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giovedì 8 novembre 2018

Recensione - Ti faranno del male - di Andrea Ferrari


Titolo: Ti faranno del male
Autore: Andrea Ferrari
Genere: Narrativa Contemporanea
Editore: Project (29 marzo 2017)
#prodottofornitoda: ebook fornito gratuitamente dall’autore al fine della recensione

Trama

Andrea vive in un appartamento protetto del servizio di salute mentale, dentro cui trascorre le proprie giornate quando non lavora come magazziniere o riflette sulla sua condizione vagando per la città. Ormai le donne sono per lui una chimera, non coltiva amicizie e ha una condizione economica precaria. L'uomo è rinchiuso in se stesso e affranto; neanche la pubblicazione del suo primo romanzo, gli dona speranza. Dopo essersi ritrovato, suo malgrado, a vivere in tre diversi ospedali psichiatrici, l'arrivo di Carolina cambierà la sua vita. Questa ragazza dalle vedute antisemite e dai comportamenti particolari, lo condurrà verso situazioni difficili da affrontare. Un romanzo che esaspera la naturale condizione dell'uomo: perché se tutto può andare per il verso sbagliato, quasi sicuramente accadrà. L'opera, seppur inventata, tratta in alcuni casi argomenti ed emozioni vissuti in prima persona dall'autore.

Recensione

Ti faranno del male è un racconto, giacché si tratta di poche centinaia di pagine, in cui, in maniera, a mio avviso, alquanto cruda e diretta, il protagonista, un trentenne di nome Andrea, racconta una breve parentesi della sua esistenza. Se vi approccerete a questa lettura, dovrete farlo sgomberando la mente da ogni pregiudizio, altrimenti potreste deludere le vostre aspettative. Tra queste pagine emerge tutto il dolore e il disagio che vive un ragazzo che ha passato molti anni della sua vita all’interno di centri di salute mentale. La sua famiglia l’ha allontanato a causa dei suoi problemi psichici, nonostante alcune delle cause della sofferenza di Andrea, dipendano proprio dal rapporto inappropriato con cui i genitori si sono sempre approcciati, anzi non-approciati, a lui. Il giovane uomo, protagonista di questa storia, racconta come la sua vita è piatta, le sue uniche consolazioni sono le più disparate: raccolta di dvd, andare in palestra, in giro per il centro e il sesso. Con quest’ultimo ha un rapporto molto ossessivo. Le donne per lui non sono altro che una valvola di sfogo fisico. Durante le poche pagine avrà più “relazioni” con donne diverse, che puntualmente lo lasceranno e deluderanno dopo pochi incontri. Maniacale è la spiegazione dei dosaggi della terapia farmacologica che i dottori variano spesso per stare dietro ai suoi squilibri psichici, ma Andrea, nonostante tutto, è un giovane uomo che prova a non annegare, che prova a sbracciare con tutte le sue forze per rimanere a galla nel mare di sofferenza di cui si compone la sua vita. A volte ci riesce facilmente, altre ingoia dell’acqua che lo fa tossire, soffrire, perdere le speranze. Ha un lavoro, che cambia di frequente, ed ha pubblicato un libro con un editore, ma nonostante ciò, incatenato dalla sua depressione, non riesce a gioire dei piccoli traguardi che la vita gli pone sotto il naso.    
Si sente solo ed è perennemente convinto che tutti nel mondo “gli faranno del male”.
Dal punto di vista analitico, i dialoghi tra Andrea e le donne che incontra, sono spesso molto scurrili, in quanto la maggior parte di esse sono prostitute e lui non le tratta sempre con educazione. Anche verso se stesso o il suo convivente Argo, anch’egli affetto da problemi psichici, gli scambi di battute sono brevi e incentrate sul sesso e la droga. La storia fila, nei limiti della trama, in quanto è presente un inizio, che catapulta direttamente nella vita di Andrea, uno svolgimento in cui la sua vita continua ad andare a rotoli sotto ogni punto di vista, e un finale, che finale non è, in cui lui si lascia andare a delle riflessioni, ma conclude scrivendo che non gli darà spazio in questo romanzo.    
Come ho già anticipato, questa è una lettura particolare, tratta dei temi importanti, spesso sottovalutati. Non so se si tratti di una storia autobiografica, quello che so è che la sofferenza psichica è spesso sottovalutata poiché silente, rispetto un mal di stomaco o un’operazione ad un braccio. Eppure esiste, è dolorosa, sconvolge la vita dell’essere umano fino a farlo vivere come Andrea o tanti altri come lui.
È questo il punto a favore della storia, il fatto che induce a riflettere, a fermarsi un momento per capire che non si devono trattare le persone affette da disturbi psichici come degli appestati, poiché non hanno nulla di diverso da chi non ne soffre, anzi sono più sensibili e umani.
Alla prossima, collaboratrice freelance.

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