Ieri per la giornata mondiale sull’autismo, la scuola
del mio paese-Trenzano- ha organizzato il mattino presso le scuole elementari
un’esposizione dei lavori fatti nei giorni precedenti da tutti i bambini sulla
diversità.
Frasi, disegni e rappresentazioni hanno riempito il
giardino della scuola, emozionando maestre e genitori presenti.
In serata poi presso l’istituto “Oscar di Prata” Francesco
Vertua si è presentato e ci ha raccontato la sua battaglia con la dislessia e i
suoi limiti.
Biografia
Francesco Vertua è nato a Brescia il 27 luglio 1994; ha
trascorso la sua infanzia e adolescenza tra Chiari dove abita ed Andrista, il
suo rifugio tra le montagne della Valle Camonica. Ha manifestato difficoltà
specifiche nel leggere e nello scrivere fin dall’inizio della scuola. A 8 anni,
sottoposto a visita presso il centro per le disabilità linguistiche e cognitive
di Bologna, si trova con la diagnosi di “disturbo specifico dell’apprendimento
a componente dislessica, disortografica e discalculica”, pur risultando il
profilo cognitivo pienamente nella norma con prestazioni in alcuni casi
superiori alle deviazioni standard. Ha frequentato nell'anno scolastico 2010
2011 la terza liceo con successo. Durante questi anni ha lottato giornalmente
con le sue difficoltà senza perdersi d’animo. Da qualche anno ha maturato
l’idea di far “conoscere la dislessia” per aiutare a capire i dislessici.
Con la freschezza dei suoi 25 anni, il modo diretto e
sincero nel raccontarsi e nel farci arrivare le sue paure di bambino, la sua
forza e grinta nell’affrontare i suoi limiti, ha dato spunti di riflessione, e
per quanto mi riguarda mi ha dato la possibilità di vedere sotto un’altra
prospettiva i miei figli, che li seduti accanto a me, lo hanno ascoltato
attenti e interessati.
E’ stata proprio questa la cosa più bella e vera della
serata, il tornare a casa e passare un’altra ora nel lettone a parlarne con
loro, sentire le loro opinioni e le loro riflessioni, e cercare insieme la
risposta alle loro domande.
Non è stata certo la nostra prima chiacchierata, ma
ieri sera li ho ascoltati guardandoli non più come i miei bambini, ma con la
consapevolezza che stanno diventando uomini, stanno crescendo, maturando,
stanno diventando individui sani e indipendenti e questo non può che riempirmi
d’orgoglio.
Spesso guardando i telegiornali mi sono chiesta se i
giovani di oggi sapranno cavarsela e cambiare le cose, e non nego di avere
avuto tantissimi dubbi, ma stasera Francesco ha riacceso una fiamma, mi ha dato
un’altra prospettiva, e mi ha fatto capire che a volte semplicemente ascoltare
(che non è poi così scontato) ti dà di più di mille parole scritte.
A presto, Emanuela.



Nessun commento:
Posta un commento