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giovedì 7 giugno 2018

Recensione - Il violinista del diavolo e altri racconti - di Marco Conti


IL VIOLINISTA DEL DIAVOLO E ALTRI RACCONTI

AUTORE: MARCO CONTI
EDITORE: AMICO LIBRO
ANNO: 2016
GENERE: NARRATIVA
PAGINE: 100


TRAMA

Qual è il filo rosso che unisce un ingombrante disabile che vuole sentirsi uomo, una ragazzina di tredici anni derisa da una scuola intera, un uomo di settanta malato di leucemia, una ventiquattrenne che fugge dal marito violento, un cinquantenne di colore che si aggira come un ragazzino in una stazione termale e gli altri protagonisti dei novi racconti di questa raccolta?
In questo inferno sulla terra il suo cantore o Caronte è Marco Conti, il violinista del diavolo, appunto.
Con uno stile essenziale e sperimentale, senza retorica e pietismo, ci suona il motivo della desolazione umana e sociale e traghetta i suoi personaggi alla dignità letteraria.
Prova di maturità per lo scrittore quartese che ha stregato Pinketts, “Il violinista del diavolo e altri racconti” unisce egregiamente i temi sociali a un gusto letterario innovativo.

RECENSIONE

Marco Conti ci racconta l’attuale. Ci racconta di una società moderna, delle difficoltà che la gente comune deve affrontare, di malattie, dipendenze, razzismo, pregiudizi e chi più ne ha più ne metta.
Il violinista del diavolo è una raccolta di storie che a mio parere anche se brevi sono molto profonde e significative, molto vicine a quello che una persona come noi potrebbe trovarsi a fronteggiare e che inconsciamente ci portano a riflettere sui temi ricorrenti del nostro secolo.
Porto come esempio il primo racconto che più mi ha colpita, forse per le sensazioni che mi ha scatenato, forse per la vicinanza a momenti reali del mio vissuto, ma che mi è rimasto bello impresso nella mente, ovvero “Il testimone consapevole”.
Credo che il tema principale di questo racconto sia il diritto di un uomo di decidere per la propria vita, ovvero la scelta di morire per porre fine alle proprie sofferenze.
Il protagonista è un uomo di settant’anni, ha vissuto la sua vita accanto alla moglie in totale armonia, pieno di soddisfazioni e traguardi raggiunti, ma da quando la leucemia ha iniziato a consumargli il corpo, anche la sua mente non è più la stessa.

“Un uomo intaccato nel profondo della sua anima. E del suo orgoglio”

Una mattina come tante, forse una mattina di troppo, il corpo di quest’uomo viene trovato nel parcheggio del condominio in cui vive.
È volato dal terzo piano. L’ha deciso lui.
È convinto che mettere fine alle propria vita sia la cosa migliore.
In un attimo la malattia si era portata via tutte le cose belle che aveva costruito in una vita, come il vento che spazza via un castello di carte.

“Il sorriso del diavolo. Un volo dal terzo piano. Una donna con una falce in mano. E così sia.”

Questo, come gli altri racconti, ci spiega come alcune volte l’essere umano possa essere fragile e facilmente influenzabile, come venga piegato dalle difficoltà della vita e ci insegna che la maggior parte delle volte le stesse difficoltà possono essere combattute così come nella stessa misura rivelarsi fatali.
I temi che Marco Conti ci sbatte in faccia sono piuttosto forti: la malattia, il rapportarsi con persone disabili, la violenza sulle donne, la paura del diverso, il cyberbullismo e ancora un padre che non si perdona il coma del figlio in seguito ad un incidente, un barbone ucciso da un gruppetto di ragazzini, fino all’uso di marijuana nelle scuole e gli attacchi di panico che giungono a letto, di notte.
Verità scomode, ma reali, e Conti ha saputo scriverle con semplice maestria, una prosa scorrevole e dal linguaggio forte ma che rende l’idea.
Per me “Il violinista del diavolo” è pura poesia, una lettura contro l’ipocrisia e l’indifferenza che divorano la società, un’ondata di consapevolezza che colpisce il lettore come uno schiaffo.

“Notte torrida. Notte di metà Agosto. Notte di mezza Estate. Desideri. Sogni.
O sogno di una notte di mezza Estate. Il rumore del mare. Un aeroplano in fase di decollo. Una stella cadente.
Un’aria di Niccolò Paganini. La sella di un demone.
Il violinista del diavolo”

Conti si avventura nei meandri della mente umana e ne esce vincitore a pieni voti. Per me è un sì grande come una casa, e chissà, magari lo sarà anche per voi…

Alla prossima, Chiara



                                                                      

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