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mercoledì 30 maggio 2018

Intervista all'autrice Manuela Mannino...






















Ciao Manuela benvenuta tra noi, parto subito con il chiederti di presentarti e raccontarci un po’ chi sei e cosa fai.

Ho 40 anni, sono mamma e moglie . Laureata in Agraria, da tre anni scrivo. A gennaio è stato pubblicato il mio primo libro Anonima. Ho fatto di tutto e voglio continuare a fare di tutto.

Hai altre passioni che coltivi oltre alla scrittura?

Ovviamente la lettura è stata la mia prima passione e, ultimamente, le serie tv che stanno diventando quasi una droga!

Che tipo di libri scrivi, ce ne parli un po’? Presentaci i tuoi personaggi.

Ciò di cui scrivo è ancorato alla realtà che ci circonda. Intendo la scrittura come un mezzo per esternare i nostri pensieri e porre l’accento su ciò che accade nel quotidiano donandogli il tempo necessario per assimilarlo. Oggi tutto accade troppo velocemente e le notizie ci scivolano via senza lasciare nulla a parte uno stupore passeggero. Attraverso un libro si ha un più ampio respiro, si può far entrare in empatia il lettore con il personaggio. Principalmente parlo di donne quando scrivo racconti lunghi, uomini nei miei racconti brevi.

Hai sempre amato scrivere o è una passione uscita con il tempo?

Ho sempre amato leggere, ho iniziato a scrivere nel 2015 per gioco sulla piattaforma di wattpad e mai avrei pensato che sarei riuscita a completare la mia prima storia né tantomeno di pubblicarla con una casa editrice.

Da dove arriva l’ispirazione? Hai rituali o abitudini a cui ti affidi prima di scrivere e leggere?

L’ispirazione arriva all’improvviso, come una folata di vento inaspettata e mi travolge, inizio subito a immaginare dialoghi o le sensazioni che devono suscitare nel lettore certe scene, espressioni dei volti, stati d’animo dei protagonisti. Se, dopo un po’, non riesco a liberarmi di questa idea mi siedo e scrivo. Una abitudine che ho è il non iniziare a scrivere senza aver mangiucchiato qualcosa. Per la lettura no, non ho nulla di particolare.
Cosa c’è sempre e non può assolutamente mancare nei tuoi libri? Cosa invece non troveremo mai e perché?
Ad oggi c’è sempre la Sicilia, c’è la realtà, c’è un dramma. Non troveremo mai… non saprei proprio dirvelo! Mai dire mai, la mia fantasia vola in alto e si è pure spinta sotto due metri di terra.
Solitamente prima di essere scrittori si è lettori, tu che tipo di lettrice sei? Hai dei generi preferiti?
Io  passo da periodi di massima attività nella lettura a momenti in cui mi blocco e non leggo. Se, ad esempio, becco un libro che non mi piace mi blocco, e poi lo riprendo e lo porto al termine (perché non interrompo mai un libro a metà), ma se non mi piace impiego molto tempo per finirlo. Odio chi abbandona un libro, qualsiasi libro.
Amo le storie realistiche, amo gli autori del passato quelli veri, quelli che hanno saputo lasciare una vera opera che resiste al tempo a una lingua che cambia. Non disdegno comunque nessun genere, ciò che non sopporto sono i libri cloni di una moda temporanea.


Progetti in writing progress e futuri che tieni in un cassetto?

Sto limando il mio secondo lavoro “Due Aprile” con lentezza e nel frattempo il mio subconscio è alla ricerca di una spinta per scrivere un nuovo racconto lungo.

Quanto è difficile il mondo dell’emergente? Cosa cambieresti e cosa svilupperesti invece?

È difficilissimo! Oggi un autore non deve essere solo capace di scrivere ma anche un abile venditore. I libri che si vendono da soli sono quelli di autori affermati non quelli di un emergente comune. Chi già all’esordio ha un discreto successo sono quegli autori che hanno alle spalle grosse case editrici che investono in una serie di servizi atti a rendere appetibile un’opera. Io credo che l’editoria debba tornare a fare il suo lavoro e l’autore debba saper scrivere non per forza saper vendere.

Self o Ce, cosa ne pensi di questi due mondi?

La Casa editrice è stata la mia scelta e spero di poter avere una Ce anche per “Due Aprile”. Il self potrebbe essere una bellissima realtà, ma ad oggi io credo che almeno in Italia non sia una valida scelta per un emergente perché è troppo affollata e la maggior parte di ciò che ho comprato si è rivelata spazzatura. Ciò va a svantaggio di chi lavora veramente bene e di chi si impegna a rendere il suo elaborato di qualità. Unico acquisto che mi ha soddisfatta è stato quello di una ragazza che ho conosciuto su wattpad che ha pubblicato delle strisce umoristiche davvero perfette: bella impaginazione, disegni accurati, sceneggiatura davvero divertente e intelligente. Ma attenzione! Anche le Case editrici sono tante, proprio come gli autori in self e anche molte Ce sono in realtà delle grandi tipografie e niente di più. Sarebbe meglio ridimensionare il tutto, non pubblicare ogni piccola ideuzza che si ha da parte degli autori e che chi volesse fare l’editore lo faccia con coscienza non pensando solo al denaro. 

Il commento più bello ricevuto e quello più brutto per i tuoi scritti?

Tanti su wattpad lì si vive solo di commenti! Per quanto riguarda Anonima, il mio libro edito, alcune lettrici mi hanno detto di non esser riuscite a smettere di leggere, di averlo finito in un'unica sessione di lettura. Hanno apprezzato in molti anche il mio tono nella narrazione l’esser stata delicata su certi aspetti, si complimentano anche sul  finale non scontato ed è molto apprezzato. Commenti brutti no, forse negativi? Anche se per me nessun commento può esser negativo, perché un parere è uno scambio che io accetto sempre e con umiltà. Uno di questi è stato la caratterizzazione dei personaggi secondari che per alcuni è stata poco approfondita, io concordo con questo appunto anche se riconosco che la storia di Anonima sia solo la storia di Ambra la protagonista, io mentre scrivevo vedevo solo lei e lei era concentrata solo su se stessa.
Un libro che assolutamente consigli e uno invece che non sei riuscita a terminare?
La storia di Elsa Morante per me è uno dei libri fondamentali insieme ad altri. Li termino tutti! Ma sconsiglio i prodotti commerciali che affollano le librerie.

Un viaggio che da sempre desideri fare ma che non hai ancora potuto? Perché?

Desidero andare a Parigi perché non ci sono ancora andata. È una risposta banale ma è la verità!

Hai una citazione, un motto a cui sei particolarmente  affezionata?

Ultimamente penso sempre alla favola “Il vestito nuovo dell’imperatore”. C’è la frase del bambino in cui dice che l’imperatore è nudo, ecco mi ripeto sempre di esser quel bambino e di non perdere la sua capacità di vedere la verità senza sottostare a nessun tipo di condizionamento. Poi c’è da dire che sono cresciuta con mia nonna e lei mi ripeteva sempre tutti i modi di dire dialettali che conosceva e quelli li intercalo spesso nelle varie situazioni che mi si prospettano durante la giornata!

Augurandoti il meglio, spero ti sia piaciuto stare un po’ con noi, a presto Manuela!




                                                                   

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