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lunedì 11 marzo 2019

Recensione - Un nuovo inizio - di Monique Scisci


Titolo: Un nuovo inizio
Autrice: Monique Scisci
Editore: Newton Compton
Genere: Erotic Romance - BDSM/Suspense

Trama


Sono trascorsi sei mesi da quando Mads se n’è andato e nella vita di Josephine sono cambiate molte cose. Il suo rapporto con Ben si è di nuovo raffreddato, la sua amica Celine frequenta un biologo e ha molto meno tempo per lei. Sempre più sola, Josephine si rifugia allora tra le pareti della Maison, l’unico luogo in cui sente ancora viva la presenza di Mads e dove si lascia sedurre dal mondo della dominazione, insieme a un giovane musicista. Tuttavia, in seguito all’aggressione subita, inizia a soffrire di attacchi di panico e l’angoscia la spinge ad affidarsi a un terapeuta. Un uomo dal fascino rude, lo sguardo intenso e molti tatuaggi. Dopo un inizio di terapia estremamente conflittuale, Josephine comincia a lasciarsi andare. E in seguito alla scoperta di un oscuro segreto di famiglia, il loro rapporto diventa sempre più profondo...


Recensione

Buongiorno lettori oggi vi parlo del libro “Un nuovo inizio” dell’autrice Monique Scisci, seguito di “Chiudi gli occhi” ( Recensione qui).
Se con il primo volume l’autrice ci aveva aperto le porte del BDSM e attraverso gli occhi di Mr Kavèn accompagnato in un intreccio fatto di dolore, dominazione e piacere, che un po’ poteva far storcere il naso, in questo secondo volume entriamo più in contatto con il personaggio di Josephine.

“Certe persone hanno il potere di scuoterci solo guardandoci
e lui, su di me,  
aveva sempre avuto un pericoloso ascendente.”

L’autrice le dà modo di aprirsi, di farsi conoscere più in profondità e in qualche modo cerca di farci entrare nella sua testa, di farci sentire le sue emozioni e i suoi più intimi istinti.

“Ero andata dritta per la mia strada, veloce come un treno, a occhi chiusi, ma con il cuore spalancato…

<<A un certo punto della vita
bisogna diventare padroni di se stessi>>.”

Condividerete questo suo lato? Accetterete i suoi comportamenti?

“Lo sconforto che si prova quando si viene lasciati è di certo l’emozione più vicina alla disperazione che sentiamo in seguito a un evento luttuoso.
In entrambi i casi, a prescindere dalla nostra volontà, veniamo privati di un pezzo di noi.”

Quello che è certo, è che l’autrice ci accoglierà inizialmente riprendendo la parola da dove ci eravamo lasciati con il primo capitolo, per poi accompagnarci in un nuovo percorso fatto anch’esso di dolore, rinunce, rinascita e ancora di un esasperante lotta (quella di Josephine) contro se stessa per silenziare il suo vero io e provare a ritornare la donna che era prima di Kavène.
Ma ci riuscirà? Sarà giusto farlo? A voi scoprirlo!
La scrittura di questa autrice è come Kavène per Josephine, un’ossessione, più leggi e più ne vorresti, non puoi farne a meno, ogni cosa passa in secondo piano e tu ti ritrovi sospesa in un altro mondo. Ti immergi nella storia, nei suoi personaggi e vivi con loro ogni più piccola sfumatura.
L’autrice è bravissima a tenere viva l’attenzione del lettore, lo attira e lo tiene legato a se trasmettendogli emozioni, profumi, rumori, ansiti, ogni cosa è vicina, palpabile ma soprattutto resa reale.
L’intrigo, i colpi di scena e il finale ancora aperto a mille scenari e interpretazioni, mi hanno davvero lasciato in trepidante attesa del prossimo volume.
Prima di lasciarvi volevo sottolineare il mio apprezzamento verso un nuovo personaggio, “Gabriel” che mi ha intrigato, ma soprattutto ma ha lasciato con la curiosità e la voglia di conoscerlo più a fondo, chissà! Incrocio le dita.
Alla prossima Emanuela.



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