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sabato 18 novembre 2017

Read & Eat - La Pizza Letteraria -

Chi non ama la pizza?, a casa mia ormai è diventato tradizione il Sabato sera cena con pizza fatta in casa, credo sia il momento della settimana che amo di più!
Tutti attorno al tavolo, una bella fetta di pizza e un bel film o cartone da guardare tutti insieme. Ma ora veniamo a noi, grazie come sempre alla rivista il libraio, ho scoperto questo pizzaiolo " romanziere" ora ve lo presento!






Nato a Faenza e cresciuto insieme alla madre e ai nonni materni nelle case popolari di Casola Valsenio, piccolo paese sulle colline dell'Appennino faentino, Cristiano Cavina si dedica sin da piccolo alle sue due grandi passioni: la letteratura (dall'avventura alla fantascienza, dai classici russi agli americani contemporanei) e il calcio (ha giocato dai pulcini fino all'under 18 per la squadra locale, l'A.C. Casola).
Non amante degli studi, Cavina si è sempre mantenuto - oltre che con l'attività di scrittore - con qualsiasi lavoro gli sia capitato: muratore, portalettere, pizzaiolo e altri ancora.
Con la sola eccezione di Scavare una buca (2010), tutti i romanzi pubblicati da Cavina sono ambientati a Casola Valsenio, suo paese natale, e hanno come protagonista l'autore stesso, presentato però sotto diverse sfaccettature: il bambino legato al paese e alla famiglia, l'adolescente alle prese con il campionato di calcio della propria squadra amatoriale, oppure l'adulto che si scopre padre.
Il suo primo romanzo, pubblicato nel 2003 all'età di 29 anni, s'intitola Alla grande e ottiene un successo inaspettato: vende infatti oltre 10.000 copie e viene tradotto in francese dalla casa editrice Anne Carrière, con il titolo C'est géant. Grazie a quest'opera, nel 2006 Cavina si aggiudica il prestigioso "Premio Tondelli".
Nel novembre del 2005, esce nelle librerie il secondo romanzo di Cavina, intitolato Nel paese di Tolintesàc: questo scritto ottiene ancora più successo del precedente e fa conoscere l'autore in tutta Italia. Per oltre due mesi, Nel paese di Tolintesàc resterà nella classifica dei libri italiani più venduti. Intanto sopraggiunge un ulteriore importante riconoscimento: Cristiano Cavina vince, insieme ad altri due scrittori, il Premio Fenice Europa 2006.
Il terzo romanzo, pubblicato nel novembre del 2006, è dedicato alla sua grande passione per il calcio: il buon risultato di vendite di Un'ultima stagione da esordienti conferma che ormai Cavina ha un proprio pubblico di affezionati lettori.
Il quarto romanzo, I frutti dimenticati, viene pubblicato nel 2008 e, per la prima volta, ha come protagonista un Cristiano Cavina maturo, adulto. Il libro è stato tradotto in arabo negli Emirati Arabi nel 2016.
Nel 2010, sempre con la casa editrice Marcos Y Marcos, Cavina pubblica il suo quinto lavoro: Scavare una buca. A differenza dei romanzi precedenti, questa volta il protagonista non è Cavina stesso, ma un minatore che lavora presso una cava di gesso.
Del 2012 è Romagna mia!, una serie di brevi saggi ironici per raccontare la sua terra e i personaggi che l'hanno popolata, mentre nel 2013 esce il nuovo romanzo Inutile tentare imprigionare sogni, che racconta le vicende di un adolescente durante gli anni delle scuole superiori.
Nel 2014 è la volta di La pizza per autodidatti, che nel 2016 viene tradotto in tedesco con il titolo Die pizzaphilosophie.
Pinna morsicata, dato alle stampe nel 2016, è il racconto di un giovane delfino alla scoperta della vita. È forse il primo libro di Cristiano Cavina scritto e pensato per i più giovani. Anche se è un libro un po' tragico, è molto apprezzato dai lettori più piccoli.
Ed ora veniamo al libro di cui ho scelto di parlarvi:

Non l'ha scelto lui, il mestiere del pizzaiolo. È stato un matrimonio combinato e all'inizio eran dolori: gli venivano le pizze con gli spigoli e niente discoteca il sabato sera. Dopo vent'anni, con un forno e una pallina di impasto può fare quello che vuole, anche bendato. Sforna pizze buone e leggere come uno sbuffo di farina. Con quattro o cinque foglie di tarassaco e altrettante fette di pancetta. Con santoreggia e salame piccante, topinambur e salsiccia, squacquerane e rosmarino. Alla Pizzeria Il Farro di Casola Valsenio, Cristiano è il 'pizzaiolo quando c'è'. I giorni che non scarica la legna, magari va a Roma per lo Strega, o incontra Doris Lessing davanti a un buffet. Questo libro è come la sua vita, unisce mondi che sembrano lontani, tra consigli preziosi sulla pizza e racconti esaltanti. Ha il calore del suo sangue romagnolo, lo slancio delle sue avventure senza rete. Ha il gusto del lavoro ben fatto. E fa venire l'acquolina in bocca. Per chi ama la pizza e chi la vuol fare.


Qualche ricettina da provare!!!

1. La Calvino                                                                          

Questa è facile: pomodoro e mozzarella. Margherita classica. Leggera, semplice e perfetta.

2. La Montecristo (pagare con diamanti di un tesoro ritrovato)                                                                     

Una base classica di pomodoro e mozzarella, da cuocere con un pugno di erba cipollina a pezzetti, e, una volta sfornata, guarnire con prosciutto crudo, rucola e pecorino a scaglie.

3. La Osvaldo Soriano                                                          

Pomodoro e mozzarella la base, funghi, salsiccia e pancetta tagliata a dadi. Guarnire con una spruzzata di tacchetti e laccetti di scarpe da calcio (scherzo).

4. 50 sfumature di grasso

Per gli amanti dell’estremo: pomodoro e mozzarella con salame dolce infornato, prosciutto cotto, würstel e salsiccia. Fustigarsi abbondantemente dopo cena.

5. Don Camillo

(Pizza da bracconiere, da preparare al volo, ripiegare in un foglio di carta stagnola e portarsi appresso nei boschi). Base di olio, sale e rosmarino, poi crescentina (o squacquerone), prosciutto e rucola.

6. Stephen King

Pomodoro, primo strato di salame piccante e mozzarella, secondo strato di salame piccante e una spolverata di peperoncino in polvere prima di infornare. Poi, aggiungere peperoncino fresco e mettersi a pregare.

7. Dr Jekyll & Mr Hyde

Metà pizza con abbondante pomodoro, aglio, acciughe e origano, l’altra metà solo mozzarella di bufala e bresaola.

8. La John Fante

(Tanti anni fa ebbi il piacere di mangiare la pizza con il figlio di John Fante, Dan. Andammo in una pizzeria a Torino, che si chiamava Fratelli Bandini, come il personaggio della famosa serie di libri del padre. La pizzeria era tutta arredata con ritratti di Fante, fotografie e copertine dei suoi libri. Alcune pagine dei libri erano stampate sulle piastrelle di ceramica. I nomi delle pizze sul menù erano i nomi dei suoi personaggi. Dan fante entrò, e si mise a piangere. Non pensava che potesse esistere qualcuno che amava a tal punto i lavori di suo padre da dedicargli una pizzeria intera. Fu una serata indimenticabile. Speciale). Pomodoro e mozzarella di bufala, uovo sodo, carciofini e cipolla.
Alla prossima settimana, Emanuela.

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