Titolo: Black
Autrice: T.L.Smith
Serie: Black #1
Traduzione: Alice Zanzoterra
Progetto grafico: Angelice
Sinossi
Sono fedele, ma tradirò.
Sono forte, ma anch’io ho
cicatrici.
Sono un angelo, sì, il
diavolo.
L’ho incontrata che aveva
sedici anni. È arrivata come una ventata di aria fresca, giunta all’improvviso,
che mi ha strappato un sorriso. Ma poi se ne è andata, portando via con sé
anche il mio ultimo respiro.
Quel suo sorriso sapeva
rischiarare una stanza intera e far palpitare il mio cuore nero.
L’ho ritrovata a distanza
di dieci anni, con una siringa piantata dritta nel braccio.
In mezzo alle gambe si
formava una pozza di sangue.
Era devastata e io ne ero
felice. Non si sarebbe permessa di criticare né me né i miei modi deviati.
Recensione
Buongiorno
lettori, oggi vi parlo della mia ultima lettura, “Black” di T.L. Smith, storia
che fin da subito mi aveva incuriosita ma che purtroppo mi ha lasciata un po’ spiazzata
la storia è sicuramente nelle mie corde e anche la scrittura dell’autrice, ma
credo che in fase di traduzione qualcosa sia andata storta, per questo motivo
la mia delusione.
“…ci si può distruggere così
tanto
prima di essere distrutti
per davvero.”
Parto
subito con il dire che questa era la prima storia che leggevo di questa autrice
e leggendo le varie recensioni ai suoi libri ne ero davvero incuriosita. Qui l’autrice
è sicuramente stata abile nel far entrare il lettore nell’atmosfera cupa e
dolorosa che caratterizza le vite dei suoi protagonisti “Black e Rose”. Due
personaggi fantastici e in linea con le loro vicende, il loro lato più intimo è
ben raccontato e arriva in modo intenso e diretto a chi lo legge. Molto ben
congeniata anche e soprattutto la parte di Black, l’autrice nel rappresentarlo
e raccontarlo è molto diretta, cruda, lo rende reale e facile da immaginare,
rimane fedele per tutta la durata del libro nel raccontarlo nel suo ruolo.
“Ecco l’effetto che ha: Mi
fa dimenticare.
Mi fa venir voglia di fare
qualsiasi cosa,
di essere qualsiasi cosa per
lei.”
Per
quanto riguarda Rose mi è piaciuto il graduale cambiamento e il riuscire a
sentire anche la più piccola emozione e sensazione attraverso le sue parole,
molto intensa come protagonista.
L’unica
cosa che mi ha spiazzata e fatto arricciare il naso molto spesso, è il
linguaggio nelle scene hot e in alcuni dialoghi, solitamente non è da me
restare infastidita, ma credo che stavolta i vocaboli usati e certe
espressioni, stonino molto con la storia e a mio parere non me l’hanno a
malincuore fatta apprezzare pienamente.
Alla
prossima, Emanuela.

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