TITOLO: L’UOMO CON
LE MANI IN TASCA
AUTORI: SALVO E
PATRIZIA BILARDELLO
GENERE: GIALLO
PAGINE: 275
EDITORE: SELF
PUBLISHING
#prodottofornitoda: info ,dati e ebook forniti gratuitamente dall'autore
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TRAMA
In una sera di marzo, buia e piovosa,
un uomo passeggia inquieto tra i sentieri del Parco della Rimembranza. Le mani
in tasca nel suo cappotto, aspetta con trepidazione qualcuno. Gli unici rumori
sono il battito d’ali di uccelli notturni e del traffico che si snoda giù,
lungo la galleria sormontata dalla Scala dei Giganti. Alcuni giorni dopo, il
suo corpo verrà ritrovato senza la testa e le mani in tasca.
La vittima non ha documenti addosso e
solo grazie alla pubblicazione di una sua foto su un quotidiano viene scoperta
la sua identità: si tratta di Giuseppe Milan, impiegato in un notissimo studio
legale triestino. Unico indizio è la scoperta di un foglio bianco su cui è
riportato un nome, George Morgan.
In una Trieste affascinante e
misteriosa, De Stefano, insediatosi da pochi giorni alla Questura centrale, si
viene a trovare con diversi omicidi, apparentemente slegati e senza moventi. Ad
affiancarlo nelle indagini, una coppia di amici, Roberto e Marina Politi, che,
casualmente, lo aiuteranno ad arrivare alla incredibile verità, mettendo a
rischio la propria stessa vita.
RECENSIONE
Ho terminato questo libro a malincuore.
Premetto come sempre che i gialli\thriller non sono il mio pane e di
conseguenza mi trovo su un terreno nuovo, ma sono stata super entusiasta di
aver intrapreso questa lettura per me “inesplorata”, perchè ne sono stata piacevolmente
sorpresa.
La trama mi ha catturata sin dalle
prime pagine, i personaggi sono perfetti e ben fatti, il commissario De Stefano
sembra il tipico uomo burbero e severo a lavoro, ma con un cuore che si
scioglie non appena sveste i panni di commissario e torna a casa dalla moglie
Ilaria che ama alla follia; ho adorato questo personaggio per il carattere che
possiede, per la sua impulsività, per il modo in cui si mette alla prova e per
il rapporto che ha con gli altri e soprattutto nei confronti dei familiari di
chi viene barbaramente ucciso dalla mano esperta e precisa di un assassino
spietato.
“L’uomo era dietro di lei. Con uno sguardo rapido notò
la pesante taglierina in metallo poggiata sul bancone e con un gesto fulmineo
la prese e la abbassò con forza sulla testa della donna. Il rumore sordo del
cranio che si sfondava gli sembrò un tuono nelle orecchie...”
Il libro è un continuo crescere di suspance, non c’è un attimo di pace che
salta fuori il colpo di scena seguito poi da un’apparente tranquillità che dura
per poco, adatto a chi ama i gialli da divorare in un sol boccone. Ho amato a
dismisura l’ambientazione in una delle città che in assoluto adoro, Trieste, e
la capacità degli scrittori di renderla quasi una città noir, avvolta da una
costante nebbiolina di mistero e inquietudine, facendomi sentire mentre leggevo
il freddo tocco della bora triestina e lo sciabordio del mare sul porto.
La scrittura è scorrevole e ricca dal
punto di vista lessicale, i dialoghi mai scontati e i botta e risposta
coinvolgenti e talvolta conditi con una punta di sarcasmo pungente.
Questo racconto mi ha fatto pensare a
uno di quei gialli un pò datati, tipo Agatha Christie, che lascia col fiato
sospeso fino alla fine per poi svelare il colpevole mentre il poliziotto di
turno compie una corsa contro il tempo per evitare che ci siano altre morti,
guidato da un forte senso della giustizia.
In una scala da uno a dieci, il mio
voto sarebbe sicuramente dieci ed è ancora poco visto che il libro contiene
tutto ciò che si potrebbe desiderare: una trama avvincente, personaggi tosti e
ben caratterizzati, una città favolosa e un alone di mistero che ci aleggia
sopra.
Lo consiglio assolutamente!
Alla prossima, Chiara!

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