
Titolo:
Il Rilegatore
Autore:
Bridget Collins
Editore: Garzanti
Genere:
Narrativa Contemporanea
Pagine:
432
Data
di uscita: 2 Maggio
2019
Trama
Ora puoi nascondere un segreto. Per
sempre.
Immagina di poter cancellare per sempre
un ricordo, una colpa, un segreto. C’è stato un tempo in cui ciò era possibile.
Abili rilegatori, nelle loro polverose botteghe, oltre a modellare la pelle e
incollare fogli, aiutavano le persone a dimenticare. Seduti con un libro tra le
mani, ne ascoltavano le storie e, parola dopo parola, le cucivano tra le
pagine, intrappolandole tra i fili dei risguardi. Così, il ricordo spariva per
sempre dalla memoria: catturato dalla carta, non lasciava più alcuna traccia di
sé. Per anni l’anziana Seredith ha praticato questo affascinante mestiere. Ma
ora è il momento di trovare un apprendista, qualcuno cui trasmettere le sue
preziose conoscenze. La scelta cade su Emmett. Sarà lui il nuovo rilegatore, un
giovane per cui i libri sono sempre stati un oggetto proibito: Emmett li teme,
pur ignorando il motivo di tale paura. Eppure, giorno dopo giorno, fa suo il
compito di raccogliere segreti, colpe e confessioni. E il laboratorio in cui
quel miracolo si compie, ormai, è come casa sua. Crede di conoscerne ogni
angolo fino a quando scopre una stanza di cui nessuno gli aveva parlato. Al suo
interno un’immensa libreria. Tra quegli scaffali, Emmett trova un libro che
reca il suo nome e custodisce un ricordo che gli appartiene. Non c’è alcun
dubbio, ma il ragazzo non sa di cosa si tratta. Non può saperlo. Ed è ora di
scoprirlo. Perché per capire chi è veramente ha bisogno di conoscere ogni cosa,
anche ciò che ha voluto o dovuto dimenticare.
Recensione
Vi è mai capitato che soltanto guardando la copertina di un
libro questo vi attraesse al punto tale da non leggere nemmeno la trama ed
essere certi che ne sarebbe valsa la pena? È quello che mi è accaduto quando la
casa editrice mi ha mandato la lista delle nuove uscite, ho sentito subito che
questa storia mi sarebbe entrata dentro e avrebbe lasciato un segno, e così è
stato. Una storia questa che anche dopo giorni ti resta in testa, la rivivi, l’immaginazione
vola senza essere chiamata e ti trasporta in quei luoghi, con quei personaggi.
L’autrice ti strega e t’incanta con la sua penna, ti fa
vivere la storia da protagonista, le parole diventano i tuoi strumenti, le tue
mani, grazie ad esse tu puoi sentire e vivere ogni cosa come fosse reale.
Descrizioni di luoghi e personaggi sono così ben fatte da
rendere facilissimo al lettore veder proiettata, davanti agli occhi ogni cosa,
brividi, profumi, sensazioni, tutto è palpabile e reso intenso dal modo di
scrivere di questa autrice, una scrittura la sua che ti trascina fin dalle
prime pagine, trasportandoti in un mondo quasi magico che arrivati alla fine ti
rimarrà incollato per giorni.
“<<Ti prende, tutto
questo. Quando sei un rilegatore nato… come te ragazzo.>>
Non capivo cosa intendesse.
Insomma…C’era qualcosa di giusto in quella stanza, qualcosa
che-inaspettatamente-mi risollevava lo spirito. Come se, dopo un’ondata di
caldo, sentissi l’odore della pioggia imminente…come intravedere il mio vecchio
io, prima che mi ammalassi. Era da tanto che non mi sentivo a mio agio in un
posto e ora quella stanza, con il suo odore di pelli e colla, mi accoglieva con
calore.”
Rilegare i ricordi, quelli brutti che ci provocano dolore,
non ci fanno vivere, voi lo fareste? Come tutte le cose c’è sempre una doppia
faccia, quella del buon senso, che ci farebbe usare la rilegatura per fare del
bene, per aiutare, ma poi c’è il rovescio della medaglia, la stessa potrebbe
diventare un’arma, per arricchirsi, per ricattare, per avere alibi, Emmett sarà
colui che vi trascinerà, vi farà entrare in questo mondo in punta di piedi, ve
lo farà sfiorare, vi farà assaporare il profumo della rilegatura, ve la
insegnerà vi farà sentire parte del suo mondo, poi con l’aiuto di Lucien vi
farà vivere un’avventura così intensa che non potrete restarne coinvolti.
“L’infelicità era un fiume
grigio che mi trascinò sopra, sotto e attraverso una vita, così in fretta che
ne intravidi solo scorci di sfuggita. I giorni sfrecciavano. Le notti si
accendevano e si spegnevano come fuochi d’artificio scuri. Io non esistevo,
facevo parte della corrente ghiacciata, un occhio che poteva vedere ma non
parlare. Cosa stava succedendo? Frugai per trovare me stesso – il mio nome, il
mio corpo, qualsiasi cosa – ma non c’era nessun me stesso, e poi nessun io. Una
sfocatura grigia. Il senso della velocità quasi mi disgregò. E poi, a poco a
poco, tutto rallentò…”
Che altro dirvi se non che vi consiglio assolutamente
questa lettura.
A presto Emanuela.
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