Titolo:
Sotto il kilt niente
Autore:
Giuditta Ross
Genere:
Romance
Pagine:
170
Sinossi
A volte ci sono proposte che non si possono davvero
rifiutare. Quando il suo più caro amico
ed ex coinquilino dei tempi dell’accademia le chiede di raggiungerlo a
Edimburgo, come supporto all’equipe di restauro del Museo nazionale di Scozia,
Amalia Rossetti capisce che è proprio una di quelle occasioni.
L’ accoglienza in Scozia non è delle migliori ma,
finché può passare le sue giornate in laboratorio con i suoi preziosi reperti,
Amalia è nel suo elemento. Non teme il clima e neppure i colleghi saccenti e
pusillanimi da rimettere al loro posto. Solo una cosa non ha considerato: il
capo della sicurezza MacLeod. Iain MacLeod prende molto sul serio il suo ruolo
di capo della sicurezza. Dopo che al museo si è verificata un’esplosione la cui
natura resta ancora tutta da definire, gli viene affidato il compito di tenere
tutto sotto controllo.
E tenere le cose sotto controllo. È proprio quello
in cui eccelle. Nascosto nel suo ufficio bunker, esce solo per intimorire, con
la sua stazza considerevole e la sua collaudata espressione da osso duro, le
frotte di turisti troppo chiassosi che sciamano nelle sale. Fare rispettare le
regole sembrerebbe la sua ragione di vita. Solo una cosa non ha considerato: la
dottoressa Amalia Rossetti.
Recensione
Amalia è un peperino, un personaggio di spessore con
un carattere trasparente e totalmente priva di filtro bocca -cervello, questo
la rende a volte una persona scomoda, ma anche molto affascinante, rapportarsi
con una donna così non è di certo una passeggiata e soprattutto non è da tutti.
Ian
invece è un uomo tutto d’un pezzo a capo della sicurezza del Museo nazionale di
Scozia ed è abituato ad avere sempre tutto e tutti sotto controllo.
Nel
momento in cui si scontra con Amalia, alla quale la sua stazza e il suo aspetto
da duro non sembra avere alcun effetto, il suo granitico autocontrollo sembra
essersi disciolto. Mentre la sfacciataggine di Amalia è ancora più che integra
e non si lascia sfuggire l’occasione di prenderlo in giro, sia per il cognome che
per le sue origini scozzesi, per Ian è sempre più complicato mantenere il
controllo di sé.
Nessuno si permetteva di
sfidarlo, tanto meno di prenderlo in giro e se lei pensava di poterselo permettere,
sbagliava di grosso; anche se la cosa lo divertiva e non solo, da quando lei
gli si era schiantata addosso, qualcosa di primordiale si era risvegliato in
lui. Tra un battibecco e l’altro, Ian si
sta facendo travolgere dai sentimenti che Amalia gli suscita, anche se è
cosciente di doverci andare con calma, la reazione che ha il suo corpo alla
sola presenza di Amalia, rischia di metterlo seriamente in imbarazzo. Anche
Amalia è inaspettatamente attratta da Ian, cosa che la turba non poco, lei è
abituata ad aver a che fare con i suoi reperti, chiusa nel suo laboratorio per
la maggior parte del suo tempo, non ha assolutamente dimestichezza con i rapporti
umani, anzi , meno sta a contatto con le persone e meglio sta. Tutte le
relazioni che aveva cercato di avere in passato erano fallite miseramente,
convincendola di non essere adatta ad averne una. Ian riuscirà a farle cambiare idea? E Amalia riuscirà ad aprire nuovamente il suo
cuore a qualcuno?
Un passaggio che ho amato di questo libro: “Sta
flirtando con me miss Rossetti?” le chiese in un roco sussurro, chinando la
testa per avvicinarsi di più a quelle labbra. Gli sarebbe bastato un misero si
per mandare all’aria ogni scapolo di integrità professionale.
Questo romance anche se breve è molto piacevole,
ironico, allegro e leggero.
Giuditta ha saputo descrivere ogni cosa in questo
libro così minuziosamente da facilitare ogni tipo di lettore nell’immaginare
luoghi, ambienti, scenari, ecc. Ha poi creato una trama intrigante ed
avvincente, con delle scene comiche e parecchie battute velenose, l’amore è
l’argomento principale mescolato ad un pizzico di suspense. Insomma questo
libro mi è piaciuto molto, mi sono divertita a leggerlo perché amo l’ironia in
tutte le sue forme.
Consiglio questa lettura agli amanti del genere e
per una romantica evasione dal presente.
Pia

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