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venerdì 27 marzo 2020

Recensione - LA FORESTERIA DELLE TRE SORELLE - di ANDREA BISCARO


TITOLO: LA FORESTERIA DELLE TRE SORELLE
AUTORE: ANDREA BISCARO
GENERE: HORROR - THRILLER
EDITORE: SEGRETO IN GIALLO
PAGINE: 315


TRAMA

Antonio Brando, famoso scrittore di thriller, riceve una telefonata. É Valentina, la sua agente. C'è un importante lavoro per lui. Una grossa casa editrice ha deciso di varare una nuova collana: libri di viaggio scritti da autori di grande fama. Brando è stato scelto per raccontare la Maremma. Ma lui è titubante, da tempo ha abbandonato i salotti televisivi e letterari, da anni non scrive più. Tuttavia Valentina riesce a persuaderlo.
Antonio decide di rimettersi in pista. Si trasferisce così a Pitigliano, antico borgo della Toscana meridionale. Qui, nella solitudine di una modesta locanda del centro storico, comincia a fare ricerca. Ma c'è qualcosa che ostacola il suo lavoro. Una misteriosa minaccia incombe su di lui. Strani incontri, inquietanti messaggi, oscure visioni, irrompono prepotentemente nella vita dello scrittore. La mente di Brando inzia a vacillare, l'incubo si sostituisce pian piano alla realtà. Eppure c'è qualcosa che lo trattiene lì a Pitigliano, nella Foresteria delle tre sorelle, qualcosa di terribile e affascinante...

RECENSIONE

“Le dico soltanto che nella locanda dove alloggia c’è una concentrazione di male e perversione che neanche può immaginare. Pitigliano è un crocevia, una terra di confine che ha attratto nei secoli le persone più bizzarre. E’ un luogo pieno di energia.”

Antonio Brando è uno scrittore un pò burbero che si crogiola sulle glorie passate di un libro scritto sette anni prima e che adora bere il buon vino.
Quando la sua agente gli assegna un incarico nuovo, al di fuori della sua comfort zone, ovvero scrivere un libro sulla bella Maremma ed in particolare sul paesino di Pitigliano, Antonio all’inizio vacilla.
Non sa in effetti se sia una buona idea per lui, scrittore di thriller, avventurarsi in un borgo dimenticato da Dio per buttare giù qualche riga, ispirato dai morbidi contorni delle colline, dal buon cibo ed ovviamente dal sapore unico di rare bottiglie di vino.
Ma la sua agente, Valentina, ragazza arguta e perspicace, riesce a convincerlo, riferendogli che ha pensato a tutto lei, nello specifico ha già prenotato un mese di pernottamento a suo nome in una locanda dall’insegna traballante ai confini di Pitigliano, la Foresteria delle tre sorelle.
Antonio non sa a cosa andrà incontro, non ne ha la minima idea.
Alla Foresteria accadono cose strane, strani fenomeni, strani rumori...strane voci e sussurri.
Lo scrittore inizia di buona lena il suo lavoro, seppur a rilento, passando le sue giornate a vagare tra gli splendidi paesini immersi nel cuore della Maremma, ma una strana inquietudine si cela nel suo cuore. La prima volta che entra nell’albergo assegnatagli da Valentina, incontra soltanto Odetta, donna in carne e scorbutica dall’aria perennemente corrucciata che si occupa della cucina e della sistemazione delle camere. Tuttavia Odetta non è l’unica personalità misteriosa che si aggira per la locanda. Magda, donna affascinante ed ammaliante, proprietaria della foresteria, catturerà sin da subito l’attenzione del nostro protagonista, proiettandolo in un turbine di lascivia ed ossessione.
Ma il velo di mistero che aleggia attorno alle due donne e alla locanda in cui lavorano inizia a farsi più fitto, e molti sono gli avvertimenti e gli indizi che metteranno a dura prova la sanità mentale di Antonio, che si troverà a fare i conti con qualcosa che va molto al di là di tutto ciò che crede e che esiste soltanto nei suoi romanzi thriller. Qualcosa che non dovrebbe esistere, qualcosa di estremamente pericoloso ed oscuro che sta tornando in vita...


“Mi avvicino sospettoso alla superficie tremolante della vasca colma.
-Che diavolo è...- mormoro mentre cerco di non pensare al saporaccio che mi è rimasto in bocca.
Poi di colpo il corpo emerge, tumido e violaceo...”

La scrittura di Biscaro tiene incollati alle pagine sin dalle prime righe, dando vita ad un intreccio avvincente, incalzante, fluido, che ci guida a capofitto verso la fine, attraverso colpi di scena e momenti di suspence quasi deliranti.
La foresteria delle tre sorelle è un libro cupo, inquietante, gotico, ambientato sullo scenario torbido di una Maremma tanto luminosa ed asciutta, quanto oscura e paludosa, melmosa.
Il viaggio a Pitigliano di Antonio è un crescendo di deliri, allucinazioni, incubi e a tratti sarà difficile comprendere ciò che è vero e ciò che effettivamente non lo è, frutto di un potere che va oltre l’immaginario collettivo.
I personaggi sono costruiti e caratterizzati molto bene, sempre velati da questo leggero mistero che intriga da morire e ho adorato anche la leggenda di fondo che verrà descritta nel corso del libro e che non voglio rivelare per non fare spiacevoli spoiler (dico solo che renderà il tutto ancora più disturbante!).
Questo libro, a parere mio, è una garanzia per chi vuole immergersi in una storia dai contorni macabri, in cui si mischiano alla perfezione realtà e soprannaturale, per chi apprezza l’horror non tanto splatter, ma più psicologico, quello che fa uscire di testa, quello che tiene sul filo del rasoio fino all’ultima riga, quello dove, forse, non esiste il lieto fine.
Alcune scene sono particolarmente forti, ma per chi adora l’orrido come me possono solo essere la ciliegina sulla torta di un romanzo riuscito benissimo, dallo stile preciso, diretto, incisivo, che rimane impresso nella mente.
E per tutta questa sfilza di motivi, mi sento assolutamente di consigliare questa lettura a tutti quelli che cercano quel brivido che scuote la spina dorsale!
Alla prossima, Chiara!

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