Titolo:
Oltre la barriera
Autore:
Filippo Mammoli
Genere: Thriller
Pagine: 230
Sinossi
Pena di morte per omicidio di primo grado: è questo il
verdetto che emette il tribunale di Lafayette, in Louisiana, contro il
ricercatore italiano del MIT Lorenzo
Rossi. Nell’angoscia dei giorni senza speranza trascorsi nel braccio
della morte, Lorenzo ottiene dal fanatico direttore del penitenziario, Carl
Sain, di poter scrivere un diario. Ma quando Susan Taylor, la moglie di una
delle guardie carcerarie, si imbatte per caso in quelle pagine, capisce che
qualcosa non torna. E comincia un’indagine personale che la porterà a svelare i
contorni inquietanti di una storia dove scienza e pregiudizio si intrecciano in
u gioco pericolosissimo. Finirà così per scoprire i dettagli di un esperimento
scientifico mai tentato prima, un’esperienza rivoluzionaria destinata a
spostare gli equilibri tra la vita e la morte. Improvvisandosi detective per
ingaggiare un’avvincente lotta contro il tempo, Susan spera di recidere il
cappio che si stringe ogni giorno di più intorno al collo del fisico italiano.
Recensione
E’ il 19 agosto 2015, Lorenzo viene arrestato poco dopo
aver portato a termine il suo esperimento, l’accusa mossa contro di lui è di
omicidio di primo grado, è successo tutto così in fretta che non ha neanche il
tempo di realizzare cosa stia accadendo. Viene portato nel penitenziario di
stato della Louisiana, nel braccio della morte e dopo un mese dal suo arresto, il direttore
del carcere, Carl Sain, gli concede l’opportunità di scrivere un diario, ogni
mattina una guardia gli consegna una cassetta chiusa a chiave con un lucchetto,
contenente fogli bianchi e penna, l’ordine è di lasciare a Lorenzo le chiavi
del lucchetto, nessuno leggerà i suoi scritti finché lui sarà
vivo e lui avrà a disposizione un’ora
per scrivere, poi la guardia tornerà a riprendersi la cassetta, debitamente
chiusa col lucchetto. Lorenzo racconta le sue giornate e la sua storia in
questi fogli che nessuno mai leggerà. Scrive del fanatismo religioso del
direttore Sain, di come ogni volta che ce n’è l’occasione, egli cerchi di
convertire Lorenzo al cristianesimo, elevando se stesso a salvatore di anime in
nome di Dio.
La carcerazione di Lorenzo è resa insopportabile sia dal
fanatismo di Sain, sia per l’accusa infondata che gli è stata attribuita.
Ripensando a quanto è accaduto, tutta la faccenda ha dell’assurdo, la sua causa
è stata conclusa in tempi record, il suo avvocato di ottima fama, sembra non
dare il giusto peso a tutta la faccenda e soprattutto alla pena di morte che
gli è stata inflitta.
Lorenzo però non vuole pensare ad un
complotto, la cosa gli sembra così assurda e senza senso da non voler prendere
neanche in considerazione un tale assurdità, però allo stesso tempo tutto pare
così strano …
Susan, moglie di Edward, la guardia carceraria
di Lorenzo, insospettita dall’atteggiamento circospetto che il marito aveva
ogni volta che metteva in carica il telefono, l’aveva portata a dubitare della
sua fedeltà, spingendola perciò a dare un occhiata sul suo contenuto, alla
ricerca di possibili tracce di una presenza femminile. Quello che Susan trova non è affatto la
presenza di un’altra donna, ma foto di fogli scritti a mano e in italiano, in
un primo momento convinta che si tratti di uno scherzo, rimette tutto a posto,
ma la curiosità è molto più forte, perciò decide di mandare quelle foto nella
sua mail per poter leggerle in un secondo momento, cercando di nascondere il
proprio turbamento, per quella scoperta.
Susan avrebbe dovuto rispolverare il
suo italiano, imparato dalla mamma di origini torinesi, ma era disposta a farlo
per capire come mai suo marito avesse fotografato quegli scritti, e soprattutto
era incuriosita dal loro contenuto.
In questa tela di intricati
eventi che hanno portato Lorenzo nel braccio della morte, ci sarà l’opportunità
di cambiare o fermare la sentenza, ma soprattutto l’esecuzione della pena di morte?
Filippo è uno scrittore brillante, è riuscito a tenermi
in sospeso fino all’ultima pagina, questo libro si legge tutto d’un fiato. Nonostante l’ambientazione sia maggiormente in carcere, la lettura è
scorrevole e coinvolgente, non mancano i colpi di scena e le situazioni sono
così ricche di particolari da coinvolgere il lettore fino ad inglobarlo nel libro, per non parlare
dell’ultimo capitolo che ho letto con la pelle d’oca dall’inizio alla fine,
perché Filippo tiene il lettore in ansia
fino alla conclusione del suo scritto , perciò non mi resta che
complimentarmi con lui, per questa idea e per come l’ha riportata in scrittura,
cosa non facile , e per come sia stato capace di trasmettermi tutte le emozioni dei personaggi principali,
ma quello che mi ha colpito di più e su cui sto ancora rimuginando è la frase
che scrive Lorenzo :
“La vita è meravigliosa
proprio perché è inutile “
Gli amanti dei thriller non possono lasciarsi sfuggire
questa intrigante storia.
Alla prossima lettura…
Pia

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