Ovunque per te
di Elena Genero Santoro
Genere: Narrativa, commedia sentimentale e
corale.
Editore: PubMe, collana Policromia
Cartaceo: pag. 264, presto disponibile su tutti
gli store.
In breve: “Ovunque per te” è una commedia
sentimentale e corale, a tratti ironica, i cui protagonisti sono tutti alle
prese con un unico leitmotiv: la crisi nel mondo del lavoro, che colpisce
tutti, a tutti i livelli.
C’è poi una riflessione sulla
difficoltà dei disabili di superare le barriere architettoniche che impediscono
una agevole mobilità.
Sinossi
La crisi
economica tocca proprio tutti: Patrick, ingegnere informatico residente a
Londra, reduce da una convalescenza, viene licenziato in tronco in seguito a
una ristrutturazione dell’azienda. La moglie Futura, che lo vede depresso e
insofferente, cerca di spronarlo in ogni modo, affinché lui ampli i suoi orizzonti
professionali. Così lui accetta un incarico in un ateneo di Barcellona, ma sarà
proprio Futura a farne le spese.
Ljuda, moglie
di un ex seminarista, incinta del terzo figlio, perde il suo amato lavoro da
commessa. Per ovviare accetta di collaborare con un telefono erotico.
Manuela,
spiantata e sfruttata dall’avvocata presso cui svolge il suo praticantato,
decide di subaffittare il suo alloggio a uno studente che si rivela presto
strafottente e dedito alle droghe leggere. Intanto cerca di portare avanti la
sua relazione con Giovanni, che vive a Bruxelles per uno stage.
Persino Mac,
attore di Hollywood all’apice del successo e senza problemi di liquidi, è depresso:
il suo matrimonio sta andando a rotoli e la sua carriera ha smesso di dargli
soddisfazioni.
Solo Daniela,
estetista di paese, non risente della recessione, ma per trovare un equilibrio
con Stefano dovrà comprendere quanto è difficile per un disabile vivere in un
mondo pieno di barriere architettoniche.
“Ovunque per
te” è una commedia sentimentale e corale, a tratti ironica, i cui protagonisti
sono tutti alle prese con un unico leitmotiv: la crisi nel mondo del lavoro.
Estratti
1.
Ljuda si presentò al colloquio per il
posto da centralinista nel call center che le aveva segnalato Ketty. Se stavano
cercando qualche schiavo da sfruttare, lei non si sarebbe tirata indietro.
L’omino che la esaminò, con un viso
largo, bianco, burroso, però, sottolineò che la gravidanza avrebbe rischiato di
essere un impedimento.
«Ma, come?» obiettò lei. «Devo
rispondere al telefono, non scaricare merci. In che senso la gravidanza
potrebbe creare problemi?»
Quello alzò le spalle e si rigirò una
biro tra le dita. «Lo dico per te. Purtroppo i nostri turni di lavoro non
prevedono pause per la toilette. Nel momento in cui ti siedi, devi stare lì
incollata per ore senza muoverti, e con quella pancia... Chissà che voglia
avrai di andare in bagno.» Aveva una vocina flebile, melodiosa, quasi
femminile.
Ljuda corrugò la fronte e gli diede
mentalmente ragione. Da quando era incinta doveva fare pipì di continuo.
«Però» proseguì l’uomo con un sorriso
garbato «se hai davvero necessità di lavorare, una soluzione ci sarebbe. È un
impiego in cui puoi rispondere al telefono da casa ed è anche abbastanza
remunerativo.»
«Davvero?» Gli occhi di Ljuda si
accesero di speranza. «In che cosa consisterebbe questa mansione? Accetto
qualunque incarico.»
«Oh, bene. Sono contento che tu sia
così collaborativa. Si tratta di un telefono erotico.»
Certo che la Provvidenza di suo marito
aveva uno strano modo di operare, e pure un bizzarro senso dell’umorismo.
L’unico lavoro saltato fuori per la moglie incinta di un ex quasi prete era un impiego
come porno telefonista.
Se Massimo fosse venuto a conoscenza di
ciò in cui si stava impelagando, non avrebbe riso per nulla, tutt’altro.
Avrebbe attaccato con la solita noiosa paternale moralista. Come se di morale
si potesse campare.
Ovviamente, lei all’omino di burro
aveva detto di sì. Che altra scelta aveva? Le sarebbero arrivate le chiamate
direttamente sul cellulare e lei avrebbe messo a disposizione la sua voce per
esaudire i desideri peccaminosi dei suoi clienti. Per la cronaca, si sarebbe
chiamata Vanessa e nessuno avrebbe mai saputo che era incinta.
Il problema era non farsi scoprire da
Massimo, e men che meno dai bambini. Come avrebbe giustificato la cosa? Come
avrebbe potuto spiegare alle sue creature innocenti l’origine dei guaiti e dei
sospiri che avrebbe rivolto alla cornetta?
Complicato ma fattibile: bastava fare
attenzione. Era sufficiente organizzarsi con gli orari: al marito avrebbe detto
di avere trovato in effetti un impiego come centralinista, ma non gli avrebbe
mai confessato quale fosse la mansione.
In qualche modo avrebbe fatto, ma non
poteva rinunciare a quei dannati soldi.
2.
Daniela comprese di aver tirato un po’
troppo la corda.
Percorrendo la strada ghiacciata tra il
suo appartamento e l'edificio, poco distante, in cui svolgeva la sua attività
di estetista, per la prima volta fece caso alla praticabilità dei marciapiedi.
Un disabile a Buttigliera d’Asti non avrebbe avuto scampo: salite e discese del
centro storico erano impraticabili. I marciapiedi, soprattutto quelli del
centro storico, erano ridicoli, tant’erano stretti.
Immaginò di essere seduta su una
carrozzina e individuò tutti i punti, che erano proprio tanti, in cui si
sarebbe trovata in difficoltà se avesse dovuto cavarsela da sola. Ora capiva
perché sua cugina Sonia tirava giù un mare di accidenti quando doveva
raggiungerla spingendo il passeggino dei gemelli.
Il mondo a stento accoglieva le madri
di famiglia, figuriamoci i paraplegici. Per l’integrazione di chi aveva un
problema fisico non sarebbero state sufficienti un sacco di buone intenzioni,
non sarebbe valso a nulla nascondersi dietro un velo di ipocrisia: ci sarebbero
voluti più marciapiedi e più raccordi.
Elena Genero Santoro
Elena Genero
Santoro è nata nel 1975 a Torino, dove attualmente risiede con il marito e i
figli. Lavora nel dipartimento di ingegneria dei materiali di una casa
automobilistica.
Il suo primo
romanzo, “Perché ne sono innamorata”, edito da Montag, è uscito nel 2013. Sono
seguiti “L’occasione di una vita” (Lettere Animate), “Un errore di gioventù”,
“Gli Angeli del Bar di Fronte” e “Il tesoro dentro” (0111 Edizioni), “Immagina
di aver sognato” e “Diventa realtà” (PubGold).

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