lettore, ci gioca, da indizi, crea aspettative e scenari che poi girata la pagina cambiano e si trasformano accrescendo la curiosità e l'interesse.
Le descrizioni sono ottime, ogni cosa prende forma nell'immaginazione creando veri e propri spazi temporali in cui il lettore riesce a vivere quasi in prima persona ogni cosa. Le parole attivano ogni senso rendendo il tutto molto reale e fisico.
La scrittura fluida e molto appassionata crea con il lettore un legame profondo, diventa una sorta di passaggio per entrare in quell'epoca, nelle vite dei suoi protagonisti, questo è stato davvero incredibile e molto interessante. La ricerca che c'è dietro ai fatti narrati è ottima e spinge chi legge a voler a sua volta ricercare più notizie sui fatti che hanno ispirato questa straordinaria storia.

Insomma se amate i viaggi nel passato, nelle storie tenute nascoste e piene di orribili segreti, quelle che passano di generazione in generazione quasi in sordina, ma che poi spingono per voler uscire e urlare al mondo il loro dolore, qui troverete pane per i vostri denti!

Alla prossima, Emanuela.

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