TITOLO:
IL
CODICISTA
AUTORE:
ALDO
DI VIRGILIO
GENERE:
NARRATIVA
PAGINE:
214
EDITORE:
EDIZIONI ARGENTODORATO
TRAMA
Sospeso
fra satira, surrealismo e fantastico, Il codicista accompagna il lettore in
un’allegorica discesa all’inferno nelle viscere del kafkiano “Palazzaccio”.
Willy Deville inizia la sua carriera al Ministero del Benessere, punto di
partenza della scalata al potere e insieme della sua perdizione, verso la più
abietta condizione morale. Una galleria di personaggi grotteschi e
claustrofobiche sale del potere dipinta a violente pennellate in uno stile
personalissimo, ricco di echi dei grandi autori del Novecento, che raccoglie a
piene mani dal cupo immaginario medievale per raccontare una storia
attualissima.
RECENSIONE
Non
essendo un'amante del genere direi che non ho potuto apprezzare questa lettura
fino in fondo, anche se devo ammettere che il tutto è scritto molto bene, con
precisione e accortezza nei minimi dettagli, utilizzando anche termini
piuttosto ricercati.
Il
Codicista è un libro (e non mi sento di categorizzarlo perchè non saprei
nemmeno a che genere farlo appartenere) che descrive in modo metaforico la
situazione che dipinge la nostra società moderna: i potenti e i ricchi che
fanno la bella vita e chi sta sotto subisce e tace.
"L’Imperatore ha sempre ragione,
capito? Guai a voi, scellerati, che ne contestate la volontà! Intellettuali,
tromboni, popolino, tutti uguali, criticatori con la puzzetta sotto il naso
abituati alla polemica fine a se stessa! Voi ubbidirete e basta! Tacete,
ignoranti!"
Il
personaggio principale, Willy Deville, lavora al Palazzaccio, un'istituzione in cui si dovrebbe esercitare la
giustizia, questa sconosciuta, ma che in realtà rappresenta proprio il marcio
che si nasconde sotto la rosea coltre dell'apparenza.
Proprio
come nella società odierna, in cui sotto la bella presenza e le belle parole si
nascondono le intenzioni più viscide e più infami.
Leggendo
Il Codicista non ho potuto fare a meno di pensare alla satira politica che ogni
tanto compare anche alla tv, il prendersi scherzosamente gioco di alcuni
personaggi influenti puntando sulle loro debolezze e sui loro capitomboli
professionali.
Aldo
di Virgilio riesce a descrivere tutto ciò con un leggero strato di ironia che
comunque descrive prettamente una situazione, diciamolo pure, di decadenza
morale pazzesca, senza cadere troppo nel banale e nell'insulto: una sorta di critica
velata, ecco.
Per
me è stata una lettura impegnativa, ma soddisfacente, la scrittura è fluida e
non il solito pappone noioso che ci
si aspetterebbe da un romanzo del genere.
Lo
consiglio a chiunque, potrebbe rimanere sorpreso.
Alla
prossima, Chiara.

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