La città
dal mantello rosso
ASLI
ERDOĞAN
Traduzione
di Giulia Ansaldo
«In
queste terre semi selvagge posso tracciare il passato che desidero.» »La
Biblioteca della Spiga«
Quando il
taxi la deposita nel distretto periferico di Santa Teresa non c’è nessuno ad
aspettarla. Nessuno che dia il benvenuto alla trentenne Özgür, sbarcata da
Istanbul a Rio de Janeiro per intraprendere la carriera di insegnante. Ma
questa inattesa solitudine non le fa paura. Al contrario, in una città
traboccante di fascino e mistero, si sente investita di una libertà inedita.
Del potere straordinario di lasciarsi attraversare dallo spirito del luogo e
riscrivere la propria storia da capo, quasi fosse una pagina vergine in attesa
della prima traccia di inchiostro. Comincia così l’iniziazione di Özgür a Rio de
Janeiro e alla nuova sé stessa. Un passo alla volta, nel cuore pulsante della
megalopoli brasiliana, la giovane conosce un mondo inconsueto, dove le
contraddizioni convivono in perfetta armonia. Quella di Özgür è una vertigine
senza fine. Un viaggio in un labirinto che la mette di fronte a un’identità
personale in costante mutamento. Un viaggio che può concludersi solo con un
libro, quello che Özgür scriverà per dare senso all’alienazione che l’ha
trasfigurata e resa la donna che è oggi e che forse sarà anche domani. La città
dal mantello rosso è stato salutato dalla critica e dalla stampa più autorevole
come il capolavoro indiscusso di Aslı Erdoğan, l’opera che le è valsa un posto
più che meritato nel panorama letterario internazionale. Con stile essenziale e
immaginifico, l’autrice dipinge un quadro vivido e lucidissimo dell’estrema
fragilità umana. E ci ricorda che la nostra identità non è mai definita né
definitiva, ma è un percorso che dura una vita intera.
ASLI
ERDOĞAN
Aslı
Erdoğan (Istanbul, 1967) è tra i più importanti autori della letteratura turca
contemporanea. Ha vinto prestigiosi premi letterari in Turchia e in Europa, tra
cui il premio Tucholsky, assegnatole dal PEN Club svedese mentre si trovava in
carcere. I suoi libri sono stati tradotti in 17 lingue.
*****
Fattacci
Il racconto di quattro delitti italiani
VINCENZO
CERAMI
Prefazione di SANDRO VERONESI
«La
bravura vera di Cerami consiste nel cogliere l’interiore mediocrità di questa
tendenza insopprimibile all’orrore, non rinunciando neanche, quand’è il caso, a
colorire di grottesco e persino di ridicolo i fatti più terribili.» Alberto
Asor Rosa, «La Repubblica» »Elefanti bestseller«
Fino a
che punto le disavventure che ci capitano le abbiamo cercate? Basta uno stupido
scambio di persona o un piccolo gesto dissennato per trovarsi di colpo in un
giallo o per finire in prigione tra violentatori e despoti. È quanto racconta
in questi fattacci di sangue Vincenzo Cerami: quattro delitti famosi realmente
avvenuti nella seconda metà del Novecento, accomunati da un’evidente quanto
inconsapevole complicità tra vittime e carnefici e consumati da personaggi che
si possono incontrare sotto casa, tutte persone – fino al giorno prima –
perbene. Indagando su questa attrazione inconscia del male, Cerami ci conduce
in un «viaggio nella sporcizia prodotta dall’Italia borghese del dopoguerra»,
per farci scoprire che a tutti può toccare in sorte di aprire la porta a un
assassino insospettabile, specie se ci somiglia. E spesso è solo il caso a non
farcelo incontrare.
VINCENZO
CERAMI
Vincenzo
Cerami (1940-2013). Ha esordito nel 1976 con Un borghese piccolo piccolo, da
cui Mario Monicelli ha tratto l’omonimo film interpretato da Alberto Sordi. Tra
le altre opere ricordiamo i romanzi Amorosa presenza, Tutti cattivi, Ragazzo di
vetro e il saggio Consigli a un giovane scrittore. All’attività letteraria ha
sempre affiancato quella cinematografica e teatrale, collaborando con i più
importanti registi italiani.
*****
L’incontro
VINCENZO
CERAMI
Prefazione
di STEFANO BARTEZZAGHI
«Vincenzo
Cerami, come scrittore e come sceneggiatore cinematografico, non difetta certo
di estro inventivo, di una non comune capacità di sorprendere. Ma nel romanzo
L’incontro sembra superare sé stesso.» Lorenzo Mondo, Tuttolibri – La Stampa
»Elefanti bestseller
Ludovico
ha quasi vent’anni e una passione smisurata, una malattia, per l’enigmistica.
Quando un’estate gli capita tra le mani una poesia in versi strampalati intitolata
Chi cerca trova e firmata Il nastro di Möbius, per lui è impossibile resistere
alla tentazione di risolvere il gioco. Comincia così una vera e propria caccia
al tesoro fatta di alfabeti calligrafici, anagrammi sintetici, versetti
diabolici, sciarade e frasi doppie, crittografie e rebus. Ma più Ludovico cerca
il bandolo della matassa più questa si ingarbuglia: tutto sembra infatti
ricondurre all’improvvisa scomparsa, qualche mese prima, di un celebre
professore della Sapienza. E così quello che sembrava soltanto un innocente
indovinello tra le pagine di una stravagante rivista diventa un lungo viaggio
indietro nella memoria, che lo porterà a prendere coscienza dei fatti più
drammatici che hanno segnato gli ultimi quarant’anni del secolo scorso, a scoprire
le laceranti inquietudini degli anni Sessanta, il sangue degli anni di piombo,
il dramma del terrorismo che percorse e devastò l’intero Paese.
VINCENZO
CERAMI
Vincenzo
Cerami (1940-2013). Ha esordito nel 1976 con Un borghese piccolo piccolo, da
cui Mario Monicelli ha tratto l’omonimo film interpretato da Alberto Sordi. Tra
le altre opere ricordiamo i romanzi Amorosa presenza, Tutti cattivi, Ragazzo di
vetro e il saggio Consigli a un giovane scrittore. All’attività letteraria ha
sempre affiancato quella cinematografica e teatrale, collaborando con i più
importanti registi italiani.
*****
Finché il
caffè è caldo
TOSHIKAZU
KAWAGUCHI
Traduzione
di Claudia Marseguerra
Una
sedia, un tavolino, un caffè, una scelta. Basta questo per essere felici.
In
Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di
essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia
più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento
della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica
parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che
non bisognava perdere. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare.
Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente
finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di
entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire
che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza
fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che
amava. Kotake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche
sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella.
Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere
una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente
riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutti scoprono che il passato non è
importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che
abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo
giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni
attimo. Finché il caffè è caldo è diventato un caso editoriale in Giappone,
dove ha venduto oltre un milione di copie. Poi ha conquistato tutto il mondo e
le classifiche europee a pochi giorni dall’uscita. Un romanzo pieno di fascino
e mistero sulle occasioni perdute e sull’importanza di quelle ancora da vivere.
TOSHIKAZU
KAWAGUCHI
Toshikazu
Kawaguchi è nato a Osaka, in Giappone, nel 1971, dove lavora come sceneggiatore
e regista. Con Finché il caffè è caldo, suo romanzo d’esordio, ha vinto il
Suginami Drama Festival.
*****
Un uomo in
mutande
ANDREA
VITALI
Movimenti
sospetti nella notte a Bellano: forse allucinazioni, forse faccende private,
forse non proprio reati. Forse.
12 aprile
1929. È la volta buona. Capita di rado, ma quando è il momento l’appuntato
Misfatti si fa trovare sempre pronto. Dipende dall’uzzolo della moglie, che
stasera va per il verso giusto. E così, nel piatto del carabiniere cala una
porzione abbondante di frittata di cipolle. Poi un’altra, e una fetta ancora, e
della frittata resta solo l’odore. Che non è buona cosa, soprattutto perché ha
impregnato la divisa, e chi ci va adesso a fare rapporto al maresciallo Ernesto
Maccadò diffondendo folate di soffritto? Per dirgli cosa poi?, che durante la
notte appena trascorsa è stato trovato il povero Salvatore Chitantolo mentre
vagava per le contrade mezzo sanguinante e intontito, dicendo di aver visto un
uomo in mutande correre via per di là? Sì, va be’, un’altra delle sue fantasie.
In ogni caso la divisa ha bisogno di una ripulita. Ma proprio energica. Come
quella di cui avrebbero bisogno certe malelingue, che non perderebbero
l’occasione di infierire sullo sfortunato Salvatore ventilando l’idea di
rinchiuderlo in un manicomio. Anche il Comune, guarda un po', sta progettando
una grande operazione di pulizia, una «redenzione igienica» che doti Bellano
delle stesse infrastrutture che vantano già altri paesi del lago, più
progrediti nella civiltà e nel decoro. Ma, un momento, che ci faceva
esattamente un uomo in mutande, in piena notte, per le vie del paese? E perché
correva? In Un uomo in mutande il maresciallo Ernesto Maccadò si trova per le
mani un caso che forse non lo è, o forse sì. Andrea Vitali gioca con il suo
personaggio preferito, stuzzicando la sua curiosità e mettendo alla prova le
sue doti di buon senso. Una specie di trappola alla quale chissà se il
maresciallo saprà sfuggire. Unica certezza: il godimento del lettore.
ANDREA
VITALI
Andrea
Vitali è nato a Bellano nel 1956. Medico di professione, ha esordito nel 1989
con il romanzo Il procuratore, che si è aggiudicato l’anno seguente il premio
Montblanc per il romanzo giovane. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero
Chiara con L’ombra di Marinetti. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una
finestra vistalago (premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio
Bruno Gioffrè 2004), ha continuato a riscuotere ampio consenso di pubblico e di
critica con i romanzi che si sono succeduti, costantemente presenti nelle
classifiche dei libri più venduti, ottenendo, tra gli altri, il premio
Bancarella nel 2006 (La figlia del podestà), il premio Ernest Hemingway nel
2008 (La modista), il premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante e il premio
Campiello sezione giuria dei letterati nel 2009, quando è stato anche finalista
al premio Strega (Almeno il cappello), il premio internazionale di letteratura
Alda Merini, premio dei lettori, nel 2011 (Olive comprese). Nel 2008 gli è
stato conferito il premio letterario Boccaccio per l’opera omnia, nel 2015 il
premio De Sica e nel 2019 il premio Giovannino Guareschi per l’Umorismo nella
Letteratura. Con Massimo Picozzi ha scritto anche La ruga del cretino. I suoi
romanzi più recenti sono Certe fortune e Sotto un cielo sempre azzurro. Il suo
sito è: www.andreavitali.info
*****
Cercando
Virginia
ELISABETTA
BRICCA
Credeva
che nulla sarebbe mai cambiato Poi ha ascoltato la voce della letteratura E ha
scoperto che l’indipendenza è possibile
Cortona,
1976. La luce è flebile, ma a Emma, rannicchiata nel fienile, basta per
immergersi nelle pagine dei libri che è costretta a leggere di nascosto.
Lontano dagli occhi del padre che la vorrebbe impegnata nelle faccende
domestiche. Finora è riuscita a proteggere il suo segreto. Ma quando si rende
conto di non poter più continuare, preferisce andarsene e accettare un posto da
cameriera offertole da una ricca aristocratica di origini inglesi che si fa
chiamare “signora Dalloway”. Per Emma quel lavoro rappresenta l’occasione unica
di conquistare l’indipendenza. Ciò che non si aspetta è di trovare nella
signora Dalloway un mentore, oltre che un’amica fidata. Fin dai primi giorni di
servizio, la donna si accorge della curiosità che accende l’animo di Emma. È
per questo che decide di proporle delle ore di lettura condivisa alla scoperta
di una delle prime scrittrici femministe della storia: Virginia Woolf. Così,
sfogliando Una stanza tutta per sé, Le tre ghinee, Diario di una scrittrice,
Emma si nutre delle parole illuminate di Virginia e inizia a coltivare il sogno
di una vita in cui è lei a scegliere il proprio destino. Ma per realizzarlo
deve prima combattere contro chi tenta in ogni modo di ostacolarla e tenerla
lontano dai libri. Solo così potrà davvero trovare la sua personale Virginia e,
in lei, la voce per esprimere ciò che sente dentro. Elisabetta Bricca ci
consegna uno straordinario romanzo di formazione che è un inno al potere
salvifico della letteratura. E insieme un elogio al coraggio di tutte le donne
che sono disposte a sacrificare anche gli affetti e la stabilità di
un’esistenza convenzionale per combattere l’ingiustizia e vedere riconosciuti e
rispettati i propri diritti.
ELISABETTA
BRICCA
Elisabetta
Bricca, nata e cresciuta ner core di Roma, è laureata in Sociologia,
comunicazione e mass media, e lavora come copywriter, autrice e traduttrice.
Vive con il marito e le due figlie al «Rifugio del Daino», un antico casolare
umbro circondato da ulivi e boschi, che domina il lago Trasimeno. È
appassionata di arte, cucina, vino e natura. Con Garzanti ha pubblicato anche
Il rifugio delle ginestre (2017).
*****
Finalmente
insieme
TIJAN
Traduzione
di Adria Tissoni
Hai
bisogno di me. Non mi tirerò indietro. Perché sei tutto quello che conta.
Sin dal
giorno in cui si sono scambiati il primo sguardo, Sam e Mason sapevano che sarebbero
diventati una coppia. E che sarebbero sempre stati pronti a lottare per
impedire a chiunque di separarli. A lungo hanno combattuto contro l’invidia
degli amici, la disapprovazione della famiglia, dubbi e incertezze che hanno
fatto vacillare la fiducia nel loro rapporto. Ora che Sam è stata ammessa alla
Cain University, possono lasciarsi alle spalle il difficile anno di lontananza
appena trascorso e coronare il sogno di stare insieme come due ragazzi normali.
Senza complicazioni. Almeno è quello che entrambi sperano. Anche se sono
perfettamente consapevoli di avere un conto in sospeso con Sebastian Park, il
potente capo di una confraternita che, tempo prima, hanno osato sfidare per
evitare che Mason finisse nei guai. Sam è sicura che Sebastian cercherà di
vendicarsi con ogni mezzo. E lo farà colpendo, prima di tutto, le persone a cui
Mason tiene di più al mondo e che ha paura di perdere: suo fratello Logan e lei
stessa. Questa volta, però, Sam non ha nessuna intenzione di stare a guardare.
Per lei è giunto il momento di farsi valere. Di dimostrare di che cosa è capace
per proteggere l’unica persona che finora l’ha amata incondizionatamente.
Questo significa che non dovrà mai distrarsi, perché Sebastian aspetta solo un
suo passo falso, un unico istante di resa e vulnerabilità, per fargliela
pagare. Tijan si è fatta strada nel panorama letterario internazionale firmando
la serie fenomeno Finalmente noi, che in tutto il mondo ha conquistato, e
continua a conquistare, migliaia di lettori affezionati a Sam e Mason e alla
loro relazione tormentata. Con Finalmente insieme, quinto attesissimo capitolo,
l’autrice torna a stupire, consegnandoci una nuova storia in cui l’amore è il
vero protagonista. Un amore intenso, a volte persino doloroso, ma capace di
sopravvivere alle difficili prove che il destino ci costringe spesso ad
affrontare.
TIJAN
Tijan è
lo pseudonimo sotto cui si cela una scrittrice che, dal web, è riuscita con le
sue storie e i suoi personaggi ad appassionare migliaia di lettori ed entrare
nella classifica del «New York Times».
È
l’autrice della saga di Fallen Crest e degli amatissimi fratelli Kade. Con
Garzanti ha pubblicato Finalmente noi, Finalmente ci sei, Finalmente con te,
Finalmente vicini e Senza regole.
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Serie
ospedaliera
AMELIA
ROSSELLI
«Nevrosi
e mistero percorrono il corpo di queste poesie.» Pier Paolo Pasolini
Questo
volume raccoglie ottantatré poesie scritte da Amelia Rosselli tra il 1963 e il
1965, e uscite per la prima volta nel 1969. Si tratta di testi «esitanti», come
lei stessa li definisce, in cui l’autrice dà voce alla propria “guerra”
personale con sé stessa, al proprio travaglio, al desiderio di fuga dal mondo e
dal proprio universo interiore. Ci riesce grazie a un linguaggio nuovo,
frantumato, originalissimo, che ha reso il suo stile inconfondibile e tanto
amato da grandi protagonisti della nostra letteratura quali Pasolini, Zanzotto,
Raboni.
AMELIA
ROSSELLI
Di Amelia
Roselli (1930-1996) nel catalogo Garzanti sono presenti Le Poesie e Sleep.
*****
Discutere
con gli zombie Le idee economiche mai morte che uccidono la buona politica
PAUL
KRUGMAN
Traduzione di Roberta Zuppet
«Krugman
è il più grande divulgatore di complicate teorie economiche.» Il Foglio
Quella
del premio Nobel Paul Krugman è una delle voci più autorevoli al mondo in campo
economico: i suoi libri e i suoi editoriali sono tradotti in decine di lingue,
e ovunque non mancano di suscitare dibattito, polemiche, discussioni. Ma lo
studioso è allo stesso tempo un popolare divulgatore capace di spiegare con
semplicità le teorie economiche più complesse, e di svelare cosa si cela dietro
le scelte a volte poco comprensibili di governi e multinazionali. In questo suo
ultimo, atteso libro, Krugman affronta i temi decisivi al centro del dibattito
pubblico dei nostri giorni: il ruolo futuro dell’Unione europea, i rischi della
Brexit, le nuove strategie commerciali delle potenze mondiali; e senza mancare
di offrire soluzioni originali e commenti taglienti, si scaglia contro i sovranismi
e i populismi su entrambe le sponde dell’Atlantico, mette in guardia dalle
riforme dell’amministrazione Trump nell’anno delle elezioni presidenziali, e
con coraggio sfata tutte quelle convinzioni che le evidenze avrebbero dovuto
definitivamente far mettere da parte decenni se non secoli fa, e che invece
continuano a sopravvivere come zombie e a divorare il cervello di commentatori,
intellettuali e di molti, troppi politici.
PAUL
KRUGMAN
Paul
Krugman (Long Island, 1953) è economista di fama mondiale. Docente al MIT e a
Princeton, attualmente insegna alla Stanford University di Palo Alto,
California. Dal 1999 collabora con il «New York Times». Con Garzanti ha
pubblicato tra gli altri Il silenzio dell’economia (1991), Fuori da questa
crisi, adesso! (2013) e Un paese non è un’azienda (2015). Nel 2008 gli è stato
conferito il premio Nobel per l’Economia.










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