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lunedì 22 ottobre 2018

Recensione - Il Codicista - di Aldo Di Virgilio


TITOLO: IL CODICISTA
AUTORE: ALDO DI VIRGILIO
GENERE: NARRATIVA
PAGINE: 214
EDITORE: EDIZIONI ARGENTODORATO

TRAMA

Sospeso fra satira, surrealismo e fantastico, Il codicista accompagna il lettore in un’allegorica discesa all’inferno nelle viscere del kafkiano “Palazzaccio”. Willy Deville inizia la sua carriera al Ministero del Benessere, punto di partenza della scalata al potere e insieme della sua perdizione, verso la più abietta condizione morale. Una galleria di personaggi grotteschi e claustrofobiche sale del potere dipinta a violente pennellate in uno stile personalissimo, ricco di echi dei grandi autori del Novecento, che raccoglie a piene mani dal cupo immaginario medievale per raccontare una storia attualissima.

RECENSIONE

Non essendo un'amante del genere direi che non ho potuto apprezzare questa lettura fino in fondo, anche se devo ammettere che il tutto è scritto molto bene, con precisione e accortezza nei minimi dettagli, utilizzando anche termini piuttosto ricercati.
Il Codicista è un libro (e non mi sento di categorizzarlo perchè non saprei nemmeno a che genere farlo appartenere) che descrive in modo metaforico la situazione che dipinge la nostra società moderna: i potenti e i ricchi che fanno la bella vita e chi sta sotto subisce e tace.

"L’Imperatore ha sempre ragione, capito? Guai a voi, scellerati, che ne contestate la volontà! Intellettuali, tromboni, popolino, tutti uguali, criticatori con la puzzetta sotto il naso abituati alla polemica fine a se stessa! Voi ubbidirete e basta! Tacete, ignoranti!"

Il personaggio principale, Willy Deville, lavora al Palazzaccio, un'istituzione in cui si dovrebbe esercitare la giustizia, questa sconosciuta, ma che in realtà rappresenta proprio il marcio che si nasconde sotto la rosea coltre dell'apparenza.
Proprio come nella società odierna, in cui sotto la bella presenza e le belle parole si nascondono le intenzioni più viscide e più infami.
Leggendo Il Codicista non ho potuto fare a meno di pensare alla satira politica che ogni tanto compare anche alla tv, il prendersi scherzosamente gioco di alcuni personaggi influenti puntando sulle loro debolezze e sui loro capitomboli professionali.
Aldo di Virgilio riesce a descrivere tutto ciò con un leggero strato di ironia che comunque descrive prettamente una situazione, diciamolo pure, di decadenza morale pazzesca, senza cadere troppo nel banale e nell'insulto: una sorta di critica velata, ecco.
Per me è stata una lettura impegnativa, ma soddisfacente, la scrittura è fluida e non il solito pappone noioso che ci si aspetterebbe da un romanzo del genere.
Lo consiglio a chiunque, potrebbe rimanere sorpreso.

Alla prossima, Chiara.



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