Titolo: L’angelo con la pistola
Autrice: Rita Mariconda
Genere: Commedia romantica
Formato: Ebook e cartaceo
Pagine: 275
Pubblicato il: 18/12/2018
Aderisce al programma KU/Koll
Piattaforma di distribuzione Amazon
Self-published
#prodottofornitoda: Info e dati forniti gratuitamente dall’autrice
Trama
“A chi non è
mai capitato un momento sliding doors? Quando il destino ci si mette…
Ed è proprio
a causa delle porte scorrevoli di un treno che il destino si presenta nei panni
dell’affascinante ficcanaso Sean.
Angelica e
Sean si incontrano-scontrano per caso. Lei è una ragazza brillante, dalla
genuina innocenza, che vive in una realtà tutta sua, fatta di sogni e di carta
stampata. La scoperta di un segreto custodito per anni capovolge completamente
tutto il suo mondo. Lui, capitano della SAS, si trova coinvolto per pura
curiosità in una storia intrigante.
Conoscete il
detto “quando si chiude una porta si apre un portone”?
Beh... per
Angelica si spalancheranno addirittura i cancelli di un sontuoso palazzo nel
cuore della verde Scozia, dove l’affascinante capitano e il suo braccio destro
tenteranno di proteggerla, soprattutto da se stessa.
Quella che
state per leggere è una favola moderna, condita con polvere di stelle di
Natale, tanta ironia e soprattutto il lieto fine perché a Natale tutto è
possibile … basta crederci.”
Estratti
Da: Bottoni, capelli e caffé.
Lo
sconosciuto sorridente riprese a parlare. «Ho deciso che il caffè toccava a me offrirlo,
dopotutto mi sono preso una ciocca dei suoi capelli; prego: zucchero?» Chiese con
garbo indicandole la tazzina. «Sì, grazie». Intanto, mentre beveva il caffè, la
mente di Angelica era già in agitazione. Il ragazzo in blazer blu notte la
studiò con attenzione e con un sorriso affascinante le chiese: «Allora vogliamo
fare conoscenza?
Anche
se di me non potrò dirle molto», disse con un’aria un po’ saccente e senza mai smettere
di sorriderle. «Oh non serve che mi dica niente di lei, so già quanto basta».
Da: Trucco, parrucco e pistole… scariche.
«Hai
capito benissimo: io e la mia scorta torniamo a casa, tranne Filippo e Marco
che sono già a casa» sogghignando. «Ma che bella scorta, il gigante e la
bambina!» rise.
«Io
una della scorta? Ma se non so nemmeno sparare!» disse Angelica alquanto perplessa.
«Beh
questo è l’ultimo dei nostri problemi», disse John, «come farai a farla passare
per una della scorta? È alta come un soldo di cacio!»
«La
trasformiamo in una ninja», sollevando un angolo della bocca in un ghigno. «I
Ninja
sono asiatici, Sean», precisò John. «Lo so», sorrise compiaciuto Sean, mostrando
le borse degli acquisti. Angelica, come seguendo una pallina da ping pong, guardava
prima uno e poi l’altro senza capire. «Sean ti sei bevuto il cervello? Non ce
la faremo mai a passare i controlli…» disse John. «Vuoi farla a pezzi e
metterla in una valigia? Dimmi tu, se hai un’idea migliore».
Da: Davide in gonnella.
Sean
andò in camera sua e vi trovò John.
«Che
ti è successo?»
«Un
piccolo incidente bagnato».
«Sei
caduto in acqua?»
«No,
John, ho preso dei secchi dal pozzo e me li sono rovesciati addosso. Certo che sono
andato in acqua!»
«Ragazzo»,
disse John minaccioso.
«Va
bene, Angelica è rimasta nella grotta mentre entrava l’acqua, e non sa nuotare,
non lo sapevo e…», John lo interruppe «E forse è il caso di non portarla in
luoghi dove può farsi male, visto che non sappiamo nulla di lei, tranne una
cosa, però…»
Da:
Mi manchi… mi manchi… che pessima
mira!
Sean
per la prima volta vide suo padre con occhi diversi, riuscì a vedere quella
bontà che la madre gli aveva propinato per anni. Ora osservando le sue spalle
leggermente curve, i capelli un po’ più bianchi, sentendolo pronunciare quelle
parole che avrebbe voluto ascoltare da una vita, vide un uomo stanco di
combattere, vide per la prima volta un padre. «Io vorrei veramente prendermi
cura di lei, ma non posso, non posso mettere il mio paese in imbarazzo e creare
un incidente diplomatico perché mi piace una ragazza. La mia posizione mi
impone di riconsegnarla agli italiani, accertandomi che la sua sicurezza sia
una priorità per tutti. Posso fare solo questo, papà».

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