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mercoledì 3 aprile 2019

Giornata mondiale dell'autismo - Le scuole di Trenzano - La diversità.


Ieri per la giornata mondiale sull’autismo, la scuola del mio paese-Trenzano- ha organizzato il mattino presso le scuole elementari un’esposizione dei lavori fatti nei giorni precedenti da tutti i bambini sulla diversità.
Frasi, disegni e rappresentazioni hanno riempito il giardino della scuola, emozionando maestre e genitori presenti.



In serata poi presso l’istituto “Oscar di Prata” Francesco Vertua si è presentato e ci ha raccontato la sua battaglia con la dislessia e i suoi limiti.

Biografia

Francesco Vertua è nato a Brescia il 27 luglio 1994; ha trascorso la sua infanzia e adolescenza tra Chiari dove abita ed Andrista, il suo rifugio tra le montagne della Valle Camonica. Ha manifestato difficoltà specifiche nel leggere e nello scrivere fin dall’inizio della scuola. A 8 anni, sottoposto a visita presso il centro per le disabilità linguistiche e cognitive di Bologna, si trova con la diagnosi di “disturbo specifico dell’apprendimento a componente dislessica, disortografica e discalculica”, pur risultando il profilo cognitivo pienamente nella norma con prestazioni in alcuni casi superiori alle deviazioni standard. Ha frequentato nell'anno scolastico 2010 2011 la terza liceo con successo. Durante questi anni ha lottato giornalmente con le sue difficoltà senza perdersi d’animo. Da qualche anno ha maturato l’idea di far “conoscere la dislessia” per aiutare a capire i dislessici.



Con la freschezza dei suoi 25 anni, il modo diretto e sincero nel raccontarsi e nel farci arrivare le sue paure di bambino, la sua forza e grinta nell’affrontare i suoi limiti, ha dato spunti di riflessione, e per quanto mi riguarda mi ha dato la possibilità di vedere sotto un’altra prospettiva i miei figli, che li seduti accanto a me, lo hanno ascoltato attenti e interessati.
E’ stata proprio questa la cosa più bella e vera della serata, il tornare a casa e passare un’altra ora nel lettone a parlarne con loro, sentire le loro opinioni e le loro riflessioni, e cercare insieme la risposta alle loro domande.
Non è stata certo la nostra prima chiacchierata, ma ieri sera li ho ascoltati guardandoli non più come i miei bambini, ma con la consapevolezza che stanno diventando uomini, stanno crescendo, maturando, stanno diventando individui sani e indipendenti e questo non può che riempirmi d’orgoglio.
Spesso guardando i telegiornali mi sono chiesta se i giovani di oggi sapranno cavarsela e cambiare le cose, e non nego di avere avuto tantissimi dubbi, ma stasera Francesco ha riacceso una fiamma, mi ha dato un’altra prospettiva, e mi ha fatto capire che a volte semplicemente ascoltare (che non è poi così scontato) ti dà di più di mille parole scritte.
A presto, Emanuela.



Prossimamente intervista più recensione del libro.

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