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sabato 15 dicembre 2018

Intervista a Tiziana Lia ospite al Festival Romance Italiano 2019


Ciao Tiziana ben ritrovata e grazie in anticipo per questa chiacchierata.
-Domanda di rito, chi è Tiziana Lia quando non scrive?
Sono una donna sempre di corsa tra i vari impegni: lavoro, figli, casa e che detesta doversi occupare di mille cose quando, invece, vorrebbe dedicarsi alla storia che ha in testa.
-La scrittura fa parte di te da sempre o è una passione nata con il tempo?
Ho iniziato a provare l’esigenza di scrivere nel momento in cui, leggendo, i personaggi appena lasciati continuavano a vorticarmi in mente, alle prese con altre storie o avventure. Inevitabile desiderare di mettere giù una storia tutta mia. Quello che si potrebbe definire il mio primo romanzo in assoluto è stato scritto a penna, su una vecchia agenda scaduta, nell’estate tra la V elementare e la I media. Purtroppo è andato perduto in uno dei tanti traslochi, ricordo che parlava di tre fratelli: Diego, Francesca e Donato. Nulla più.
-Cosa ti ha spinta a pubblicare le tue storie?
Non ho mai creduto di poter essere una brava autrice. Ho sempre temuto le critiche feroci. Poi ho conosciuto una ragazza sul web, che aveva pubblicato un suo romanzo sul proprio sito. La contattai e da lì è iniziata un’amicizia, finché non arrivò anche il suo consiglio a osare, provare. Cosa che mi sono decisa a fare con più determinazione a partire dal 2015, dopo che per anni avevo migliorato il mio stile grazie alla pubblicazione di tantissimi racconti su delle riviste a tiratura nazionale.
-Io ho avuto il piacere di leggere il tuo “Pericolosamente Tu” che mi ha appassionata e intrigata molto,vuoi parlarci di questa e delle altre tue storie? Come sono nate? I personaggi? E cosa ognuna di queste storie ti ha lasciato?
Vado per ordine. Pericolosamente tu (titolo scelto in occasione della pubblicazione) in origine aveva un altro titolo ed era fermo nel mio pc da circa dieci anni. Prima di proporlo l’ho quasi riscritto perché il mio stile nel frattempo era cambiato, maturato. Quando la storia di Joanna e Alejandro è nata nella mia testa, avevo una voglia matta di cimentarmi con gli intrighi, con intrecci, cosa che adoro come lettrice. In realtà io amo le cose complicate, le storie dove sei sollecitata a scoprire, a capire… Ho pensato fosse il momento di dare voce al mio amore per il romance e per i gialli/thriller. Lentamente i personaggi si sono concretizzati ma la loro psicologia ha preso forma mano a mano che scrivevo come se fossero loro a chiedermi di dare voce a quello che sono oggi (da adulti) in base a quanto hanno vissuto nella loro infanzia o prima adolescenza. Pericolosamente tu mi ha lasciato un bel sorriso, quello legato alla chiusura di ogni cerchio, sia nella storia principale sia per quanto riguarda i personaggi secondari, cosa a mio avviso non sempre semplice, soprattutto quando si è alle prese con il primo romantic suspense che si scrive. Nel 2017 Noi all’orizzonte è nato per l’esigenza di scrivere una storia che non avevo ancora mai letto, neppure come accenno. Fondamentale è stato per me visitare un posto cui poi mi sono ispirata per il centro di accoglienza Borgo Trilussa. Mi sono appassionata a raccontare le diverse esperienze di vita dei ragazzi ospitati e a vedere il mutamento di Zoe, da donna piena di pregiudizi ad amante delle piccole cose, come era abituata a fare sin da piccola, prima che la sua relazione con il viziato Fabio cambiasse anche lei. E poi Isaac è stato la mia scommessa numero uno. Ero certa che i lettori non lo avrebbero apprezzato, che avrebbero storto il naso di fronte a un personaggio simile. Invece, è stato un punto di forza. Il parere ricevuto da chi lo ha letto è stato per me una vera sorpresa e se devo dirti cosa mi ha lasciato questa storia, posso senza dubbio affermare: stupore. Nel 2015, invece, Ai confini del cuore è stato un primo passo importante, perché si tratta di una storia nata e pubblicata su Lulu nel 2009 con altro titolo, in una forma molto più breve e soprattutto con personaggi con poco spessore. Ovviamente, grazie all’esperienza maturata, quando vi ho rimesso mano volevo che Francesca e Raymond raccontassero molto di più. Mi sono ritrovata un romanzo del tutto diverso tra le mani e quindi aveva bisogno anche di un altro titolo. Senza saperlo con questo romanzo sono andata incontro all’esigenza del pubblico moderno, che non vuole solo la storiella d’amore tra i due protagonisti ma molto di più. Come prima opera ammetto di avere avuto molta soddisfazione e poi, ci sono ancora lettrici che sono rimaste legate all’amabilità e alla pazienza del protagonista maschile. Se ripenso a cosa mi ha lasciato questo romanzo, ti dico: dolcezza.

-In quale percentuale realtà e fantasia si raccontano nei tuoi libri?
In ogni storia ci sono parecchi spunti presi dalla realtà, ma come percentuale la fantasia prende il sopravvento. Se dovessi proprio darti un valore direi 20% realtà e 80% fantasia, anche se cerco sempre di creare situazioni molto realistiche in modo che, leggendo, un lettore si possa ritrovare con facilità nell’azione, nell’ambientazione, pensare anche di essere lui stesso il protagonista. Domandarsi anche come si comporterebbe al suo posto. Tutto questo può far cambiare di netto la percentuale ribaltando i valori.

Frase che rispecchia- Pericolosamente tu -

-Che tipo di lettrice sei? C’è un libro che da sempre hai nel cuore ed ogni tanto rileggi?
Sono una lettrice che non lascia mai a metà un romanzo, anche quello che non mi prende. Spero sempre che la storia o l’autore si riprenda e mi faccia ricredere. Sono una che divora i romanzi che mi appassionano e soffre quando legge la parola fine. Amo, come ho detto prima, i gialli, i thriller e i romance (contemporanei e storici). Un libro che mi è rimasto nel cuore è I pilastri della terra, ma di solito non rileggo mai ciò che ho già letto. Preferisco andare avanti e fare nuove scoperte. Le uniche eccezioni sono stati i miei romanzi. Li ho riletti una volta ciascuno, ma c’è un perché: notando l’apprezzamento del pubblico, non credendo possibile che “io” fossi stata la creatrice di storie apprezzate, li ho riletti. Quando ho verificato che di fatto, i pareri positivi erano motivati, allora ho iniziato a credere nelle mie capacità.
-Frase che rispecchia -Ai confini del cuore -

-Self o Ce raccontaci cosa ne pensi e la tua esperienza.
L’esperienza da self l’ho vissuta in sordina, senza esperienza alcuna, soprattutto sotto il profilo della promozione, della pubblicità. Ho faticato a far conoscere i miei romanzi, sempre rosicchiando qua e là, anche per via della mia scarsa conoscenza della potenzialità del web. Poi con gli anni, con la pazienza, le cose sono cambiate. Quella con la CE mi ha aperto gli occhi su tanti aspetti che da self non avevo mai sperimentato.  Sicuramente avere alle spalle un team con cui confrontarmi mi ha donato più sicurezza e intraprendenza. Di certo una cosa le accomuna: un autore è il promotore di se stesso. Il romanzo che si scrive deve essere al top su ogni punto di vista perché si deve sempre pensare al prodotto che un lettore paga per leggere. E un romanzo scritto bene e con una storia particolare è già un ottimo biglietto da visita. Io sono molto fissata su questo. Poi, ovviamente, bisogna muoversi, promuoversi, mai stare seduta su una sedia e attendere che qualcuno faccia il lavoro per te. Vuoi farti conoscere? Alzati, prendi iniziative, apri la porta e vai. Questo vale sia come self che come autore di CE. Ed io appena scovo qualche occasione non me la lascio fuggire, perché è un continuo investire su di me.

Frase che rispecchia - Noi all'orizzonte - e qui l'autrice ci tiene a sottolineare che la frase non è da considerare come "rimprovero" nei confronti di un superbo che deve essere rimesso al proprio posto, bensì rivolto a una persona che si considera inferiore, diversa... 

-Quale tra i tuoi libri ti ha dato più filo da torcere e perché? E tra tutti i tuoi protagonisti quali ti sono rimasti più attaccati?
Credo che quello sul quale ho dovuto lavorare di più è stato proprio Pericolosamente tu, perché in ogni giallo o romanzo con del suspense che si rispetti ogni cerchio deve chiudersi, non si possono lasciare punti incerti. Tutto deve tornare similmente alla tanto amata o detestata prova del nove a scuola. Non appena la versione sembrava ultimata, ecco che mi saltava all’occhio qualcosa che necessitava di essere spiegato, ampliato, approfondito. D’altro canto io quando scrivo mi metto sempre dalla parte del lettore e mi dico: cosa penserei? cosa mi salterebbe all’occhio se…? Ti dico soltanto che era completato quando ho dovuto, invece, inserire un capitolo intero per spiegare un certo comportamento del protagonista. E meno male che le mie editor erano d’accordo con me (cosa non così scontata, da quanto leggo in giro, quando si lavora in team con qualcuno di una CE). Tra i tanti personaggi creati sicuramente sento miei in modo particolare Zoe e Isaac. Tra i non-protagonisti, invece, Craig in Pericolosamente tu, Sebastiano ed Elide in Noi all’orizzonte e Simon in Ai confini del cuore. Per il primo e l’ultimo le lettrici mi hanno chiesto una storia a parte, quindi a quanto pare non sono l’unica ad averli sentiti “particolari”.
-Progetti futuri? Ci puoi svelare qualche piccolo segreto sulle prossime storie?
Beh, di progetti ne ho tanti, infatti per poterli portare avanti come desidero ho dovuto sfoltire i miei impegni anche sul web. La scrittura viene prima di tutto, anche perché io quando scrivo non devo pensare ad altro. Silenzio totale e full immersion. Posso anticiparti che a breve inizieremo a lavorare a un romance storico (e parlo al plurale perché assieme alle mie editor mi considero un team affiatato ormai). Sarà un romanzo particolare, con una storia intensa, diverso per ambientazione rispetto a ciò che si trova di solito, e spero che proprio per questa peculiarità venga apprezzato. Poi, più in là, vorrei ultimare un romanzo rimasto nel pc da troppo tempo e di pubblicare da self , dopo averlo rivisto, una storia che è già apparsa sul web quando avevo un sito: la prima che ho scritto quando, dopo tantissimi anni di fermo, nell’estate 2008, ho ripreso a seguire la mia passione. 
- L’anno prossimo sarai ospite al primo Festival Romance italiano, cosa ne pensi dell’iniziativa e quali sono le tue aspettative?
Non so bene cosa aspettarmi. Al solo parlarne mi sento emozionata. Finora ho partecipato soltanto a Tempo di Libri ed è stata un’esperienza esaltante. Considerare che il Festival è interamente dedicato al Romance e quindi avere la consapevolezza che chi parteciperà, come me, è un’amante del genere, mi fa sentire già in un bozzolo caldo.  Spero che parteciperanno anche persone curiose, soprattutto quelle che criticano il romance e lo vedono ancora soltanto come “la storiella d’amore a lieto fine”, in modo che si rendano conto che non è così. Mi auguro che l’imponenza di questa manifestazione scuoti un po’ le persone e faccia traballare i pregiudizi. Sono davvero stanca di non essere considerata autrice alla stessa stregua di altri che magari raccontano comunque di amore, di amicizia, di lotte, di temi attuali, ma che vengono presentati come “autori di narrativa”, quando anche nei romance si fa altrettanto. Troppo polemica? Scusami ma io sono piuttosto schietta.
- Cosa troverà il lettore al tuo tavolo, come ti presenterai?
Io parteciperò con la mia CE, la Gilgamesh Edizioni e in particolare con la collana Inanna, diretta da Sonia Gimor e Jessica Guarnaccia, quindi al mio tavolo ci saranno tutti gli ultimi titoli dei “romance” pubblicati. Per quanto mi riguarda mi auguro di poter presentare al pubblico un nuovo romanzo, lo storico di cui accennavo prima. Lo spero con tutto il cuore.
- Se potessi intervistare i tuoi lettori, c’è qualcosa che avresti da sempre voluto chiedere?
Beh, sì certo, soprattutto perché so che in parecchie persone hanno letto i miei romanzi, li hanno apprezzati, qualcuno mi ha scritto in privato e allora ho questa domanda da porre, entrando un po’ a gamba tesa: Oggigiorno il web è un validissimo mezzo e forse l’unico veramente valido per il passaparola. Perché allora non permettete al resto del mondo di conoscere una buona lettura attraverso una recensione? Mica serve un poema!
Infine ti chiedo una frase che hai scritto che ti è particolarmente cara e perché?
Purtroppo non posso indicartela perché sono tre, ossia una per romanzo e in particolare frasi presenti nelle ultime battute di ogni mia storia (motivo per cui non posso riportarle, perché farebbero capire il tutto a chi non le ha ancora lette). Ti spiego però il perché mi sono care: tutte continuano a farmi sospirare ed io sono troppo romantica, adoro i lieto fine e l’idea che l’amore sia un “per sempre”.
Grazie infinite per questa bella chiacchierata, a presto Emanuela.


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