Titolo: Un nuovo inizio
Autrice: Monique Scisci
Editore: Newton Compton
Genere: Erotic Romance - BDSM/Suspense
Editore: Newton Compton
Genere: Erotic Romance - BDSM/Suspense
Trama
Sono
trascorsi sei mesi da quando Mads se n’è andato e nella vita di Josephine sono
cambiate molte cose. Il suo rapporto con Ben si è di nuovo raffreddato, la sua
amica Celine frequenta un biologo e ha molto meno tempo per lei. Sempre più
sola, Josephine si rifugia allora tra le pareti della Maison, l’unico luogo in
cui sente ancora viva la presenza di Mads e dove si lascia sedurre dal mondo
della dominazione, insieme a un giovane musicista. Tuttavia, in seguito
all’aggressione subita, inizia a soffrire di attacchi di panico e l’angoscia la
spinge ad affidarsi a un terapeuta. Un uomo dal fascino rude, lo sguardo
intenso e molti tatuaggi. Dopo un inizio di terapia estremamente conflittuale,
Josephine comincia a lasciarsi andare. E in seguito alla scoperta di un oscuro
segreto di famiglia, il loro rapporto diventa sempre più profondo...
Recensione
Buongiorno
lettori oggi vi parlo del libro “Un nuovo inizio” dell’autrice Monique Scisci,
seguito di “Chiudi gli occhi” ( Recensione qui).
Se
con il primo volume l’autrice ci aveva aperto le porte del BDSM e attraverso
gli occhi di Mr Kavèn accompagnato in un intreccio fatto di dolore, dominazione
e piacere, che un po’ poteva far storcere il naso, in questo secondo volume
entriamo più in contatto con il personaggio di Josephine.
“Certe persone hanno il
potere di scuoterci solo guardandoci
e lui, su di me,
aveva sempre avuto un
pericoloso ascendente.”
L’autrice
le dà modo di aprirsi, di farsi conoscere più in profondità e in qualche modo cerca
di farci entrare nella sua testa, di farci sentire le sue emozioni e i suoi più
intimi istinti.
“Ero andata dritta per la
mia strada, veloce come un treno, a occhi chiusi, ma con il cuore spalancato…
<<A
un certo punto della vita
bisogna
diventare padroni di se stessi>>.”
Condividerete
questo suo lato? Accetterete i suoi comportamenti?
“Lo
sconforto che si prova quando si viene lasciati è di certo l’emozione più
vicina alla disperazione che sentiamo in seguito a un evento luttuoso.
In
entrambi i casi, a prescindere dalla nostra volontà, veniamo privati di un
pezzo di noi.”
Quello
che è certo, è che l’autrice ci accoglierà inizialmente riprendendo la parola
da dove ci eravamo lasciati con il primo capitolo, per poi accompagnarci in un
nuovo percorso fatto anch’esso di dolore, rinunce, rinascita e ancora di un
esasperante lotta (quella di Josephine) contro se stessa per silenziare il suo
vero io e provare a ritornare la donna che era prima di Kavène.
Ma
ci riuscirà? Sarà giusto farlo? A voi scoprirlo!
La
scrittura di questa autrice è come Kavène per Josephine, un’ossessione, più
leggi e più ne vorresti, non puoi farne a meno, ogni cosa passa in secondo
piano e tu ti ritrovi sospesa in un altro mondo. Ti immergi nella storia, nei
suoi personaggi e vivi con loro ogni più piccola sfumatura.
L’autrice
è bravissima a tenere viva l’attenzione del lettore, lo attira e lo tiene
legato a se trasmettendogli emozioni, profumi, rumori, ansiti, ogni cosa è
vicina, palpabile ma soprattutto resa reale.
L’intrigo,
i colpi di scena e il finale ancora aperto a mille scenari e interpretazioni,
mi hanno davvero lasciato in trepidante attesa del prossimo volume.
Prima
di lasciarvi volevo sottolineare il mio apprezzamento verso un nuovo
personaggio, “Gabriel” che mi ha intrigato, ma soprattutto ma ha lasciato con
la curiosità e la voglia di conoscerlo più a fondo, chissà! Incrocio le dita.
Alla
prossima Emanuela.

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