-Domanda
di rito, chi è Tiziana Lia quando non scrive?
Sono una donna sempre di corsa tra i vari
impegni: lavoro, figli, casa e che detesta doversi occupare di mille cose
quando, invece, vorrebbe dedicarsi alla storia che ha in testa.
-La
scrittura fa parte di te da sempre o è una passione nata con il tempo?
Ho iniziato a provare l’esigenza di scrivere nel
momento in cui, leggendo, i personaggi appena lasciati continuavano a
vorticarmi in mente, alle prese con altre storie o avventure. Inevitabile
desiderare di mettere giù una storia tutta mia. Quello che si potrebbe definire
il mio primo romanzo in assoluto è stato scritto a penna, su una vecchia agenda
scaduta, nell’estate tra la V elementare e la I media. Purtroppo è andato
perduto in uno dei tanti traslochi, ricordo che parlava di tre fratelli: Diego,
Francesca e Donato. Nulla più.
-Cosa ti
ha spinta a pubblicare le tue storie?
Non ho mai creduto di poter essere una brava
autrice. Ho sempre temuto le critiche feroci. Poi ho conosciuto una ragazza sul
web, che aveva pubblicato un suo romanzo sul proprio sito. La contattai e da lì
è iniziata un’amicizia, finché non arrivò anche il suo consiglio a osare,
provare. Cosa che mi sono decisa a fare con più determinazione a partire dal
2015, dopo che per anni avevo migliorato il mio stile grazie alla pubblicazione
di tantissimi racconti su delle riviste a tiratura nazionale.
-Io ho
avuto il piacere di leggere il tuo “Pericolosamente Tu” che mi ha appassionata
e intrigata molto,vuoi parlarci di questa e delle altre tue storie? Come sono
nate? I personaggi? E cosa ognuna di queste storie ti ha lasciato?
Vado per ordine. Pericolosamente tu (titolo
scelto in occasione della pubblicazione) in origine aveva un altro titolo ed
era fermo nel mio pc da circa dieci anni. Prima di proporlo l’ho quasi
riscritto perché il mio stile nel frattempo era cambiato, maturato. Quando la
storia di Joanna e Alejandro è nata nella mia testa, avevo una voglia matta di
cimentarmi con gli intrighi, con intrecci, cosa che adoro come lettrice. In
realtà io amo le cose complicate, le storie dove sei sollecitata a scoprire, a
capire… Ho pensato fosse il momento di dare voce al mio amore per il romance e
per i gialli/thriller. Lentamente i personaggi si sono concretizzati ma la loro
psicologia ha preso forma mano a mano che scrivevo come se fossero loro a
chiedermi di dare voce a quello che sono oggi (da adulti) in base a quanto
hanno vissuto nella loro infanzia o prima adolescenza. Pericolosamente tu mi ha
lasciato un bel sorriso, quello legato alla chiusura di ogni cerchio, sia nella
storia principale sia per quanto riguarda i personaggi secondari, cosa a mio
avviso non sempre semplice, soprattutto quando si è alle prese con il primo
romantic suspense che si scrive. Nel 2017 Noi all’orizzonte è nato per
l’esigenza di scrivere una storia che non avevo ancora mai letto, neppure come
accenno. Fondamentale è stato per me visitare un posto cui poi mi sono ispirata
per il centro di accoglienza Borgo Trilussa. Mi sono appassionata a raccontare
le diverse esperienze di vita dei ragazzi ospitati e a vedere il mutamento di
Zoe, da donna piena di pregiudizi ad amante delle piccole cose, come era abituata
a fare sin da piccola, prima che la sua relazione con il viziato Fabio
cambiasse anche lei. E poi Isaac è stato la mia scommessa numero uno. Ero certa
che i lettori non lo avrebbero apprezzato, che avrebbero storto il naso di
fronte a un personaggio simile. Invece, è stato un punto di forza. Il parere
ricevuto da chi lo ha letto è stato per me una vera sorpresa e se devo dirti
cosa mi ha lasciato questa storia, posso senza dubbio affermare: stupore. Nel
2015, invece, Ai confini del cuore è stato un primo passo importante, perché si
tratta di una storia nata e pubblicata su Lulu nel 2009 con altro titolo, in
una forma molto più breve e soprattutto con personaggi con poco spessore.
Ovviamente, grazie all’esperienza maturata, quando vi ho rimesso mano volevo
che Francesca e Raymond raccontassero molto di più. Mi sono ritrovata un
romanzo del tutto diverso tra le mani e quindi aveva bisogno anche di un altro
titolo. Senza saperlo con questo romanzo sono andata incontro all’esigenza del
pubblico moderno, che non vuole solo la storiella d’amore tra i due
protagonisti ma molto di più. Come prima opera ammetto di avere avuto molta
soddisfazione e poi, ci sono ancora lettrici che sono rimaste legate
all’amabilità e alla pazienza del protagonista maschile. Se ripenso a cosa mi
ha lasciato questo romanzo, ti dico: dolcezza.
-In quale
percentuale realtà e fantasia si raccontano nei tuoi libri?
In ogni storia ci sono parecchi spunti presi
dalla realtà, ma come percentuale la fantasia prende il sopravvento. Se dovessi
proprio darti un valore direi 20% realtà e 80% fantasia, anche se cerco sempre
di creare situazioni molto realistiche in modo che, leggendo, un lettore si
possa ritrovare con facilità nell’azione, nell’ambientazione, pensare anche di
essere lui stesso il protagonista. Domandarsi anche come si comporterebbe al
suo posto. Tutto questo può far cambiare di netto la percentuale ribaltando i
valori.
Frase che rispecchia- Pericolosamente tu -
-Che tipo
di lettrice sei? C’è un libro che da sempre hai nel cuore ed ogni tanto
rileggi?
Sono una lettrice che non lascia mai a metà un
romanzo, anche quello che non mi prende. Spero sempre che la storia o l’autore
si riprenda e mi faccia ricredere. Sono una che divora i romanzi che mi
appassionano e soffre quando legge la parola fine. Amo, come ho detto prima, i
gialli, i thriller e i romance (contemporanei e storici). Un libro che mi è
rimasto nel cuore è I pilastri della terra, ma di solito non rileggo mai ciò
che ho già letto. Preferisco andare avanti e fare nuove scoperte. Le uniche
eccezioni sono stati i miei romanzi. Li ho riletti una volta ciascuno, ma c’è
un perché: notando l’apprezzamento del pubblico, non credendo possibile che
“io” fossi stata la creatrice di storie apprezzate, li ho riletti. Quando ho
verificato che di fatto, i pareri positivi erano motivati, allora ho iniziato a
credere nelle mie capacità.
-Frase che rispecchia -Ai confini del cuore -
-Self o Ce
raccontaci cosa ne pensi e la tua esperienza.
L’esperienza da self l’ho vissuta in sordina,
senza esperienza alcuna, soprattutto sotto il profilo della promozione, della
pubblicità. Ho faticato a far conoscere i miei romanzi, sempre rosicchiando qua
e là, anche per via della mia scarsa conoscenza della potenzialità del web. Poi
con gli anni, con la pazienza, le cose sono cambiate. Quella con la CE mi ha
aperto gli occhi su tanti aspetti che da self non avevo mai sperimentato. Sicuramente avere alle spalle un team con cui
confrontarmi mi ha donato più sicurezza e intraprendenza. Di certo una cosa le
accomuna: un autore è il promotore di se stesso. Il romanzo che si scrive deve
essere al top su ogni punto di vista perché si deve sempre pensare al prodotto
che un lettore paga per leggere. E un romanzo scritto bene e con una storia
particolare è già un ottimo biglietto da visita. Io sono molto fissata su
questo. Poi, ovviamente, bisogna muoversi, promuoversi, mai stare seduta su una
sedia e attendere che qualcuno faccia il lavoro per te. Vuoi farti conoscere?
Alzati, prendi iniziative, apri la porta e vai. Questo vale sia come self che
come autore di CE. Ed io appena scovo qualche occasione non me la lascio
fuggire, perché è un continuo investire su di me.
Frase che rispecchia - Noi all'orizzonte - e qui l'autrice ci tiene a sottolineare che la frase non è da considerare come "rimprovero" nei confronti
di un superbo che deve essere rimesso al proprio posto, bensì rivolto a una
persona che si considera inferiore, diversa...
-Quale tra
i tuoi libri ti ha dato più filo da torcere e perché? E tra tutti i tuoi
protagonisti quali ti sono rimasti più attaccati?
Credo che quello sul quale ho dovuto lavorare di
più è stato proprio Pericolosamente tu, perché in ogni giallo o romanzo con del
suspense che si rispetti ogni cerchio deve chiudersi, non si possono lasciare
punti incerti. Tutto deve tornare similmente alla tanto amata o detestata prova
del nove a scuola. Non appena la versione sembrava ultimata, ecco che mi
saltava all’occhio qualcosa che necessitava di essere spiegato, ampliato,
approfondito. D’altro canto io quando scrivo mi metto sempre dalla parte del
lettore e mi dico: cosa penserei? cosa mi salterebbe all’occhio se…? Ti dico
soltanto che era completato quando ho dovuto, invece, inserire un capitolo
intero per spiegare un certo comportamento del protagonista. E meno male che le
mie editor erano d’accordo con me (cosa non così scontata, da quanto leggo in
giro, quando si lavora in team con qualcuno di una CE). Tra i tanti personaggi
creati sicuramente sento miei in modo particolare Zoe e Isaac. Tra i
non-protagonisti, invece, Craig in Pericolosamente tu, Sebastiano ed Elide in
Noi all’orizzonte e Simon in Ai confini del cuore. Per il primo e l’ultimo le
lettrici mi hanno chiesto una storia a parte, quindi a quanto pare non sono
l’unica ad averli sentiti “particolari”.
-Progetti
futuri? Ci puoi svelare qualche piccolo segreto sulle prossime storie?
Beh, di progetti ne ho tanti, infatti per poterli
portare avanti come desidero ho dovuto sfoltire i miei impegni anche sul web.
La scrittura viene prima di tutto, anche perché io quando scrivo non devo
pensare ad altro. Silenzio totale e full immersion. Posso anticiparti che a
breve inizieremo a lavorare a un romance storico (e parlo al plurale perché
assieme alle mie editor mi considero un team affiatato ormai). Sarà un romanzo
particolare, con una storia intensa, diverso per ambientazione rispetto a ciò che
si trova di solito, e spero che proprio per questa peculiarità venga apprezzato.
Poi, più in là, vorrei ultimare un romanzo rimasto nel pc da troppo tempo e di
pubblicare da self , dopo averlo rivisto, una storia che è già apparsa sul web
quando avevo un sito: la prima che ho scritto quando, dopo tantissimi anni di
fermo, nell’estate 2008, ho ripreso a seguire la mia passione.
- L’anno
prossimo sarai ospite al primo Festival Romance italiano, cosa ne pensi
dell’iniziativa e quali sono le tue aspettative?
Non so bene cosa aspettarmi. Al solo parlarne mi
sento emozionata. Finora ho partecipato soltanto a Tempo di Libri ed è stata
un’esperienza esaltante. Considerare che il Festival è interamente dedicato al
Romance e quindi avere la consapevolezza che chi parteciperà, come me, è
un’amante del genere, mi fa sentire già in un bozzolo caldo. Spero che parteciperanno anche persone
curiose, soprattutto quelle che criticano il romance e lo vedono ancora
soltanto come “la storiella d’amore a lieto fine”, in modo che si rendano conto
che non è così. Mi auguro che l’imponenza di questa manifestazione scuoti un
po’ le persone e faccia traballare i pregiudizi. Sono davvero stanca di non
essere considerata autrice alla stessa stregua di altri che magari raccontano
comunque di amore, di amicizia, di lotte, di temi attuali, ma che vengono
presentati come “autori di narrativa”, quando anche nei romance si fa
altrettanto. Troppo polemica? Scusami ma io sono piuttosto schietta.
- Cosa
troverà il lettore al tuo tavolo, come ti presenterai?
Io parteciperò con la mia CE, la Gilgamesh
Edizioni e in particolare con la collana Inanna, diretta da Sonia Gimor e
Jessica Guarnaccia, quindi al mio tavolo ci saranno tutti gli ultimi titoli dei
“romance” pubblicati. Per quanto mi riguarda mi auguro di poter presentare al
pubblico un nuovo romanzo, lo storico di cui accennavo prima. Lo spero con
tutto il cuore.
- Se
potessi intervistare i tuoi lettori, c’è qualcosa che avresti da sempre voluto
chiedere?
Beh, sì certo, soprattutto perché so che in
parecchie persone hanno letto i miei romanzi, li hanno apprezzati, qualcuno mi
ha scritto in privato e allora ho questa domanda da porre, entrando un po’ a
gamba tesa: Oggigiorno il web è un validissimo mezzo e forse l’unico veramente
valido per il passaparola. Perché allora non permettete al resto del mondo di
conoscere una buona lettura attraverso una recensione? Mica serve un poema!
Infine ti
chiedo una frase che hai scritto che ti è particolarmente cara e perché?
Purtroppo non posso indicartela perché sono tre,
ossia una per romanzo e in particolare frasi presenti nelle ultime battute di
ogni mia storia (motivo per cui non posso riportarle, perché farebbero capire
il tutto a chi non le ha ancora lette). Ti spiego però il perché mi sono care:
tutte continuano a farmi sospirare ed io sono troppo romantica, adoro i lieto
fine e l’idea che l’amore sia un “per sempre”.
Grazie infinite per questa bella chiacchierata, a
presto Emanuela.





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