TITOLO: LA FORESTERIA
DELLE TRE SORELLE
AUTORE: ANDREA BISCARO
GENERE: HORROR - THRILLER
EDITORE: SEGRETO IN GIALLO
PAGINE: 315
TRAMA
Antonio Brando, famoso scrittore di
thriller, riceve una telefonata. É Valentina, la sua agente. C'è un importante lavoro
per lui. Una grossa casa editrice ha deciso di varare una nuova collana: libri
di viaggio scritti da autori di grande fama. Brando è stato scelto per
raccontare la Maremma. Ma lui è titubante, da tempo ha abbandonato i salotti
televisivi e letterari, da anni non scrive più. Tuttavia Valentina riesce a
persuaderlo.
Antonio decide di rimettersi in pista.
Si trasferisce così a Pitigliano, antico borgo della Toscana meridionale. Qui,
nella solitudine di una modesta locanda del centro storico, comincia a fare
ricerca. Ma c'è qualcosa che ostacola il suo lavoro. Una misteriosa minaccia
incombe su di lui. Strani incontri, inquietanti messaggi, oscure visioni,
irrompono prepotentemente nella vita dello scrittore. La mente di Brando inzia
a vacillare, l'incubo si sostituisce pian piano alla realtà. Eppure c'è
qualcosa che lo trattiene lì a Pitigliano, nella Foresteria delle tre sorelle,
qualcosa di terribile e affascinante...
RECENSIONE
“Le dico soltanto
che nella locanda dove alloggia c’è una concentrazione di male e perversione
che neanche può immaginare. Pitigliano è un crocevia, una terra di confine che
ha attratto nei secoli le persone più bizzarre. E’ un luogo pieno di energia.”
Antonio Brando è uno scrittore un pò
burbero che si crogiola sulle glorie passate di un libro scritto sette anni prima
e che adora bere il buon vino.
Quando la sua agente gli assegna un
incarico nuovo, al di fuori della sua comfort zone, ovvero scrivere un libro
sulla bella Maremma ed in particolare sul paesino di Pitigliano, Antonio
all’inizio vacilla.
Non sa in effetti se sia una buona idea
per lui, scrittore di thriller, avventurarsi in un borgo dimenticato da Dio per
buttare giù qualche riga, ispirato dai morbidi contorni delle colline, dal buon
cibo ed ovviamente dal sapore unico di rare bottiglie di vino.
Ma la sua agente, Valentina, ragazza
arguta e perspicace, riesce a convincerlo, riferendogli che ha pensato a tutto
lei, nello specifico ha già prenotato un mese di pernottamento a suo nome in
una locanda dall’insegna traballante ai confini di Pitigliano, la Foresteria delle tre sorelle.
Antonio non sa a cosa andrà incontro,
non ne ha la minima idea.
Alla Foresteria accadono cose strane,
strani fenomeni, strani rumori...strane voci e sussurri.
Lo scrittore inizia di buona lena il
suo lavoro, seppur a rilento, passando le sue giornate a vagare tra gli
splendidi paesini immersi nel cuore della Maremma, ma una strana inquietudine
si cela nel suo cuore. La prima volta che entra nell’albergo assegnatagli da
Valentina, incontra soltanto Odetta, donna in carne e scorbutica dall’aria
perennemente corrucciata che si occupa della cucina e della sistemazione delle camere.
Tuttavia Odetta non è l’unica personalità misteriosa che si aggira per la
locanda. Magda, donna affascinante ed ammaliante, proprietaria della
foresteria, catturerà sin da subito l’attenzione del nostro protagonista,
proiettandolo in un turbine di lascivia ed ossessione.
Ma il velo di mistero che aleggia
attorno alle due donne e alla locanda in cui lavorano inizia a farsi più fitto,
e molti sono gli avvertimenti e gli indizi che metteranno a dura prova la
sanità mentale di Antonio, che si troverà a fare i conti con qualcosa che va
molto al di là di tutto ciò che crede e che esiste soltanto nei suoi romanzi
thriller. Qualcosa che non dovrebbe esistere, qualcosa di estremamente
pericoloso ed oscuro che sta tornando in vita...
“Mi avvicino sospettoso alla superficie tremolante della
vasca colma.
-Che diavolo è...- mormoro mentre cerco di non pensare al
saporaccio che mi è rimasto in bocca.
Poi di colpo il corpo emerge, tumido e violaceo...”
La scrittura di Biscaro tiene incollati
alle pagine sin dalle prime righe, dando vita ad un intreccio avvincente,
incalzante, fluido, che ci guida a capofitto verso la fine, attraverso colpi di
scena e momenti di suspence quasi deliranti.
La foresteria delle tre sorelle è un libro cupo, inquietante, gotico, ambientato sullo
scenario torbido di una Maremma tanto luminosa ed asciutta, quanto oscura e
paludosa, melmosa.
Il viaggio a Pitigliano di Antonio è un
crescendo di deliri, allucinazioni, incubi e a tratti sarà difficile
comprendere ciò che è vero e ciò che effettivamente non lo è, frutto di un
potere che va oltre l’immaginario collettivo.
I personaggi sono costruiti e
caratterizzati molto bene, sempre velati da questo leggero mistero che intriga
da morire e ho adorato anche la leggenda di fondo che verrà descritta nel corso
del libro e che non voglio rivelare per non fare spiacevoli spoiler (dico solo
che renderà il tutto ancora più disturbante!).
Questo libro, a parere mio, è una
garanzia per chi vuole immergersi in una storia dai contorni macabri, in cui si
mischiano alla perfezione realtà e soprannaturale, per chi apprezza l’horror
non tanto splatter, ma più psicologico, quello che fa uscire di testa, quello
che tiene sul filo del rasoio fino all’ultima riga, quello dove, forse, non
esiste il lieto fine.
Alcune scene sono particolarmente
forti, ma per chi adora l’orrido come me possono solo essere la ciliegina sulla
torta di un romanzo riuscito benissimo, dallo stile preciso, diretto, incisivo,
che rimane impresso nella mente.
E per tutta questa sfilza di motivi, mi
sento assolutamente di consigliare questa lettura a tutti quelli che cercano quel brivido che scuote la spina dorsale!
Alla prossima, Chiara!

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