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mercoledì 28 agosto 2019

Recensione - Oltre la barriera - di Filippo Mammoli


Titolo: Oltre la barriera
Autore: Filippo Mammoli
Genere: Thriller
Pagine: 230


Sinossi
                                                                                          
Pena di morte per omicidio di primo grado: è questo il verdetto che emette il tribunale di Lafayette, in Louisiana, contro il ricercatore italiano del MIT Lorenzo   Rossi. Nell’angoscia dei giorni senza speranza trascorsi nel braccio della morte, Lorenzo ottiene dal fanatico direttore del penitenziario, Carl Sain, di poter scrivere un diario. Ma quando Susan Taylor, la moglie di una delle guardie carcerarie, si imbatte per caso in quelle pagine, capisce che qualcosa non torna. E comincia un’indagine personale che la porterà a svelare i contorni inquietanti di una storia dove scienza e pregiudizio si intrecciano in u gioco pericolosissimo. Finirà così per scoprire i dettagli di un esperimento scientifico mai tentato prima, un’esperienza rivoluzionaria destinata a spostare gli equilibri tra la vita e la morte. Improvvisandosi detective per ingaggiare un’avvincente lotta contro il tempo, Susan spera di recidere il cappio che si stringe ogni giorno di più intorno al collo del fisico italiano.

Recensione  

E’ il 19 agosto 2015, Lorenzo viene arrestato poco dopo aver portato a termine il suo esperimento, l’accusa mossa contro di lui è di omicidio di primo grado, è successo tutto così in fretta che non ha neanche il tempo di realizzare cosa stia accadendo. Viene portato nel penitenziario di stato della Louisiana, nel braccio della morte  e dopo un mese dal suo arresto, il direttore del carcere, Carl Sain, gli concede l’opportunità di scrivere un diario, ogni mattina una guardia gli consegna una cassetta chiusa a chiave con un lucchetto, contenente fogli bianchi e penna, l’ordine è di lasciare a Lorenzo le chiavi del lucchetto, nessuno leggerà i suoi scritti finché  lui  sarà vivo  e lui avrà a disposizione un’ora per scrivere, poi la guardia tornerà a riprendersi la cassetta, debitamente chiusa col lucchetto. Lorenzo racconta le sue giornate e la sua storia in questi fogli che nessuno mai leggerà. Scrive del fanatismo religioso del direttore Sain, di come ogni volta che ce n’è l’occasione, egli cerchi di convertire Lorenzo al cristianesimo, elevando se stesso a salvatore di anime in nome di Dio.
La carcerazione di Lorenzo è resa insopportabile sia dal fanatismo di Sain, sia per l’accusa infondata che gli è stata attribuita. 
Ripensando a quanto è accaduto, tutta la faccenda ha dell’assurdo, la sua causa è stata conclusa in tempi record, il suo avvocato di ottima fama, sembra non dare il giusto peso a tutta la faccenda e soprattutto alla pena di morte che gli è stata inflitta.                                          
Lorenzo però non vuole pensare ad un complotto, la cosa gli sembra così assurda e senza senso da non voler prendere neanche in considerazione un tale assurdità, però allo stesso tempo tutto pare così strano …              
Susan, moglie di Edward, la guardia carceraria di Lorenzo, insospettita dall’atteggiamento circospetto che il marito aveva ogni volta che metteva in carica il telefono, l’aveva portata a dubitare della sua fedeltà, spingendola perciò a dare un occhiata sul suo contenuto, alla ricerca di possibili tracce di una presenza femminile.  Quello che Susan trova non è affatto la presenza di un’altra donna, ma foto di fogli scritti a mano e in italiano, in un primo momento convinta che si tratti di uno scherzo, rimette tutto a posto, ma la curiosità è molto più forte, perciò decide di mandare quelle foto nella sua mail per poter leggerle in un secondo momento, cercando di nascondere il proprio turbamento, per quella scoperta. 
Susan avrebbe dovuto rispolverare il suo italiano, imparato dalla mamma di origini torinesi, ma era disposta a farlo per capire come mai suo marito avesse fotografato quegli scritti, e soprattutto era incuriosita dal loro contenuto.                                                   
In questa tela di intricati eventi che hanno portato Lorenzo nel braccio della morte, ci sarà l’opportunità di cambiare o fermare la sentenza, ma soprattutto l’esecuzione della pena  di morte?   
Filippo è uno scrittore brillante, è riuscito a tenermi in sospeso fino all’ultima pagina, questo libro si legge tutto d’un fiato.  Nonostante l’ambientazione sia  maggiormente in carcere, la lettura è scorrevole e coinvolgente, non mancano i colpi di scena e le situazioni sono così ricche di particolari da coinvolgere  il lettore fino ad  inglobarlo nel libro, per non parlare dell’ultimo capitolo che ho letto con la pelle d’oca dall’inizio alla fine, perché Filippo tiene il lettore in ansia  fino alla conclusione del suo scritto , perciò non mi resta che complimentarmi con lui, per questa idea e per come l’ha riportata in scrittura, cosa non facile , e per come sia stato capace di trasmettermi  tutte le emozioni dei personaggi principali, ma quello che mi ha colpito di più e su cui sto ancora rimuginando è la frase che scrive Lorenzo :

“La vita è meravigliosa proprio perché è inutile “

Gli amanti dei thriller non possono lasciarsi sfuggire questa intrigante storia.                                                                    

Alla prossima lettura…                                                                                                                                                     Pia                                                                                      

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