TÈ, ZUCCHERO E SEGRETI
TRAMA
La bella e risoluta Jill Clemmons ha deciso di
abbandonare Adams Grove, il paesino di campagna dove è nata, per costruirsi una
nuova vita in Georgia. Ma in quel remoto angolo di Virginia ha lasciato il suo
affetto più grande, la nonna Pearl, che l’ha cresciuta come una figlia dopo la
morte dei genitori. Il suo cuore si è allontanato anche da Garrett Malloy, il
fidanzato di un tempo e una delle ragioni per cui Jill ha deciso di andarsene.
Quando
tutto il paese si ritrova a piangere l’improvvisa scomparsa dell’amata Pearl,
Jill ritorna ad Adams Grove per occuparsi del funerale e delle cose della
nonna. La casa di Pearl custodisce però dei segreti inattesi. Segreti che
riguardano il passato della nonna, ma anche il presente di Jill, e quello di
Garrett. Segreti che, innescando una strana serie di eventi, faranno
riavvicinare i due. Segreti che metteranno Jill di fronte a una scelta
decisiva, e le insegneranno il valore più profondo dell’amore.
RECENSIONE
Ripensando a
questa lettura, la prima cosa che mi viene in mente è: per fortuna non amiamo
tutti quanti gli stessi libri… però non posso che restare sorpresa dalle
quattro stelline guadagnate fino a prima che pubblicassi la mia recensione.
Eppure questo
libro iniziava tanto bene…:
“Vivi la tua vita in modo che ogni mattina,
quando posi i piedi sul pavimento, Satana sussulti ed esclami:
Merda, si è svegliata!”
Peccato che da
subito abbia iniziato ad odorare da romanzetto rosa sotto alla media.
Ho resistito
perché in qualche recensione avevo letto che qualcuno aveva avuto la mia stessa
impressione, ma che poi ad un certo punto il libro si era ripreso.
Ho pensato di
aver trovato quel punto in cui l’autrice finalmente inizia a scrivere qualcosa
che valga la pena sottolineare, quando finalmente mi sono imbattuta in una frase
che mi è piaciuta:
“È così
che funziona nelle piccole città: se non ti ricordi come stai, non devi preoccuparti,
tutti gli altri lo sanno già”
Ma oltre a
questo, non ho trovato altro di interessante.
Il libro mi
ha annoiata, un elenco di “lei ha fatto” e “lui ha detto”, finale prevedibile
già dalle prima pagine.
Dulcis in
fundo:
Il cane della
protagonista, essendo un bovaro del bernese, sbava per tutto il tempo di
lettura.
Ciò non è né
poetico né umoristico, però chi ha un cane simile può prendere spunto dall’idea
geniale messa in atto da Jill.
“Jill gli mise l’asciugamano rosa sotto il
muso, poi fece passare il filo di un gomitolo (un gomitolo di lana della
nonna morta) fra la base e il lato
superiore per fissarglielo al collo… Clyde agitò la testa e sollevò una grossa
zampa in aria, cercando di raggiungere il tessuto sotto il collo…
…il cane si sdraiò accettandola sconfitta. Era intelligente, bisognava
riconoscerglielo.”
Era
intelligente…
Alla Prossima,
Elena.

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