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mercoledì 28 novembre 2018

Recensione - l'uomo con le mani in tasca - di SALVO E PATRIZIA BILARDELLO



TITOLO: L’UOMO CON LE MANI IN TASCA
AUTORI: SALVO E PATRIZIA BILARDELLO
GENERE: GIALLO
PAGINE: 275
EDITORE: SELF PUBLISHING

#prodottofornitoda: info ,dati  e ebook forniti gratuitamente dall'autore

TRAMA

In una sera di marzo, buia e piovosa, un uomo passeggia inquieto tra i sentieri del Parco della Rimembranza. Le mani in tasca nel suo cappotto, aspetta con trepidazione qualcuno. Gli unici rumori sono il battito d’ali di uccelli notturni e del traffico che si snoda giù, lungo la galleria sormontata dalla Scala dei Giganti. Alcuni giorni dopo, il suo corpo verrà ritrovato senza la testa e le mani in tasca.
La vittima non ha documenti addosso e solo grazie alla pubblicazione di una sua foto su un quotidiano viene scoperta la sua identità: si tratta di Giuseppe Milan, impiegato in un notissimo studio legale triestino. Unico indizio è la scoperta di un foglio bianco su cui è riportato un nome, George Morgan.
In una Trieste affascinante e misteriosa, De Stefano, insediatosi da pochi giorni alla Questura centrale, si viene a trovare con diversi omicidi, apparentemente slegati e senza moventi. Ad affiancarlo nelle indagini, una coppia di amici, Roberto e Marina Politi, che, casualmente, lo aiuteranno ad arrivare alla incredibile verità, mettendo a rischio la propria stessa vita.

RECENSIONE

Ho terminato questo libro a malincuore. Premetto come sempre che i gialli\thriller non sono il mio pane e di conseguenza mi trovo su un terreno nuovo, ma sono stata super entusiasta di aver intrapreso questa lettura per me “inesplorata”, perchè ne sono stata piacevolmente sorpresa.
La trama mi ha catturata sin dalle prime pagine, i personaggi sono perfetti e ben fatti, il commissario De Stefano sembra il tipico uomo burbero e severo a lavoro, ma con un cuore che si scioglie non appena sveste i panni di commissario e torna a casa dalla moglie Ilaria che ama alla follia; ho adorato questo personaggio per il carattere che possiede, per la sua impulsività, per il modo in cui si mette alla prova e per il rapporto che ha con gli altri e soprattutto nei confronti dei familiari di chi viene barbaramente ucciso dalla mano esperta e precisa di un assassino spietato.

“L’uomo era dietro di lei. Con uno sguardo rapido notò la pesante taglierina in metallo poggiata sul bancone e con un gesto fulmineo la prese e la abbassò con forza sulla testa della donna. Il rumore sordo del cranio che si sfondava gli sembrò un tuono nelle orecchie...”

Il libro è un continuo crescere di suspance, non c’è un attimo di pace che salta fuori il colpo di scena seguito poi da un’apparente tranquillità che dura per poco, adatto a chi ama i gialli da divorare in un sol boccone. Ho amato a dismisura l’ambientazione in una delle città che in assoluto adoro, Trieste, e la capacità degli scrittori di renderla quasi una città noir, avvolta da una costante nebbiolina di mistero e inquietudine, facendomi sentire mentre leggevo il freddo tocco della bora triestina e lo sciabordio del mare sul porto.
La scrittura è scorrevole e ricca dal punto di vista lessicale, i dialoghi mai scontati e i botta e risposta coinvolgenti e talvolta conditi con una punta di sarcasmo pungente.
Questo racconto mi ha fatto pensare a uno di quei gialli un pò datati, tipo Agatha Christie, che lascia col fiato sospeso fino alla fine per poi svelare il colpevole mentre il poliziotto di turno compie una corsa contro il tempo per evitare che ci siano altre morti, guidato da un forte senso della giustizia.
In una scala da uno a dieci, il mio voto sarebbe sicuramente dieci ed è ancora poco visto che il libro contiene tutto ciò che si potrebbe desiderare: una trama avvincente, personaggi tosti e ben caratterizzati, una città favolosa e un alone di mistero che ci aleggia sopra.
Lo consiglio assolutamente!

Alla prossima, Chiara!


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